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In Movimento

 

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  • Prezzo € 22,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 411
  • Formato: 14x22
  • Anno: 2015

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«Sono un uomo dal carattere veemente, con violenti entusiasmi ed estrema smoderatezza in tutte le mie passioni» scriveva Oliver Sacks in un articolo apparso il 19 febbraio 2015 sul «NewYorkTimes», nel quale annunciava, con brutale sobrietà, di soffrire di un male incurabile. È quindi inevitabile che In movimento, la sua autobiografia, sia innanzitutto una rassegna di passioni, descritte con la lucidità dello scienziato e l’audacia dello psiconauta, con la schiettezza del diagnosta e il gusto per la digressione di un dotto seicentesco. È sarà un piacere, per i lettori di Sacks, sentirlo parlare di sé: dell’ossessione per le moto e il sollevamento pesi, della dipendenza dalle amfetamine, del lacerante rapporto con il fratello schizofrenico e con la madre (il «più profondo e forse, in un certo senso, più vero della mia vita»), di quando disintegrò per l’ammirazione unita alla frustrazione un libro di A-leksandr Lurija, il fondatore della neuropsicologia e di quella «scienza romantica» a cui sarebbe sempre rimasto fedele. Alla fine, non si potrà evitare di riconoscere che Oliver Sacks è stato il più romanzesco di tutti i personaggi romanzeschi di cui ha scritto. Soprattutto, questo resoconto di studi e amicizie, legami sentimentali e debiti intellettuali, abitudini e fissazioni è un’ulteriore riprova che per Sacks il «delicato empirismo» di Goethe non era un semplice metodo di ricerca, ma uno stile di vita.

«Cominciai a frequentare un gruppo di motociclisti, e ogni domenica mattina ci incontravamo in città, andavamo sul Golden Gate e percorrevamo, circondati dal profumo degli eucalipti, la strada che saliva, stretta e tortuosa, su Mount Tamalpais; quindi, con il Pacifico alla nostra sinistra, proseguivamo lungo la cresta, e poi ci lanciavamo giù, in ampie discese, per fare il brunch tutti insieme a Stinson Beach (o, di tanto in tanto, a Bodega Bay, che, di lì a poco, sarebbe stata resa famosa da Gli uccelli di Hitchcock). Quelle corse in moto, di primo mattino, significavano sentirsi intensamente vivi, sentirsi l’aria sulla faccia e il vento sul corpo, in un modo che solo ai motociclisti è dato di provare. Nel ricordo, quelle mattine hanno una dolcezza quasi intollerabile, e l’odore degli eucalipti ne evoca istantaneamente le immagini piene di nostalgia».

AUTORE

Oliver Sacks (Londra 1933-New York 2015) è stato professore prima di Neurologia e Psichiatria presso il Medicai Center della Columbia University e poi di Neurologia presso la School of Medicine della New York University. A partire dal 1986 tutti i suoi libri sono apparsi presso Adelphi; fra i più recenti ricordiamo Allucinazioni (2013) e Diario di Oaxaca (2015).

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