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Il Cerchio di Fuoco

Leggende, folklore e magia dei celti

 

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Muovendosi tra leggenda e storia, Devon Scott getta uno sguardo insolito, ma rigorosamente documentato, su uno dei popoli che maggiormente hanno contribuito alla nascita e al progresso dell'Europa.

Dalla mitologia alla religione, dalle rune ai megaliti, dall'astrologia ai riti iniziatici e magici, dalla simbologia vegetale e animale a quella sacra, dalla letteratura alla concezione della famiglia, ogni aspetto della civiltà dei Celti è riproposto e fatto rivivere al lettore, che difficilmente potrà sottrarsi alla malia, sottile e persistente, che proviene da quel tempo incantato.

Intorno ai Celti esiste da molti anni un interesse diffuso. Il loro mondo affascina per il senso di mistero che trasmette, una peculiare miscela di ancestrale e di arcano. Divinità imperscrutabili, sciamani, druidi, sacerdotesse, fate, elfi, gnomi, draghi, ma anche re, principesse, soldati, poeti realmente esistiti: ecco i protagonisti di un universo che assume spesso i tratti e i colori della fiaba.

Ma a spiegare il richiamo esercitato da questa antica civiltà c'è anche la potente suggestione che sprigiona nei confronti dei tanti che sentono l'esigenza di un ritorno a una vita più semplice, meno caotica, più appartata e vicina ai ritmi della Natura.

Di fronte al materialismo e all'individualismo contemporanei, la cultura celtica appare un'alternativa seducente per chiunque sia in cerca di un modello di vita improntato alla dimensione dell'essere più che dell'avere, della condivisione più che della competizione.

AUTORE

Devon Scott - Studiosa di folklore e tradizioni magico-iniziatiche dell'area mediterranea, tiene corsi e conferenze e collabora con numerose riviste, in Italia e all'estero.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 2 novembre 2016

Si legge davvero molto bene questo libro. Infatti, pur avendo affrontato altre letture su questo argomento, ho trovato molto piacevole immergermi in queste pagine. E' stato un viaggio entusiasmante e bellissimo, un'incursione in un passato lontano nel tempo ma ancora vivo nella memoria di chi crede in una forma di spiritualità complessa e variegata, oltre che intellettualmente profonda com'era quella dei Celti nel loro tempo. L'autrice tratteggia con mano sapiente la loro storia, le loro usanze, le credenze, la mitologia e il folclore, inquadrando molto bene il contesto, a tal punto che ho chiarito alcuni dubbi che avevo su queste tematiche. E poi non mancano riferimenti precisi alle fonti, un ricco apparato bibliografico e una narrazione molto ironica ed appassionante. C'è davvero tanto racchiuso in queste pagine, dove passato e presente si incontrano e ci regalano nuove riflessioni e la speranza di un revival per il futuro. Un libro davvero interessante. Da leggere.

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Scritto da: - 27 agosto 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Bel libro, ogni capitolo tratta un mini argomento diverso. Non mi hanno colpito tutti, ma la maggiore parte sono molto interessanti anche se non troppo approfonditi. Consigliato!

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Scritto da: - 31 marzo 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

molto bello da leggere anche per chi non ha nessuna conoscenza in materia lo consiglio e lo ricomprerò per regalarlo

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Scritto da: - 13 settembre 2013

A suo modo entusiasmante e molto ricco di informazioni utili e interessanti.molto bella la preghiera all'inizio del libro.consigliato sicuramente.

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Scritto da: - 17 dicembre 2009

Non so quasi niente dei Celti, ma mi sono divertita molto a leggere come gli antichi vedevano questo popolo, le leggende dei guerrieri, le feste del fuoco, gli zodiaci, le descrizioni del popolo fatato, re Artù e il mago Merlino. Un libro scritto in modo molto scorrevole, che mi è proprio piaciuto. Bellissima e commovente l'antica preghiera bretone che apre il libro.

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Scritto da: - 17 dicembre 2009

Un libro piacevole e documentato su di un popolo misconosciuto. Una prima parte sui celti storico-leggendari, la società e la religione, con un divertentissimo ritratto dei Galli fatto con un collage desunto dagli autori classici, come Cesare, Diodoro, Strabone, Ammiano, Plinio e tanti altri, che ne descrive caratteristiche, abitudini e manie, quella di bere troppo vino, la cura della linea, le collezioni di teste e l'eccesso di gioielli. Una seconda su magia e astrologia, con le piante di potere, l'alfabeto degli alberi e le scarse notizie sulla magia tramandataci, oltre che dagli storici, anche dalle leggende; interessante la descrizione dei due rituali tardoceltici,gli unici veri arrivati fino a noi, che non conoscevo. Poi c'è la parte finale, che è quella che ho preferito, su come i Celti rifiorirono dopo secoli, tra verità e le assurde mitizzazioni che vanno avanti ancora oggi. Proprio belli il capitolo sul ciclo Arturiano e su Merlino. Una bibliografia di quattro pagine dà indicazioni sui libri da leggere, sia di storici moderni che di antichi, per approfondire la storia dei Celti in generale, dei Celti in Italia, l'archeologia, la simbologia, la religione, l'astrologia, il folklore. Seguirò il consiglio e ne comprerò qualcuno di storia, di certo quello di Kruta e magari il catalogo della Mostra di Venezia, se lo trovo ancora.

