Il Tramonto del Potere - Riccardo Maria Gradassi
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Il Tramonto del Potere

 
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Il potere, questa forza segreta e nascosta che s'impone sulla scena del mondo e che riesce, ancora e nonostante tutto, ad orientare il corso della storia.

Un flusso irrefrenabile di persone, d'idee, d'immagini, di situazioni e di percorsi che scorrono, veloci ed inarrestabili, sotto i nostri occhi e che ci lasciano soltanto una leggera sensazione uditiva, a tratti assai simile al brusio degli abiti di seta indossati dai personaggi delle fate.

"Esule dagli sguardi dei potenti mi affidai con successo alla società, serica comprendere il bene ed il male, l'astuzia e la prepotenza, la fame ed il lavoro, la vita dei semplici sguardi. Il tramonto dei potenti era troppo evidente, era troppo semplice far tremare il mondo, far tremare la società. Troppo semplice rendere impossibile un 'esistenza, rendere frale il nostro modo di vivere. Mettevo in gioco la realtà. in buon ordine abbandonai le mie idee tornando nel mondo che intendiamo. Sicuramente ho avuto paura .. di far morire la società."

AUTORE

Riccardo Maria Gradassi è nato a Montefalco (Perugia) il 19/03/1977. Ha vinto moltissimi premi culturali di poesia ed è l’ideatore del metodo letterario così riconosciuto chiamato "Meditazionismo letterario".

 

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 21 luglio 2012

Bella la trama e i personaggi, molto reali, con le loro storie che, per alcuni, si risolvono in un radicale cambiamento, come il Sindaco uscente. Si nota la conoscenza delle persone e delle situazioni quotidiane, in particolare quelle dei piccoli paesi che spesso sono messi da parte da autori famosi preferendo le classiche città come Roma, New York, Los Angeles, Barcellona, Londra, ecc.

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Scritto da: - 14 luglio 2012

La sferza narrativa di Riccardo Maria Gradassi pulsa viva e zampillante anche in quest'opera. Le montagne russe delle fratture nell'omogeneità temporale andrebbero levigate con più frequenti passaggi graficamente fruibili (virgolettati) dal narrativo al mimetico. L'autore è disinvolto oltremodo nel passaggio del microfono dal narratore ai personaggi. In sintesi, un'altra opera intelligente ed originale.

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Scritto da: - 13 giugno 2012

La tematica di questo gradevole racconto è quanto mai attuale: il potere, anzi lo strapotere della politica, che è divenuta lo spettacolo quotidiano più seguito dai mass- media, reso più drammatico dalla consapevolezza crescente nella pubblica opinione dei pericoli enormi in cui si trova lo Stato con le sui finanze dissestate, dalla gravità della crisi economica dal disagio e dalla povertà che si espandono in fasce sempre più ampie della popolazione. I riti della partecipazione democratica alla scelta delle guide politiche sono visti con crescente sospetto e disertati dai cittadini in percentuali in sensibile aumento a causa della perdita di fiducia in chi ci governa. Appunto al centro dell’azione di questo racconto c’è la vicenda politica di un piccolo Comune dell’Italia centrale, non meglio precisato, perché la storia è inventata. I cittadini sono chiamati al voto per la scelta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale. In questo contesto parte l’azione di disturbo contro il sindaco uscente da parte di un “Angelo” vendicatore, un rappresentante di telefonia mobile in cerca di una motivazione per vivere e pieno di risentimento contro una certa politica, il quale ha la ventura di appropriarsi fortunosamente di alcuni faldoni di documenti riservati del Comune di residenza e con questi procedere, mediante l’utilizzo di informazioni scottanti, alla denuncia pubblica contro la politica corrotta del sindaco, coinvolto in azioni di dilapidazione delle finanze civiche per l’erezione di una fontana monumentale nella piazza principale della sua città. Da questo avvio prendono aire tutta una serie di vicende sorprendenti e drammatiche con diversi protagonisti che mettono a soqquadro tutta la città durante la campagna elettorale e che dimostrano come la “libido” del potere che sfrutta e sottomette la vita e la dignità dei cittadini, può rapidamente ritorcersi contro chi l’ha coltivata e portarlo alla rovina. Infine tutto si risolve con l’ammissione degli errori e il riscatto del sindaco che può aspirare ad un nuovo mandato, con la solenne promessa e il sincero proposito di perseguire il bene comune e di non tradirlo più. A questo scopo anche la riprovevole sottrazione dei documenti riservati del Comune da parte dell’ “Angelo”, può essere vista come uno strumento utile al conseguimento del bene, dopo che il pericolo di un loro uso da parte di un candidato senza scrupoli alla carica di sindaco, come il signor Pemonti, è stato scongiurato dalle forze dell’ordine e della giustizia. La narrazione è divisa in capitoli non lunghi, anzi alcuni sono molto brevi, e sembra essere costruita con l’intento consapevole di creare scene e sequenze di taglio cinematografico, con vivacità d’invenzione e con gusto divertito, volto a suscitare la curiosità e l’attenzione del lettore mediante la dinamicità e l’imprevedibilità dell’intreccio. Personaggi e vicende sono trattati dall’autore, attraverso il filtro del narratore interno, cioè l’”Angelo”, con delicata e pensosa, ma anche sorridente ironia, per le debolezze e le incoerenze umane e nello stesso tempo nutrita di nobili ideali, piena di slancio ed entusiasmo per i valori fondanti il senso della vita e la base solida di un sano tessuto sociale. Ne risulta, a lettura compiuta, un’impressione di viaggio e di spettacolo luminoso e colorito, nei quali anche le ombre fredde e opprimenti, si dissolvono di fronte al risultato finale di una bella favola, costruita tutta con gli ingredienti della realtà che ogni giorno vediamo, ma trasportata in uno scenario animato e paesano di “baruffe chiozzotte” di goldoniana memoria, non in salsa amorosa, ma in salsa politico-sociale. Anche la lingua appare fresca e immediata, costruita non con l’intento di perseguire fini di retorica, ma seguendo una linea di comunicativa” secondo le tendenze del linguaggio quotidiano. Le parole aderiscono alle cose, alle situazioni del racconto, alle caratteristiche dei personaggi in azione, e hanno la forza di rappresentare vicende, sentimenti e pensieri con plasticità, vivacità e varietà di colori. Qualche raro refuso tipografico non si nota più di tanto. Non ultimo godimento nella lettura di questa invenzione narrativa è la constatazione che in essa vi sono concreti e molteplici riferimenti alla realtà del computer, della rete, del cellulare, alla comunicazione multimediale: è il mondo della nostra vita quotidiana nella civiltà postmoderna e ipertecnologica che trova collocazione nella forma tradizionale del romanzo. Infine resta forte e decisa nel lettore l’impressione che la vicenda narrata, seppur inventata, contiene le più vere e profonde aspirazioni, i valori più alti che un uomo onesto e laborioso, sinceramente democratico, alimenta nel proprio animo e che però sempre meno trovano applicazione nelle relazioni sociali e nel mondo della politica, cioè onestà, giustizia, generosità, rispetto reciproco tra tutti i cittadini, portatori della stessa dignità.

