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Io Parlo Tu Parli - Gatto

Manuale di comprensione Gatto/Umani - Umani/Gatto

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 191
  • Formato: 12x17
  • Anno: 2016

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Un manuale pratico per interpretare il linguaggio del nostro micio.

Un percorso speciale dedicato alla comunicazione, nonché all’interazione tra il gatto e il suo proprietario e viceversa.

Il testo racconta, grazie ai capitoli, agli approfondimenti tematici e a un piccolo dizionario, le principali posture e i comportamenti del nostro amico felino.

Propone inoltre consigli e suggerimenti utili sia a chi già possiede un gatto, sia a coloro che sono intenzionati ad adottarne uno, accogliendolo nel proprio nucleo familiare.

 

"L'inizio del rapporto di convivenza tra il gatto e l'uomo è tuttora un'incognita.

Di certo gli animali domestici dei giorni nostri hanno origine da specie di gatti selvatici molto antiche, che abitavano le aree europee, africane e mediorientali già dieci milioni di anni fa.

Per quello che riguarda l'estremo Oriente le tracce più antiche del gatto, come animale domestico o addomesticato, risalgono alla Cina, più di cinquemila anni fa.

Sicuramente l'uomo ebbe la necessità di addomesticare i piccoli felini nel periodo del grande sviluppo dell'agricoltura, quando si rese conto che i magazzini dei cereali erano presi d'assalto da roditori d'ogni genere. Vedendo minacciate le scorte alimentari, i più importanti produttori di frumento, ai tempi egizi e babilonesi, sfruttarono le capacità venatorie dei gatti selvatici. Iniziarono così il lungo processo di domesticazione e di selezione dei soggetti più validi, dando anche il via alla creazione delle prime razze domestiche.

Durante l'iniziale convivenza gli egizi si resero conto dell'agilità, della pulizia, del senso materno, dell'eleganza, della bellezza, dell'indipendenza, ecc. del gatto, tutte qualità che valsero all'animale un ruolo sacro, addirittura divino.

Nacque di fatto un vero culto dedicato al piccolo felino, come dimostrato da Bastet, rappresentata con corpo di donna e testa di gatto.

Gli attributi della dea erano la fecondità, la maternità, l'energia vitale e anche la medicina.

Bastet ricoprì una funzione fondamentale nell'antico pantheon egizio. Il ruolo dei gatti, da un punto di vista religioso, dilagò nei regni del Nilo. Un fatto dimostrato dagli innumerevoli reperti archeologici (mummie di gatto) scoperti nelle necropoli e dalle numerose statue, nonché dalle immagini ieratiche dei geroglifici.

Nei periodi storici successivi, l'usanza di avere un gatto in casa dilagò in tutta l'area mediterranea, prima in Grecia e poi a Roma, ma con una valenza molto meno religiosa.

Un ruolo fondamentale per il felino domestico si ebbe con la nascita dell'IsIam. Maometto ammantò il gatto di un'aura speciale, dalla forte connotazione sia religiosa sia simbolica.

La tradizione mussulmana tramanda che il Profeta fu salvato dal morso di un serpente velenoso dalla sua gatta e, probabilmente, proprio per questo motivo, il gatto ricoprì una funzione molto particolare.

Come contraltare l'Occidente cristiano demonizzò l'animale tanto caro all'IsIam e in epoca medievale si scatenò una vera caccia ai piccoli felini, soprattutto se neri, perché ritenuti al servizio di streghe e negromanti.

Fu così oggetto di molte superstizioni negative, addirittura per secoli.

Dobbiamo risalire sino al Romanticismo per vedere il ruolo del gatto rivalutarsi e riconquistare la benevolenza con la popolazione europea.

Gli artisti romantici lo immortalarono nelle loro opere come una creatura misteriosa, elegante e indipendente. Diventò anche uno dei simboli della sensualità, dell'essere disinibiti, della femminilità risvegliata e dell'emancipazione delle donne.

Oggi è uno degli animali domestici più apprezzati e amati in tutto il mondo."

AUTORE

Tito Olmini, ha maturata la sua esperienza in un ambiente tipicamente agreste. Nato e cresciuto in campagna, ha sempre vissuto a stretto contatto con gli animali, soprattutto con i cani, sia da caccia sia da guardia. Per tradizione e da generazioni i segugi e i cani da ferma hanno fatto e fanno parte integrante del gruppo familiare dell’autore. Ormai da anni Tito ha abbandonato l’attività venatoria, perché non più consona al suo stile di vita. Ha rivolto la propria attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e a un rapporto più equilibrato con la natura, coltivando la sua grande passione: fare crescere forti e sani, nel cascinale di famiglia, gli amici a quattro zampe.

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