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Il Campo in Conca, l'Arte dell'Orto

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Il Campo in Conca, l'Arte dell'Orto

Suggerimenti, astuzie e riflessioni per coltivare l'orto secondo natura

Maria Pagnini

Numero verde   800 135 977

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Descrizione

Dopo il grande successo della prima edizione, «Il campo in conca» ritorna con una versione arricchita rispetto all'originale solo per l'aggiunta di qualche nota per rendere comprensibile la lettura anche ai non toscani, e di un indice analitico per ritrovare senza fatica i mille preziosi consigli sparsi nelle pagine del volume. Questo perché «L'arte dell'orto» è molto di più di un classico manuale per coltivare gli ortaggi: è innanzitutto un invito a ritrovare il giusto e quotidiano contatto con la terra, semplicemente coltivando «70 passi per 20» di terreno.

Un testo che cela una doppia anima e personalità: è un libro di orticoltura pratica, con consigli, suggerimenti e astuzie contadine per fare un orto naturale, ma anche un innovativo testo filosofico, devozionale e irriverente, dove si racconta la vera storia di un terreno, coltivato insieme ad un bambino alle porte di Firenze.

C'è un senso quasi religioso che investe ogni pagina del libro, e del piccolo fazzoletto di terra dove si dipana la storia di una donna che, improvvisatasi orticoltrice, ha riscoperto la bellezza e la profondità di mettere le mani nella terra per produrre ortaggi senza veleni e con grande rispetto per la natura. Tutto questo è scritto con quella particolare ironia che appartiene solo ai toscani.

Eccovi un assaggio...

Melone
Famiglia: cucurbitacee
Quanti: 10 piante
Vicino a chi: lattuga e fagiolini nani

Chiede letame maturo e acqua, ma non tanta, sennò non sanno di nulla. Vanno messi nel semenzaio sempre con le punte del seme all'insù, verso il cielo.
Non uso vasetti di torba perché la torba sta insieme con un collante chimico, uso quelli di plastica, riciclabili all'infinito. Una volta sistemati nelle buche passarci un cerchio di cenere, contro le lumache. Irrigare per scorrimento. Dare acqua fino a che sono piccini come noci, poi fermarsi.
Sarchiare e pacciamare. Se si mettono sotto i poponi (meloni) delle tegole, chessò i coppi imprunetini, questi trattenendo il calore anche dopo il tramonto, li fanno maturare prima...

Settembre
È la fine dell'estate. Ci sono gli ultimi fiori di zucca. Il basilico incomincia a pelarsi e l'aria si raffresca. Anita muore. Garibaldi, clandestino, e con il cuore a pezzi, attraversa il Passo della Colla per nascondersi in Toscana. Ha con sé un prete che lo guida e lo consola.

Che cosa gli avrà chiesto, lui laico, a un prete, solo Iddio lo sa. Piange, come sa piangere un uomo. I suoi quattro bambini non sa dove siano. Quando perde la mamma, Menotti ha la stessa età del Parmigianino. Gli resta il babbo.

- Parmigianino (il Bambino): Ce l'ho anch'io, il babbo.
- Maria Pagnini (l'Autrice): Vorrei vedere.

Questo manuale vuole guidarti in un tirocinio concreto come quello di una bottega d'arte. I nostri più grandi artisti, da Giotto a Michelangelo, hanno imparato nelle botteghe, non a scuola...

Autore

Maria Pagnini è nata a Firenze nel 1954 e da diversi anni coltiva un orto biologico.

Le vostre recensioni

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Claudio 7 agosto 2017

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Voto:

A differenza di un manuale di giardinaggio, questo libro è fluido e divertente da leggere, al pari di un romanzo, e fornisce ottimi consigli per iniziare a coltivare un orto. Mentre si legge, sorge il desiderio di andare in campagna e iniziare a lavorare la terra per coglierne i frutti.

Katia 22 gennaio 2014

  Acquisto verificato

Voto:

In una parola: straordinario. Da un libricino così piccino non ti aspetti quella semplicità disarmante, quel sapore di cose di una volta, parole che ti riportano ad un passato fatto di cose semplici, come sporcarsi le mani nella terra, alzarsi all'alba, coltivare la terra amandola con tutto sé stesso. Mi ha piacevolmente stupito.


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