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Scritto da: - 3 giugno 2012 Acquistato sul Giardino dei Libri

Gli orizzonti degli ideali politici, locali e/o nazionali, dall'inizio della Repubblica Italiana, hanno destato enormi apprezzamenti tra il popolo, reso poi insoddisfatto dalle proposte difficilmente attuabili. I politici hanno due orizzonti, quelli per la società (che non vengono mai attuati totalmente, spesso neanche parzialmente) e quelli personali (basta vedere l'Italia ad oggi - anno 2012 - in che condizioni critiche è stata trasportata dalla politica stessa - non solo l'Italia ma buona parte dell'Europa). Il romanzo di Gradassi fa comprendere il problema della politica partendo dalla base, ovvero dal locale malcontento cittadino che può sfociare in operazioni poco simpatiche fino ad arrivare a contestazioni volontarie ed alle risse. Mettendo quindi "nell'inferno" una cittadina, una parte della società. Da non sottovalutare il finale della poesia di inizio romanzo del Gradassi, considerando che un anonimo sedicente "Angelo del popolo" ha messo a conoscenza della società documenti nascosti dalla Giunta Comunale e dal Sindaco: "Sicuramente ho avuto paura … di far morire la società." Un romanzo "attuale" ed in certi casi "veritiero", un'opera che fa venire il batticuore solo a leggerla ... troppi colpi di scena rendono meraviglioso questo romanzo che definisco avvincente. Consiglio la lettura, credetemi ... il romanzo vi stupirà.

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Scritto da: - 2 giugno 2012

Il romanzo di Gradassi non è "un'opera di fantasia" come viene riportato all'inizio dell'opera stessa. Purtroppo è la cruda realtà della politica nazionale e locale italiana ove gli interessi personali, egoistici, gli interessi di potere e denaro portano l'essere umano ad essere schiavo della disonestà. Il Tramonto del Potere prende in esame una politica locale in un paese non ben identificato ove la corruzione viene scoperta da un paesano che adotta sistemi atipici ma spettacolari per difendere i cittadini senza mettere in profonda crisi il Sindaco, sistemi che creano enorme suspance al lettore. Il libro è veramente avventuroso con colpi di scena che lasciano senza fiato. Il finale fa veramente comprendere chi è l'essere umano e fa comprendere che, con piccoli gesti ma onesti, l'uomo - se vuole - potrà veramente prendersi cura della società senza pensare solo ai propri interessi. Solo in questo modo tutta la società non morirà. Ma bisogna iniziare dalla base quindi dagli Enti Locali. Congratulazioni per la stupenda poesia di inizio romanzo, descritta anche da "Il Giardino dei Libri". Consiglio vivamente l'acquisto e la lettura di tale romanzo.

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Scritto da: - 2 giugno 2012 Acquistato sul Giardino dei Libri

Il romanzo è particolare ma affascinante ed al tempo stesso pieno di suspance! Tra varie avventure - ben descritte - l'autore accompagna il lettore senza stancarlo mai fino al termine del libro, un romanzo che non ha momenti di relax. Ne consiglio la lettura.

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