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Il Gioco delle Parole Aperte

Come imparare le lingue stimolando la mente

 

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  • Prezzo € 21,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 115
  • Formato: 15x21
  • Anno: 2015

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Imparare una nuova lingua è di per sé una cura di giovinezza. I neuropsicologi hanno dimostrato che il cervello di chi studia una nuova lingua dopo i cinquant’anni non perde peso.

Dal punto di vista spirituale, parlare una lingua straniera significa saper abbandonare il proprio ego, tornare un po’ bambini e accettare di sbagliare davanti agli altri.

L’apprendimento delle lingue è importante, è il perno centrale della costruzione di uno spazio comune e dell’integrazione: per la vita che conduciamo, occorre un metodo rapido e flessibile che permetta di dosare il tempo e che eviti noiosi automatismi.

Affidarsi al gioco e non solo alle nostre capacità razionali è un aiuto prezioso.

La proposta di Jacques Vigne, medico psichiatra e profondo conoscitore della spiritualità orientale, è in questo senso del tutto originale. Si basa sulla tecnica dell'“aprire” le parole da memorizzare, creando parole intermedie o ibride: un metodo che corrisponde per molti versi alle tecniche di memorizzazione dei Veda, i testi sacri dell’induismo.

Il libro contiene una descrizione articolata delle varie tecniche, collaudate dallo stesso autore, e che risultano efficaci grazie a esercizi di qualche decina di minuti. Un aiuto ulteriore per l’apprendimento viene dalle pratiche di meditazione e yoga descritte nella parte finale.

In ogni lingua c’è molto di più della lingua stessa: una lingua veicola una cultura e, più nel profondo, rappresenta il cordone ombelicale sonoro che ci lega alla madre. La lingua rappresenta il luogo della relazione, dell’esposizione all’altro, il luogo di quell’altrove che ci abita. Michela Bianchi insieme all’autore riflette, nella parte introduttiva, sulla natura mai individualistica del linguaggio, che rivela il legame solidale tra gli uomini, e sulla forza creatrice della parola che continuamente si rinnova e fruttifica.

AUTORE

Jaques Vigne (Swami Vigyananda) dopo appassionati studi di matematica, si è orientato verso studi di medicina e psichiatria. Ha ottenuto, come psichiatra, una borsa di studio dalla Fondazione Romain Rolland e dalla Maison des Sciences de l’Homme per ricerche, in India, sul rapporto tra la guarigione psicologica e l’insegnamento tradizionale dello yoga. Questo viaggio di studio si è trasformato in un colpo di fulmine poiché vive in India da quindici anni. Segue l’insegnamento di Swami Vijayananda, un francese che è stato per trent’anni discepolo di Ma Ananda Moyi (fino alla morte di quest’ultima nel 1982). Ma Ananda Moyi conobbe un considerevole riconoscimento non solo in India, ma anche all’estero e questo grazie alla sua presenza, il suo modello di vita estremamente semplice e alla qualità dei suoi insegnamenti. Attualmente Jacques Vigne divide la sua esistenza fra un ashram sulle rive del Gange (Ashram significa un luogo santo che risveglia nell’uomo pensieri divini) e un eremitaggio in Himalaya. Jacques Vigne è autore di importanti opere. Nei suoi scritti egli è particolarmente attento a stabilire un ponte fra la psicologia moderna e la spiritualità, e fra pratiche di saggezza indiane e il cristianesimo.

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