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Scritto da: - 29 novembre 2009

Ottimo libro sui Celti, che illustra la storia ma anche la spiritualità di una cultura millenaria, che spesso a torto si crede terminata secoli fa, ma che continua ancora ai giorni nostri e che ha ispirato tanta parte del Neopaganesimo mondiale. Un saggio particolarmente encomiabile poichè è riuscito a condesare in un unico volume un sapere infinito e un argomento che è davvero molto vasto. Pregio dell'autrice quello di riuscire a condensare in modo diretto tutto il materiale a disposizione e riuscire a leggerlo con uno sguardo obbiettivo e non legato all'aspetto romantico e mitizzato che spesso circonda i Celti. Una chicca: finalmente un libro che alza il velo sull'idea che i megaliti e in particolare Stonhenge siano da attribuirsi ai Celti, concetto spesso diffuso da persone ignoranti in materia. Leggiamo infatti: "Che cos'era Stonhenge? Di certo non sta in piedi la teoria di Stukeley del tempio fatto costruire dai druidi affinchè vi celebrassero le loro cerimone. Stonhenge è di secoli anteriore all'arrivo dei Celti"!!! Il libro si divide in 3 parti, la prima è quella storica (particolarmente utile per chi si voglia avvicinare alle origini dei Celti senza perdersi tra date e nomi della loro lunghissima storia, ma studiandone in modo documentato le loro vicende e credenze), la parte astrologica e magica (davvero spettacolare, vi si trova il calendario di coligny, l'alfabeto degli alberi, come i Celti consideravano il mondo del piccolo popolo, etc.), quella dedicata alla "riscoperta" ovvero alla rinascita della passione per i Celti con un capitolo dedicato al Graal. Mi è piaciuto molto questo libro perchè non è banale ma nemmeno pesante e ho trovato utilissima l'appendice finale con tutti gli indirizzi italiani e stranieri per avvicinarsi a questo affascinante mondo!

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Scritto da: - 28 novembre 2009

Il solo nome Celta, Druido, istintivamente - come un puro mantra - rievoca in chi lo ascolta con il cuore, in colui che ne pronuncia il magico suono, come un riverbero di ancestrale rimembranza. il Fuoco primordiale? Forse, siamo tutti eredi, figli di quell'antica quercia sotto la quale soleva pregare l'antico e sommo sacerdote Druida? E, quasi istintivo, il pensiero corre fulmineo - come la cascata che si getta nel gelido torrente, in cui tutto scorre - panta rei - fino ad immettersi, anima, respiro, nel sacro 'Cerchio di Fuoco'. I Celti sono risorti dalla cenere, come una Fenix mai del tutto sopita. Sangue Druida, presumibilmente, scorre, come una fiamma ardente, nelle vene, nella vitale linfa di molte creature che, nonostante la frenesia del quotidiano, sanno ancora leggere, percepire, ascoltare, catturare l'enigmatico messaggio - eco delle dèe - occultato, celatesi tra le infinite pieghe del tempo, e di un rinnovato divenire.

Con il Cerchio di Fuoco, per l'Edizioni L'Età dell'Acquario, l'autrice Devon Scott, contribuisce, e non poco - nella sostanza, e concretezza - a recuperare nella LUCE - Fiat Lux - di una nuova indagine, e comprensione di un remoto, inestricabile, impalpabile Mistero. Potere e fascino, profonde emanazioni di forza che molti alberi e piante, trasmettono ad alcuni Eletti, tra i molti disattenti e insensibili, che simbolicamente decodificano, leggono le impercettibili linee - intricate come solo una foresta può essere - disegnate, architettate dal Sommo, su di una semplice foglia di Acero. E' l'Alfabeto delle piante - o, come sottilmente scrive l'autrice, meglio noto come Le Piante del Potere - Simbologia, sacrificio, purificazione, forza vitale, ma, più di ogni cosa la consapevolezza di quanto la realtà occulta sotto il velo striato del non conosciuto, dell'inconoscenza. Per oltrepassare il 'fiume della vita', ed immergersi nella 'non vita', i Celti ricoprivano, cerimonialmente, i corpi dei loro defunti con rami, fronde di Betulla.

