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Il Monte Analogo

Romanzo d'avventure alpine non euclidee e simbolicamente autentiche

 

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Un gruppo di singolari ed esperti alpinisti, certi dell’esistenza, in qualche parte del globo, di una montagna la cui vetta è più alta di tutte le vette, decide un giorno di partire da Parigi per tentare di scoprirla e di darne la scalata.

Dopo una navigazione «non euclidea», a bordo di un’imbarcazione chiamata l’Impossibile, gli esploratori approdano nell’isola-continente del Monte Analogo, dove trovano una popolazione, dagli usi apparentemente stravaganti, che discende da uomini di tutti i tempi e che, come loro, vive ormai, soltanto, nella speranza di scalare la vetta. Un breve soggiorno nel villaggio di Porto-delle-Scimmie, e il gruppo dei nostri alpinisti intraprende l’ascensione, arrivando in vista del campo base. A questo punto il racconto s’interrompe: siamo soltanto all’inizio di un viaggio – che forse è sempre, continuamente, all’inizio – quando la morte coglie René Daumal, l’autore di questa storia, impedendogli di descrivere il seguito della scalata al monte simbolico che unisce la Terra al Cielo.

Sotto le parvenze di un romanzo d’avventure, o di un racconto fantastico, Il Monte Analogo, pubblicato postumo nel 1952, ci offre una «metafisica dell’alpinismo» che è, anche, un itinerario minuzioso, lentamente maturato nelle esperienze dell’autore, verso un centro, sentito come liberazione della persona da ogni suo limite, verso una vetta in cui, al disopra di ogni specifica contraddizione, ciascun uomo attui le proprie umane possibilità.

Con la leggerezza propria del saggio, facendo uso nel racconto di storie, canzoni, deduzioni, miti e dimostrazioni, Daumal trasporta il lettore nel regno dell’analogia, dove niente è vero ma tutto è veridico, per un parallelismo tra realtà raggiunta e realtà raggiungibile attraverso un metodo (cioè: il «mettersi sulla via») che fa cadere i nostri schemi difensivi e ci porta a contemplare con occhi nuovi il nostro paesaggio interiore.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 12 novembre 2017 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un romanzo al pari di "Siddharta" di H.Hesse che ha un posto d'onore nella mia libreria e anche nel cuore. Renè Daumal usa la metafora del Monte più alto della Terra alla cui vetta aspira un sedicente gruppo di singolari alpinisti che attraverso infinite traversie dipingono con le loro intraprendenze, paure, impulsività, il quadro dell' appassionante cronaca della scalata alla vetta. Il Monte analogo, collegamento tra Terra e Cielo, rappresenta la vita e le sue prove: per ogni ostacolo superato in premio qualche metro in più ci avvicina alla vetta e la vetta rappresenta il "centro", l'uomo senza più limitazioni. Peccato l'autore non abbia terminato questa favola meravigliosa, come se nessuno di noi avesse trovato la via giusta per la vetta.....

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