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Ho Sempre Voluto che Ammiraste il Mio Digiuno - Ovvero, Guardando Kafka

 

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  • Prezzo € 8,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 49
  • Formato: 12,5x18
  • Anno: 2011

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Questo testo ibrido, a metà strada tra il saggio e la narrativa d’invenzione, è diviso in due parti. Nella prima parte Roth racconta e commenta il rapporto di Kafka con le donne, in particolare Milena Jesenska e Dora Diamant. Dove trovò Kafka il coraggio di lasciare Praga nel luglio 1923 e passare gli ultimi mesi di vita con Dora? Cosa gli diede il coraggio di compiere quel gesto di straordinaria indipendenza? L’amore per Dora o la consapevolezza della morte vicina?

Nella seconda parte del testo, senza apparente soluzione di continuità, Roth immagina che nel 1942 a Newark il suo professore di ebraico sia un certo Franz Kafka, un rifugiato ebreo praghese. Appreso che il professore vive da solo in una stanza d’affitto, la famiglia Roth si mobilita per accasarlo con la zia Rhoda, un’incallita zitella...

È l'estate del 1923 quando in due stanze in un sobborgo di Berlino una nuova coppia dà inizio al suo futuro comune. Lei si chiama Dora Dymant, lui Franz Kafka, e quello è l'ultimo anno della sua vita. Prima di allora ci sono state altre due brave ragazze ebree nella vita di Kafka, Felice e Julie, poi la passionale, anticonformista Milena. Ma lui è già "sposato con l'angoscia a Praga" e un altro matrimonio non ci sta. È solo con la giovane Dora che Kafka, avvicinandosi alla fine, riesce a svincolarsi dalla città nativa e a pensarsi, seppur per poco, libero di amare.

E se fosse sopravvissuto alla tubercolosi che lo condusse a morte precoce? Se addirittura fosse scampato all'olocausto che si prese tutte le sue sorelle, rifugiandosi all'estero, magari in America, magari in un'accogliente comunità ebraica? Cosa sarebbe accaduto se il cantore di ogni forma di assoggettamento, vincolo, coercizione fosse riuscito a sfuggire? Quali inediti appagamenti il Nuovo Mondo delle mille possibilità avrebbe potuto riservargli?

Philip Roth immagina per noi lo scenario e, incrociando quell'orizzonte letterario e umano al proprio, dà vita a una piccola gemma di lucidità critica e insieme di spassoso estro narrativo.

AUTORE

Philip Roth ha vinto il Premio Pulitzer nel 1997 per Pastorale americana. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il piú alto riconoscimento dell'American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa. Ha vinto due volte il National Book Award e il National Book Critics Circle Award, e tre volte il PEN/Faulkner Award. Nel 2005 Il complotto contro l'America ha ricevuto il premio della Society of American Historians per «il miglior romanzo storico di tematica americana del periodo 2003-2004». Recentemente Roth ha ricevuto i due piú prestigiosi premi PEN: il PEN/Nabokov Award del 2006 e il PEN/Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction. Roth è l'unico scrittore americano vivente la cui opera viene pubblicata in forma completa e definitiva dalla Library of America. Nel 2011 ha ricevuto la National Humanities Medal alla Casa Bianca, ed è poi stato dichiarato vincitore della quarta edizione del Man Booker International Prize.

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