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Il Vertice Della Stregoneria Toscana

Il mago Nepo e gli stregoni di Galatrona (secoli XV-XVII)

 

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  • Prezzo € 15,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 143
  • Formato: 17x24
  • Foto in bianco e nero
  • Anno: 2016

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La stella del mago Nepo da Galatrona brillò luminosa in Toscana alla metà del Quattrocento, quando Firenze visse la stagione rinascimentale, tra le più alte della cultura europea.

Si è voluto ricostruire, nei limiti delle fonti disponibili, il profilo biografico e professionale di questo prodigioso personaggio, oggi quasi dimenticato, che operò a livello regionale nel campo della magia e della cura meritando la fama di stregone e maliardo in quei tempi eccellentissimo e il paragone con i celebri maghi del passato Simon Mago e Malagigi.

Frequentò per diversi lustri la casata medicea, sia come medico personale di Giovanni nipote di Cosimo il Vecchio, sia come mago di corte al tempo di Lorenzo il Magnifico, nel periodo in cui rifiorirono a Firenze forti interessi per le arti magiche e le dottrine esoteriche.

Curò gli uomini e gli animali e trattò le ferite con polveri simpatiche e le sue offerte di cura per le malattie soprannaturali (indemoniati) divennero forse le più autorevoli nel palcoscenico stregonesco toscano della seconda metà del Quattrocento.

Da vero mago rinascimentale dominò le forze del male (fo fare alle demonio ciò che mi pare e piace) e seppe sviluppare i poteri della mente e le tecniche persuasive per influenzare l'immaginazione degli altri, mantenendo alta la sua reputazione che non venne mai meno agli occhi della gente.

Riuscì a evitare i lacci dell'Inquisizione per le sue potenti protezioni politiche e dopo la sua morte divenne un personaggio letterario di primo piano, campeggiando per tre secoli come icona stregonesca nella novellistica e nelle opere eroicomico-burlesche toscane.

La seconda parte della ricerca ripercorre le vicende degli stregoni di Galatrona, discendenti di Nepo, nel panorama della fenomenologia stregonesca toscana dei secoli XVI e XVII.

La furia ideologica dell'Inquisizione cercò di scovare ogni forma di eresia, blasfemia e stregoneria al fine di tutelare l'ortodossia religiosa. Nei primi decenni del Seicento tento di spazzare via come eretiche anche una serie di pratiche popolari di cura che attingevano a saperi antichi e a una farmacopea trasmessa per generazioni, con l'intento di spezzare il tentativo di penetrazione del maligno nelle vicende terrene.

Attingendo alle carte del Tribunale dell'Inquisizione di Firenze, abbiamo posto l'attenzione proprio sui casi di pratiche magico-terapeutiche e una schiera di figure e personaggi coinvolti in operazioni superstiziose e stregonesche irrompono finalmente nel palcoscenico della storia con le loro originali vicende. In questo settore di terapia popolare primeggiarono in toscana gli stregoni di Galatrona che mantennero aperta una stazione di cura in Valdambra fino alla metà del XVII secolo e furono molto ricercati per la loro capacità di riconoscere e sciogliere le malie (antagonisti del maleficio).

AUTORE

Francesco Sinatti è laureato in Materie letterarie. Dipendente fino all'anno 2014 del Comune di Pergine Valdarno (Ar), dove è stato responsabile dei servizi amministrativi, educativi e culturali. Ha svolto ricerche per ricostruire la topografia antica e medievale e i paesaggi storici di una parte del territorio aretino. Collabora con l'Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi e con gruppi culturali locali.

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