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I Ching

Un'antica arte divinatoria

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 128
  • Formato: 13x19,5
  • Anno: 1997-2015

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L'antichissimo testo cinese usato per predire il futuro e comprendere il senso nascosto del passato e del presente.

  • La storia e il ruolo dell'I Ching nella cultura e nella religione cinese;
  • Studiosi e psicologi occidentali a confronto sul valore moderno dell'I Ching;
  • I sessantaquattro esagrammi e la loro consultazione.

INDICE

Prefazione

Capitolo 1 - Yijing, un antico testo divinatorio

  • La natura dell’«Yijing»
  • Come nasce l’«Yijing»
  • L’epoca storica della formazione dell’«Yijing»
  • La divinazione e il suo significato nella società cinese arcaica
  • Come è composto l’«Yijing»
  • La funzione dei commentari nella formazione dell’«Yijing»

Capitolo 2 - La simbologia dell Yijing

  • Come nasce il carattere simbolico degli esagrammi
  • Il significato dell’«yi» o «trasformazione»
  • Dal simbolo al concetto: il processo di astrazione degli esagrammi
  • Le interpretazioni dell’«Yijing» nelle diverse scuole di pensiero cinesi

Capitolo 3 - Yijing: un classico confuciano

  • Le due principali scuole d’interpretazione dell’«Yijing»: «yili» e «xiangshu»
  • Wang Bi: l’«Yijing» come radice del pensiero confuciano e taoista
  • Zhu Xi: l’«Yijing» e la celebrazione del sistema di pensiero confuciano

Capitolo 4 - L’interpretazione dell'Yijing nella nostra epoca 

  • La posizione degli studiosi occidentali
  • L’analisi filosofica di Richard Wilhelm
  • La struttura della versione del Wilhelm
  • L’analisi di C.G. Jung

Capitolo 5 - Yijing: un manuale per la nostra divinazione

  • La natura delle linee degli esagrammi
  • Il metodo di consultazione dell’oracolo con le monete
  • La consultazione a mezzo degli steli di millefoglie
  • Come interpretare le risposte dell’oracolo

Tavole dei trigrammi e degli esagrammi

Yijing il testo dei 64 esagrammi

Note

Bibliografia

APPROFONDIMENTI

Prefazione:

"Compito non facile preparare un volumetto chiaro, conciso, piacevole alla lettura che spieghi la natura, l’origine e lo sviluppo storico delVYijing, uno dei testi divinatori più antichi al mondo, tra i più noti sia nell’emisfero orientale sia in quello occidentale, oggetto di dispute filologiche e filosofiche da oltre duemila anni.

Compito ancora più difficile cercare di fornire una versione del solo testo base, senza i commentari che lo spiegano, che sia comprensibile e al tempo stesso si sforzi di conservare l’arcaismo delle espressioni originali.

L’idea di presentare la versione italiana dell’originale cinese del solo benjingo testo base, separato dai commentari che per millenni lo hanno accompagnato fornendone l’interpretazione canonica, nasce dal desiderio di restituire la sua natura arcaica a ciò che in origine costituiva un semplice manuale a uso divinatorio.

Pertanto nella versione che qui presentiamo il lettore troverà, per ogni esagramma, il nome, la definizione e le sentenze, espresse per lo più in sei righe, che definiscono il contenuto della divinazione. Accanto al testo di queste linee esplicative egli non troverà alcuna interpretazione aggiunta.

Questa semplificazione testuale da una parte sottoporrà il lettore a un oneroso sforzo speculativo, dall’altra gli fornirà l’occasione di esaminare il solo testo degli esagrammi, sfrondato da ogni interpolazione successiva, consentendogli in tal modo una maggiore libertà di interpretazione e di adattamento dei responsi divinatori alle proprie specifiche contingenze.

La motivazione sottostante la scelta di operare questa «mutilazione» del testo base delle glosse aggiunte riflette l’esigenza di mettere in rilievo alcune caratteristiche originarie di questo andco manuale divinatorio, sovente tralasciate nelle innumerevoli opere che su di esso sono state prodotte, soprattutto negli ultimi decenni.

