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In Analisi

Diario di una ribellione

 

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E' il diario di un una donna qualunque con un'esistenza ordinaria, dietro e sotto la quale si agita un'antica inquietudine.

Tale inquietudine viene interpretata sul lettino di uno psicoanalista lacaniano.

Però alla fine dell'analisi la donna non può dirsi guarita, ma alle complicazioni della sua psiche si aggiungono le forzature di un linguaggio che, pur nel chiarire, non può racchiudere il senso della sua esistenza.

Lo stesso Freud ha parlato del mondo femminile come di un'enigma che non si lascia interpretare e la rigidezza formale e strutturale del pensiero lacaniano non consente di esprimere l'esuberanza di una dimensione sempre nuova, quella di una donna che avverte dentro di sé un'anima in perenne movimento.

Sottesa è la ricerca di un'idea di libertà dai vincoli del passato e la proiezione in un futuro di benessere in cui l'unico farmaco è l'amore, che come un balsamo ristora l'anima di Giulia.

AUTORE

Giovanna Albi nasce a Teramo dove consegue la maturità classica. Si laurea in Lettere Classiche e in Filosofia. Insegna dal 1987 latino e greco e collabora con l'Università degli Studi di PG. Ha seguito un tirocinio psicoanalitico lacaniano di sette anni. Socia del centro Studi Composteliano ha percorso a piedi e per due volte il Cammino francese di Santiago di Compostela; la via Francigena dal Monginevro a Roma, il Cammino di San Francesco da La Verna a Poggio Bustone. Ha vinto premi letterari con la pubblicazione di racconti.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 2 maggio 2014

La protagonista si racconta, ascolta, osserva e le pare che ognuno occupi un posto, un ruolo: e la sua parte dunque quale è? Di tutto quanto il diario, estratto sicuramente da un periodo ben più dilatato, è chiaro che la ribellione è contro se stessa, come fosse un vaccino. Non tanto verso la persona che è, che sa di essere, quanto verso il bisogno - e il diniego - di analisi: scomporre, investigare l’analisi stessa. Scomporre tutto ciò che ha percorso fino ad ora (non solo i Cammini di Santiago evidentemente, non solo il Cammino di San Francesco, dell’autrice, che ci saranno ovviamente finiti dentro ) e assegnargli un nome, con raziocinio ma con fisicità, con intelletto ma sentendosi carnale. Un libro che non si può leggere in tram, mentre si aprono e si chiudono le porte: ha bisogno di silenzio, di respiri, e di spazio per permettere ai pensieri di volare fuori, trasmutare, e tornare al loro posto. Spicca una stima per le donne degna di ossequio “Se io sono la donna che mi sta di fronte […] il momento di ora riassorbe tutta la mia coscienza”. C’era la pubblicità di un liquore il cui slogan calza a pennello: è un diario-libro per molti, ma non per tutti.

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