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Induismo e Buddhismo

 

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In Induismo e buddhismo Ananda K. Coomaraswamy illumina, con la profondità e l'immensa erudiziene che caratterizzano tutta la sua vasta produzione, gli insegnamenti originari e la sostanza della concezione filosofica di queste due grandi religioni, di cui traccia la storia riferendosi ai loro miti, alle loro tradizioni rituali, alle rispettive dottrine e scritture sacre.

In tal modo egli intende mostrare come induismo e buddhismo esprimano verità universali «che nessun popolo e nessuna epoca possono rivendicare come esclusivamente proprie». E sebbene Induismo e buddhismo sia suddiviso in due parti, incentrate sull'analisi delle rispettive religioni, Coomaraswamy afferma con forza l'identità dei loro concetti essenziali.

«Le fonti buddhiste e brahmaniche sono state qui distinte: » scrive infatti Coomaraswamy nell'avvertenza «forse sarebbe stato preferibile trattare l'argomento in modo complessivo, senza fare distinzione tra buddhismo e brahmanesimo. In effetti sarebbe ormai giunto il momento di scrivere una summa della philosophia perennis basata con imparzialità su tutte le fonti ortodosse. Sono stati citati inoltre testi platonici e cristiani al fine di rendere più chiaro, tramite il ricorso a contesti più familiari, il contenuto di alcune dottrine indù, e per sottolineare il fatto che la philosophia perennis (Sanàtana Dharma, Akàliko Dhammo) è sempre e ovunque identica a se stessa. Queste citazioni non sono intese come un contributo alla storia della letteratura; non mirano a suggerire prestiti di dottrine o simboli fatti in una direzione o nell'altra, né un'origine indipendente per idee analoghe, bensì una eredità comune risalente a un'epoca di molto antecedente ai nostri testi e che sant'Agostino definisce "la saggezza che non fu creata, ma che ora esiste, che è sempre esistita e sempre esisterà"».

AUTORE

Ananda Kentish Coomaraswamy, il più grande storico dell'arte indiana, nacque a Colombo, nell'isola di Ceylon, il 22 agosto 1877. Dopo essersi laureato in geologia alla University of London nel 1900, fu nominato responsabile delle ricerche mineralogiche a Ceylon. Durante i tre anni di permanenza, diede vita alla Ceylon Social Reformation Society e fu a capo dell'University Movement, all'interno del quale promosse una campagna di educazione nazionale, tesa alla rinascita della cultura indiana. Tra il 1906 e il 1917, allorché assunse l'incarico di curatore della sezione di arte indiana presso il Museum of Fine Arts di Boston, tenne conferenze e scrisse numerosissimi articoli e saggi che rappresentano un contributo inestimabile allo studio dell'arte indiana e di quella dell'Occidente medioevale. Nel 1938 divenne presidente del National Committee for India's Freedom (Comitato per la liberazione dell'India). Morì il 9 settembre 1947, mentre s'accingeva a tornare in India.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 26 maggio 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

Ottimo testo storico culturale. Mi era stato consigliato dal gruppo in Fb e non rimpiango la spesa. Una gemma in più nella mia libreria.

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