Tali caratteristiche ci mostrano un’opera arcaica dalle origini storicamente non definibili, espressa nel linguaggio oscuro dei divinatori, caricata di significati che riflettevano in modo diretto le realtà contingenti del ceto sociale che di essa faceva uso per la propria organizzazione politica. La sua natura originale di manuale per la divinazione, per lo più inintelligibile ai profani di quest’arte, giustifica la sua collocazione nell’ambito delle opere di difficile interpretazione, suscettibili di provocare le controversie più accanite.

Alla fine qualche chiarimento è stato conseguito, sia pure a condizione di sottoporre al lettore una serie non sempre lieve di dissertazioni sull’interpretazione che di quest’opera hanno fornito le menti analitiche più rappresentative del pensiero cinese e alcuni famosi studiosi occidentali, meritevoli di plauso in primo luogo per aver cercato di spiegare ed eventualmente trasferire in altre lingue l’oscurità delle divinazioni.

Il testo qui tradotto, tratto da uno studio cinese sull’Yijing e la medicina tradizionale cinese, dal titolo Zhouyi yu zhongyixue («Il Zhouyi e la medicina tradizionale cinese»), pubblicato a Pechino nel 1992, è quello divenuto canonico dall’epoca Han (206 a.C. -220 d.C.) in poi.

Non si tratta quindi di quello noto come l'«Yijing di Ma-wangdui», scritto su di un rotolo di seta rinvenuto nel 1973 in una tomba di epoca Han a Mawangdui, una località vicino a Changsha, capoluogo della regione centrale dell’Hunan.

Analogamente a quello canonico, l'Yijing di Mawangdui comprende i 64 esagrammi e i loro commentari, sistemati però in un ordine diverso e spesso contraddistinti da altri nomi. Il contenuto delle linee che spiegano il significato dell’esagramma sovente presenta delle variazioni rispetto al testo canonico. Oltre a ciò, l’Yijing di Mawangdui comprende cinque nuovi commentari, emersi dopo oltre duemila anni, tra i quali uno si distingue in modo particolare, poiché riporta per esteso le parole di Confucio su come egli fosse giunto a modificare la sua opinione, inizialmente negativa, nei confronti di questo antico manuale divinatorio.

Dell’Yijingdi Mawangdui esistono due recentissime versioni, in inglese e in tedesco, i cui estremi sono reperibili nella bibliografia, che hanno gettato nuova luce sulle difficoltà interpretative di questa opera.

Per la realizzazione della versione qui presentata prezioso è stato il supporto di materiali di consultazione quali un dizionario sull’Yijing, il Zhouyi cidian «Dizionario del Zhouyi», pubblicato a Changchun nel 1992, che fornisce una dettagliatissima spiegazione di tutti i termini e le metafore presenti nel testo originale, arricchita da riferimenti e citazioni dalle varie glosse.

Altrettanto indispensabile è stato lo studio filologico di Bernhard Kargreen, Grammata Serica Recensa, da cui sono stati tratti i sensi originali dei termini più ricorrenti nel testo.

Salvo che nel titolo del libro, riprodotto, per ragioni di comodità, secondo la trascrizione fonetica più conosciuta, tutti i termini e i nomi di opere cinesi sono stati trascritti usando il sistema di traslitterazione pinyin, ufficialmente adottato nella Repubblica Popolare Cinese. Nelle citazioni da altre opere i titoli e i termini cinesi sono stati riportati nel modo fornito dall’autore."

Giuseppina Merchionne

AUTORE

Giuseppina Merchionne, docente di lingua e cultura cinese presso la Civica Scuola di lingue orientali e sezione lombarda dell’Is. I.A.O. di Milano, ha soggiornato diversi anni a Pechino e a Taipei, dove ha condotto, direttamente attraverso le fonti originali, numerose ricerche sulla storia del pensiero cinese, pubblicate in diverse lingue.

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