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Le Grand Oeuvre. La Grande Luce

 
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Grillot de Givry propone ed «offre», poiché il termine è in questo caso corretto e mediato dalla sua capacità, il valore ermeneutico del senso di ogni meditazione. Il suo rapporto col mondo vuole che la meditazione si travesta di stoffe alchemiche. Un modo come un altro per seguire la via della spiritualità. È la logica intima e complessa dello Atkanor che si desume per interne ma anche esterne ed estreme contemplazioni. La purezza del proprio «Io» informa il corpo della sua caduca presenza. La preghiera meditante di Grillot de Givry ce lo ricorda.

Al di là dell'interesse puramente e formalmente esoterico Le grand oeuvre, pubblicato all'inizio del '900, è il testamento spirituale di un uomo che dedicò gran parte della sua vita all'esoterismo e alla sua pregnante iconologia.

Le dodici meditazioni de Le grand oeuvre, legate al cosmico dramma dell'ultima cena per volontaria numerologia, si descrivono come storia cosmologica dell'«Io». Si tratta di un'«operetta» ritmica, dove il balzo della meditazione ripropone sempre la poesia della metafora del vivere. Le dodici «meditazioni» che in prima traduzione italiana vengono proposte in questa collana si determinano come un classico Rosarium philosophorum: un libro della pietra concepito e vissuto come trascendenza totale.

La spiritualità di Grillot de Givry si fa rarefatta spesso nelle meditazioni rispetto alla «corposa» e a volte paradigmatìca enigmaticità dell'alchimista classico. Pure, in questo splendido libro, la meditazione diventa un atto di concentrata preghiera dove l'anima del mondo si confonde con un «Io» che cerca di contemperarne il livello. Il Sole e Luna alchemici diventano cosi possibile comprensione orante. Grillot de Givry cerca di osservare in se stesso e invita gli altri a ricordare il proprio corpo di luce e a viverlo con pia consapevolezza.

La nota introduttiva di Giovanni Vannucci ricorda con affettuoso interesse tutto ciò e propone un'attenta e singolare possibilità meditativa all'uomo contemporaneo che non sia del tutto estraniato dal suo Essere.

AUTORI

Grillot De Givry, Huai-Nan-Tze, studioso francese, di cui abbiamo poche notizie. Era un importante ricercatore delle scienze occulte, con particolare interesse all'alchimia, alla magia ed all'esoterismo. Ricordiamo i principali lavori pubblicati: "Anthologie de l'occultisme" del 1922, "Le Grand Oeuvre" e "La Grande Luce", (due trattati di alchimia interiore occidentale ed orientale usciti intorno al 1920), la traduzione dal latino di una delle più contestate opere di San Tommaso d'Aquino, il "Trattato sulla pietra filosofale" seguito dal "Trattato sull'Arte dell'Alchimia" (sempre degli anni '20) e "Le Musèe des Sorciers, Mages et Alchimistes" del 1929.

Huai-Nan-Tze, autore della «Storia della Grande Luce», era nipote dell'Imperatore Kao-Ti, fondatore della dinastia Han, salito al trono nel 206 a.C. Sebbene di lignaggio reale, egli preferì consacrarsi al sapere e alla filosofia spirituale, raccogliendo attorno a sé un gruppo dei più profondi esponenti del Taoismo e di studiosi affini per interessi e aspirazioni. Fu uomo di eccezionale acutezza, con un orizzonte mentale ampio ed esteso, e con una particolare venerazione per il divino. Gli insegnamenti sono presentati, nel testo, con il metodo paradossale adottato da Lao-Tze e dagli altri grandi Taoisti: prendendo come illustrazioni le realtà della vita quotidiana, si suggeriscono, per mezzo di contrasti e analogie, le verità intcriori e invisibili del Tao, dello Yang e dello Yin, del Wu-Wei, e le sublimi virtù dello spirito quando è unito con il Tao. È un'opera di alchimia spirituale tra le meno note in Occidente e di grande significato mistico.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 22 settembre 2016

Un ottimo libro di alchimia spirituale a tutto tondo: attraverso la frastagliata molteplicità dei fenomeni del mondo, mediati dalla percezione che si ha di essi, l'iniziato può risalire alla sorgente unica ed eterna, superando la loro apparente inconciliabilità.

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Scritto da: - 18 ottobre 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

Non uno ma due trattati sulla Alchimia; gli autori, Grillot de Givry e Huai-Nan-Tze, seppur in maniera diversa e talvolta usando l'allegoria o il simbolismo discutono sui misteri dell'Alchimia. Sicuramente un testo che va letto più di una volta, non solo per chi ha poca familiarità con questo argomento. Alla fine del primo testo vi è un utile glossario dei termini principali. Caratteristica tipica di questa collana della Mediterranee è che i libri si presentano intonsi, perciò ci vuole molta pazienza nel liberare le pagine, ma nel farlo da l'impressione di aprire un prezioso dono...in realtà è proprio così.

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