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In Cammino Verso Santiago

 

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  • Prezzo € 13,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 255
  • Formato: 12,5x18,5
  • Foto a colori
  • Anno: 2015

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Perchè fare il cammino di Santiago?

"Prima di partire mi ero più volte chiesta il vero motivo per cui lo volessi fare, ma non ero mai riuscita a darmi una risposta valida.

Non ero un’atletica né spavalda ragazzina, questo è certo. Stavo compiendo 53 anni e nella mia vita non avevo mai provato un particolare interesse per il camminare; in aggiunta, antipatici dolorini alle ginocchia di tanto in tanto mi ricordavano che avevo due menischi lesionati.

Perciò 800 CHILOMETRI DA PERCORRERE A PIEDI mi sembravano (e lo erano!) una follia.

Oltretutto la mia timidezza e la limitata conoscenza della lingua inglese non mi avrebbero facilitata nel percorrere questo viaggio da sola.

Infine, confesso che l’idea di dovermi adattare alle condizioni spartane di alcuni ostelli, alla mancanza di privacy e forse di igiene mi preoccupava molto.

Insomma, sinceramente non riuscivo proprio a capire perché, con tutto ciò, col passare del tempo provavo sempre più attrazione per Santiago de Compostela. Tant’è che, quando il desiderio è stato più forte della contrarietà e ho prenotando il volo aereo per partire, ho sorpreso prima degli altri me stessa.

In seguito, mentre stavo percorrendo la strada per Santiago e incontravo altri pellegrini, spesso ho posto - e ricevuto - la domanda sul “perché” stavamo facendo un viaggio tanto particolare.

Personalmente non ho mai saputo cosa rispondere, anche perché il Cammino di Santiago in realtà è un pellegrinaggio religioso, ma io non lo stavo compiendo con quello scopo.

Tuttavia, dalle risposte dei miei compagni di viaggio, ho compreso che le ragioni che spingono a partire sono spesso legate a fatti importanti (e talvolta dolorosi) della vita. Più di uno mi ha detto che aveva perso una persona cara. Ricordo il racconto di una ragazza che aveva intrapreso la rotta giacobea dopo la morte della mamma, avvenuta qualche mese prima, e per la quale - fino a quel momento - non era ancora riuscita a versare una lacrima. Ebbene, dopo alcuni giorni di cammino, aveva finalmente cominciato ad accettare la sua grande perdita e in seguito, quasi con sollievo, aveva iniziato a piangere profusamente dando sfogo al suo immenso dolore.

Alcuni avevano perduto l’amore, o il lavoro, o comunque avevano vissuto un’esperienza drammatica e desideravano prendersi un periodo di tempo per rimanere soli con se stessi e potersi “leccare le ferite”. Come era successo a Diego, incontrato in una delle prime tappe, che con poche parole mi aveva confidato la grande sofferenza per il suo matrimonio naufragato.

Altri ancora stavano compiendo il Cammino perché avevano davanti a sé un cambiamento radicale nella vita, come ad esempio l’andare in pensione o iniziare una convivenza e quindi la parentesi rappresentata da questo viaggio sarebbe servita per spezzare i vecchi schemi prima di ricomporne altri nuovi. Bruno, un bell’uomo di Padova, alto e muscoloso, era partito per il Cammino tre giorni dopo aver timbrato per l’ultima volta il suo badge aziendale ed aver salutato i colleghi di lavoro.

Infine, per qualcuno, questo viaggio - magari percorso solo per un tratto - era semplicemente una vacanza o una sorta di prestazione sportiva (soprattutto per coloro che lo percorrevano in bicicletta).

Comunque, se la maggior parte dei pellegrini che ho conosciuto aveva le idee chiare su quali fossero le proprie motivazioni, questo non valeva per me! Posso solo dire che il Cammino di Santiago mi aveva, fin da subito, attratta più emotivamente che razionalmente e a volte quello che provavo era una sensazione più fastidiosa che piacevole. Una sorta di prurito che, raggiunta una certa intensità, non avevo potuto più ignorare.

A quel punto avevo chiuso la porta di casa alle mie spalle ed ero andata a scoprirlo."

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