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Ho Perso le Parole

Potere e dominio nelle pratiche di cura

 

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La cura come promessa o la cura come minaccia? Il dilemma è viscerale ed è, al fondo, strettamente legato al sentimento di base nel quale si radica il germe del dominio: la paura. Il rapporto di cura è un faticoso equilibrio tra potere e dominio.

Costa fatica affidarsi al buio al soggetto che cura: una sensazione di vulnerabilità immancabilmente assale nell'atto di darsi con la propria autenticità. Seppur adeguatamente occultato o cammuffato sotto mentite spoglie, il tema del potere è parte integrante della formazione accademica e della organizzazione corporativa di medici, psicologi, pedagogisti, educatori, insegnanti e assistenti sociali.

Non solo: la volontà di potere è alla base di qualunque vocazione professionale di questo tipo. E' proprio dall'esercizio del potere che queste funzioni traggono la loro ragione di esistere. Ecco allora che la questione cruciale non è data dalle competenze o dalle qualità, ma dall'atteggiamento nei confronti del potere.

L'uso che se ne fa è il tema centrale che queste pagine, con inconsueto coraggio e acuta profondità di analisi, affrontano. Il confine tra potere e dominio si gioca sulla scelta-capacità-possibilità di accompagnare. La cura che insegna, come la scuola, a non fare errori non accompagna nell'errore.

E siccome l'errore è cambiamento, la conseguenza è che la cura, come la scuola, non accompagna nel cambiamento. Diviene il luogo proprio del dominio. Chi si prende troppo sul serio non accompagna ma porta. Il potere accompagna. Il dominio porta.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 21 novembre 2008

Perchè scrivere un libro quando la verità ha sete di gistizia? METAFORA: Gli affamati conoscono la fame meglio di chi ha la pancia piena tutti i giorni e non si chiedono il perchè capiti, tutto ciò, proprio a loro ma soffrono in silenzio aspettando tempi migliori. A volte si dà fiducia a chi non si dovrebbe e immancabilmente questo meccanismo toglie le forze ai più deboli cancellando nella loro indole l'azione quale quella di reagire e di combattere. Credo che la psicanalisi in questo contesto sia fuori luogo e la politica nello specifico in qualità di giustizia debba intervenire a 360 gradi. Gabriele grazie.

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