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I Sì e i No

Concedere o proibire. Come possono regolarsi i genitori?

 

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  • Prezzo € 9,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 110
  • Formato: 14x20
  • Anno: 2015

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Questo volume è un supporto per i genitori perché aiutino il loro bambino a scoprire, giorno per giorno, il mondo che lo circonda, a capire ciò che in esso è possibile, è difficile, oppure irrealizzabile, in poche parole a divenire grande.

La capacità di crescere:

"Un bambino da solo non può crescere, per questo ha bisogno di una mamma e di un papà che lo aiutino a divenire grande. Sono i genitori infatti che lo accompagnano, giorno per giorno, a scoprire il mondo che lo circonda e a capire ciò che in esso è possibile, è difficile o è proprio irrealizzabile.

Camilla, una bambina di otto anni, esclama incredula: «Nel mondo della fantasia sono capace di superare tutti gli ostacoli e così posso essere ammirata da tutti. In quello dove abito, invece, ho tante paure e sono sempre così e così».

Per maturare ogni bambino deve allora scoprire la differenza tra desideri e realtà, tra ciò che gli appartiene e ciò che non è suo, tra ciò che è lui e ciò che esiste fuori di lui, tra quello che può fare e quello che non gli è invece consentito.

Mattia, mentre il papà lo sta portando in palestra, afferma stupito: «Io credo sempre di essere il più forte e di poter vincere tutti, ma poi scopro che non è vero. Allora mi sento piccolo piccolo e mi viene la paura di essere calpestato da enormi giganti».

È vero che il bambino, quando è molto piccolo, si apre al mondo solo se mamma e papà glielo porgono come qualcosa che è lì tutto per lui. Affermazioni come: «Non c’è nessuno più bello di te a questo mondo», «Sei tutta la nostra vita», «Adesso punisco questo cattivo spigolo del tavolo perché ti ha fatto “bua”» vengono spesso pronunciate dai genitori davanti al figlio. Poi, pian piano, il bambino scopre che non può dominare gli altri, le cose, le situazioni e si trova così a doversi scontrare dolorosamente con la realtà. Questa rivelazione avviene quasi sempre attraverso le piccole frustrazioni quotidiane: una mamma non sempre disponibile e non sempre capace di cogliere i suoi bisogni, un padre che, severamente, gli nega un permesso o, minaccioso, s’inquieta di fronte ad un comportamento non del tutto corretto, un amico o un fratello che, prepotentemente, gli strappano un giocattolo dalle mani. Indicazioni come: «Stai fermo», «Questo non lo puoi toccare», «Adesso basta», «Vieni subito qui», «Quello non è tuo» accompagnano la definizione di questo limite tra sé e gli altri. Sono allora le circostanze che rendono, via via, necessario insegnare al bambino a rinunciare ai suoi desideri. A questo proposito, possiamo partecipare ad un piccolo litigio tra Arianna e sua madre.

Arianna è una dolce bambina di sei anni che ama molto la musica e quindi si lascia spesso trasportare dal suono delle note inventando danze, volteggi e piroette. È un vero piacere osservarla, flessuosa ed armonica, perdersi nel suo gioco. Un giorno, però, mentre balla, è interrotta dalla mamma: «Arianna, è ora dei compiti! Prima però fai la merenda». La bambina sussurra: «Ti prego mammina, lasciami continuare ancora un po’. Non posso lasciare lì questo passo, lo devo provare ancora. Ti supplico...». La madre, invece, impone la sua decisione contrapponendosi alla figlia che, a sua volta, s’impunta sempre di più e grida: «Non capisci niente. Non vuoi che mi diverta. Sei cattiva!». La madre cerca allora di convincerla che non può averla vinta. Ma Arianna non cede. La mamma arriva quindi ad alzare la voce e, perentoria, le ordina di chiudere lo stereo. La bambina sente che non vi è spazio per continuare a sostenere i suoi desideri e, aiutata dalla fermezza della madre, rinuncia al suo divertimento. A questo punto la mamma le si avvicina, la avvolge in una comune piroetta, la stringe a sé e le sussurra con tenerezza: «La mia splendida ballerina adesso viene con me perché il palcoscenico chiude. Il sipario rimane calato fino a domani!». Arianna l’abbraccia e la segue.

Per il bambino queste sono delle piccole esperienze dolorose che lo portano a capire che c’è un mondo fuori di lui che non si piega ai suoi aneliti.

Un figlio allora cresce grazie agli argini messi dai genitori. I limiti, per lui, sono sicuramente fonte di frustrazione, ma possono anche divenire motivo di gioia poiché ogni bambino ama sentirsi approvato da mamma e papà. Egli allora ha bisogno di genitori che lo apprezzino amorevolmente quando ubbidisce e che lo sostengano, incoraggino, confortino nelle inevitabili delusioni che incontra quando lo costringono a cedere.

Un figlio quindi diventa tanto più autonomo e forte quanto più, quand’era piccino, è stato totalmente e profondamente dipendente. È importante che i genitori, per una falsa idea di autonomia, non sottovalutino il bisogno del bambino di dipendere da loro per tutto il tempo che gli è necessario. Gli permetteranno così di accumulare quelle esperienze che lo rendono pronto a vivere la sua indipendenza con responsabilità. Se ciò non avviene, dentro al bambino rimangono vuoti, abbandoni e solitudini che possono trasformarsi in ferite, a volte irreparabili, dovute al disconoscimento dei suoi bisogni più profondi.

Ogni figlio quindi matura grazie all’aiuto dei suoi genitori. Essi infatti lo accompagnano, dall’essere quel bimbo incapace di tener conto del mondo esterno a divenire quell’uomo o quella donna in grado di vivere con maturità la dipendenza dagli altri, attraverso la loro continua e amorevole azione educativa.

Ogni genitore allora, anche se dapprima offre al figlio l’illusione di essere al centro dell’universo, lo aiuta poi a trovare il suo posto, piccolo ma unico, nel mondo."
Paola Scalari

AUTORE

Paola Scalari è psicologa, psicoterapeuta, psicosocioanalista, docente in Psicopatologia della coppia e della famiglia alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG. Fa parte del comitato scientifico di ARIELE Psicoterapia ed è socia ARIELE Associazione Italiana di Psicosocioanalisi. E' consulente, docente, formatore e supervisore di gruppi ed équipe per enti e istituzioni dei settori sanitario, sociale, educativo e scolastico.

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