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I Princìpi del Calcolo Infinitesimale

 

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È singolare come nei suoi ultimi anni Guénon abbia voluto dedicare un libro a una questione matematica quale il calcolo infinitesimale, introdotto da Leibniz e poi diventato un pilastro della scienza moderna. Ma evidentemente riteneva che qui fossero in gioco problemi di altissima rilevanza. Tralasciando gli aspetti pratici connessi al calcolo matematico – per lui «del tutto privi di interesse» –, Guénon si concentra sui princìpi che dovrebbero costituire il fondamento di ogni sapere particolare, e chiarisce nozioni che in realtà, in quanto passibili di essere trasposte analogicamente e di acquisire anche una valenza metafisica, attraversano l’intera sua opera: dal significato della serie dei numeri, dell’unità e dello zero alle fondamentali differenze fra l’«infinito» propriamente detto e l’«indefinito», fra il continuo e il discontinuo, fra la quantità e la qualità. Guénon mostra come le difficoltà concettuali e i dubbi affrontati da Leibniz e dai matematici che dopo di lui si cimentarono con l’idea dell’infinito discendano dall’abbandono di quel rigore intellettuale proprio del pensiero metafisico che, in rapporto alla mera indagine empirica e razionale cui sono confinate le scienze moderne, rappresenta un «passaggio al limite» – rispetto al quale, secondo Paolo Zellini, anche le «formule del calcolo più avanzato non possono sempre dichiararsi estranee».

AUTORE

René Guénon (Blois 1886 - Il Cairo 1951), matematico, metafisico, esoterista francese, viene considerato il rappresentante principale del Tradizionalismo Integrale. Iniziato all’esoterismo islamico, si trasferì al Cairo nel 1930 dove rimase sino alla morte. Collaboratore di molte riviste, ma soprattutto di Le Voile d’Isis, poi Études Traditionnelles, con centinaia di articoli. Il suo primo libro è stato Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), cui ne seguirono altri sedici: tra essi La crisi del mondo moderno (1927). Una dozzina di raccolte di articoli è apparsa postuma. Due di esse, Forme tradizionali e cicli cosmici e La Tradizione e le tradizioni, sono state pubblicate in Italia dalle Edizioni Mediterranee. Fieramente antimoderno, ha sostenuto l’esistenza di una Tradizione Primordiale da cui sono derivate tutte le altre, la prevalenza della contemplazione sull’azione e dell’Oriente sull’Occidente. Il suo incontro critico con Julius Evola avvenne nel 1925. Lascia un immenso epistolario con molteplici personalità, purtroppo per la maggior parte inedito.

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Scritto da: - 4 ottobre 2016

Più che mera aritmetica, dura e pura, asciutta nei procedimenti e secca nei risultati, qui ci troviamo di fronte ad una aritmosofia decisamente anomala e particolare, in cui il numero non è solo rappresentazione quantitativa ma espressione di più alti e spesso inafferrabili concetti metafisici. Buona lettura a tutti voi!!!

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