La potenza - come una chiave - che apre la Porta oltre il 'Cerchio di Fuoco', per proiettare, trasferire l'anima nell'aldilà. Il rito dell'eterno Amore richiede, per i Celti, la presenza del dolce sentore del Melo -  la 'Porta degli Dèi ' - meglio nota come il Solstizio d'Inverno - si propizia con la bella Erica. il Solstizio d'Estate - Porta degli uomini - momento in cui il visibile sfiora l'invisibile, per trasmutare uno nell'altro, plasmandosi nella notte dei presagi, quella in cui si osserva il mondo oscuro dell'ignoto. Un ponte - l'arcobaleno - una pura, essenziale congiunzione tra le due parallele esistenze: quella terrena, quella Celeste. Per quale motivo, ad un sol respiro dal 2012 - anno in cui le creature, la Creazione tutta dovrebbe modificare la propria Genesi - l'interesse per i popoli scomparsi, i Celti nello specifico, appare evidente, un desiderio incontenibile, travolgente? Quando, in effetti, vede la nascita il popolo dei Celti? Retaggio, forse, degli atlantidei? I Celti, sono - e permarranno - un affascinante, misterioso, inaccessibile popolo.

L'autrice Devon Scott, conduce la nostra curiosità, attenzione fino al 1200 a.C., epoca in cui i Celti fanno la loro comparsa sul proscenio della storia d'Occidente. Molte teorie, più o meno contrastanti tra loro circolano, e colorano di tesi ed antitesi, questo popolo del Mistero assoluto, ancora del tutto in ombra. Molte fonti, altrettanti reperti, tuttavia, segnalano la loro presenza ed attività fin dal III Millennio a.C., in Ungheria, come nel Wessex (Inghilterra)

Al tempo lo storico Ammiano Marcellino, stilava accurate disquisizioni proprio sulle origini dei Celti. Le risposte, però, tardavano a trovare un'equa soluzione -  le investigazioni permanevano immerse in fitte, impenetrabili coltri nebbiose! Nell'antico tempo, ci racconta e descrive Devon Scott, i mitici Celti si riconoscono per le loro caratteristiche sociali, etniche, folkloristiche, di un orizzonte totalmente diverso per sfumature, dalle altre culture. Senza alcun dubbio, le note storiche di Diodoro Siculo -28ss. - sono molto preziose, offrono descrizioni minuziose e singolari dei celtici. Riconoscibilissimi per i ricchi e preziosi ornamenti - molto numerosi - che conferiscono loro l'aspetto di esseri supremi. Strabone ,infatti, li annovera come coloro che:"Fanno uso eccessivo di catene pesanti, collari, bracciali, cinture per ornamento delle loro pelli, di lupo".

Strabone, ulteriormente, fa emergere con stupore, il coraggio guerriero agguerrito delle donne celtiche. D.Scott, dedica un capitolo molto particolare, e rilevante sulla vita religiosa dei Celti, al profondo, radicato,ed elevato significato dei Simboli. Secondo il mondo celtico che fa perno, e ruota intorno a questo Capitolo che armonicamente si annoda, poi, a quello dedicato all'universo dell'astrologia, magia, folklore. L'astrologia compenetra in molti percorsi la cosmologia al tempo conosciuta. I Druidi sono scomparsi veramente? I Druidi, manifesta l'autrice sono un caso singolare nella storia e cultura umana. La comparsa del cristianesimo che getta cenere e tempesta sui Celti, dichiara, in verità, la fine di questi?

.Druidi, Bardi, Vati sono essenzialmente la 'sacra scienza', fondamentalmente fra potere e simbologia. La cosmologia è il loro nucleo vitale, l'esserci nello spazio magico, essenza pura del Celta e Druida. La cosmologia è la vera immersione con il cielo stellato, lunare, solare. E' la manifestazione della vita, rivelatrice di magia, saggezza dell'intero popolo. La Deà dell'Arcobaleno, attinge acqua al fiume Stige - il fiume infernale per alcune culture - per colmare la coppa d'oro. Le coppe che rievocano il Santo Graal, e la Cerca del medesimo. Il calice di oricalco degli atlantidei? Storia, leggenda, mito fanno riferimento a magiche pietre incise, le Rune, o ai giganti di pietra!

Tutto si svolge in un sottilissimo enigma, l'indagine di D. Scott, scandaglia questo enigmatico mistero. Le foreste sono ricche di colossi, gli alberi, le loro lunghe ombre sono lo spirito del divino, il dio che non si vede, onnipresenza degli dèi! L'ombra dei frondosi alberi non avrà mai fine fin quando il Sole sorgerà, così lo Spirito del divino aleggerà in ogni creatura ed entità. Le stesse pietre lo manifestano, pur se con il loro eterno silenzio. I Celti, i Druidi sono tra noi? Forse, questo è possibile quando il nostro spirito eletto si conforma a quello puro degli alberi, delle piante tutte, degli animali, nell'Astro solare che viene, nell'impenetrabile notte che la diafana Selene corteggia nello sfavillio d'infinite stelle, il cosmo di luce in noi. Il 'Soffio divino' spira nella fonte della vita!

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