Leggi le recensioni su IlGiardinodeiLibri.it
Disponibilità per la spedizione:
immediata!
Quantità:
  Aggiungi al Carrello

Guadagna 42 punti Gratitudine!


Ipotesi sulla Guarigione

Ovvero riflessioni sulla medicina sacra e sciamanica, la salute, la malattia, la morte, la vita, il veleno ed il farmaco

 

Clicca per ingrandire

Ti è piaciuto questo libro? Scrivi una recensione! Guadagna Punti Gratitudine!
Ricorda anche di condividerlo (clicca sui bottoni qui sotto)

Il modo tradizionale o arcaico di rapportarsi a tutte le realtà della vita potrebbe essere stato molto differente da quello moderno.

Anche la malattia e la guarigione avevano, presso i popoli antichi e quelle popolazioni che fino a pochi secoli o decenni fa avevano mantenuto un modo d’essere simile a quello tradizionale, un senso molto diverso da quello di oggi. Quelle genti erano probabilmente a conoscenza di tecniche, riti e comportamenti, forse ereditati da epoche talmente lontane che se ne è perso il ricordo, che permettevano di guarire dalle malattie senza il ricorso ai medicinali chimici oggi in uso, né alla chirurgia.

Gli antichi sapevano guarire con le sostanze naturali, con le erbe, con i canti magici, con la semplice azione analogica di quegli individui che, per l’opera di guarigione profonda, compiuta in primo luogo su se stessi, erano ritenuti insieme maghi e terapeuti. Alcuni di questi uomini e di queste donne, forse, erano addirittura in grado di guarire se stessi e gli altri, senza intervenire in alcun modo sul piano materiale. La malattia infatti non era considerata, come invece si fa oggi, esclusivamente come qualcosa che riguardasse solo il corpo, e nemmeno solo la dimensione psicofisica dell’uomo, bensì l’integralità del suo essere.

Evidentemente ciò presupponeva la credenza, e forse anche la conoscenza, di qualcosa che fosse radicalmente al di là non solo del piano materiale, ma anche di tutto ciò che è ego, personalità e mente.

Attualmente tali concezioni della malattia e della guarigione sono del tutto ignorate e quasi sempre vilipese dalla moderna scienza ufficiale. Esse sono relegate nell’ambito della superstizione e della magia, e sono considerate indegne di essere conosciute, se non come curiosità prescientifiche caratteristiche dei popoli primitivi.

Ma forse i modi arcaici di combattere la malattia potrebbero, in certi rarissimi casi, funzionare ancora oggi.

Il presente saggio, basato su quanto di tali conoscenze e di tali tecniche è giunto fino ai nostri giorni, magari sotto forme non facili da interpretare, ha l’intento di provare ad analizzare, secondo un metodo ipotetico, tali tecniche di guarigione.

AUTORE

Davide Melzi fu attratto sin da giovane dallo stile di vita dei popoli arcaici, nonché dalle loro concezioni religiose, etiche e sociali. Seguendo questa sua vocazione si è laureato in lettere, interessandosi nel corso dei suoi studi soprattutto di antropologia, di etnologia e di sciamanesimo. Dopo la laurea ha proseguito le sue ricerche, cercando di andare oltre il limite semplicemente tecnico ed accademico che di solito caratterizza gli studi di questo genere, provando a sperimentare e forse a conoscere anche praticamente alcuni aspetti della via della conoscenza sciamanica.

Le vostre recensioni

Ti è piaciuto questo libro? Scrivi una recensione! Guadagna Punti Gratitudine!

Scritto da: - 25 ottobre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Questo libro parla del modo in cui i popoli pre-moderni concepivano la malattia e la guarigione: quest’ultima era considerata essenzialmente un processo di risveglio che coinvolgeva tutti i corpi dell’individuo e non soltanto il corpo fisico. Partendo da questa base, il discorso si allarga fino ad abbracciare argomenti più generali quali: la differenza tra personalità, anima e spirito; la vita, la morte e la rinascita; l’armonizzazione degli opposti ecc. E’ un libro dai contenuti importanti ma anche complessi, che possono essere compresi veramente solo da chi abbia intrapreso un reale percorso di risveglio interiore; tra l’altro, la forma dubitativa che caratterizza tutto il testo (cioè la costante presenza di verbi al congiuntivo e al condizionale, oltre a un uso davvero eccessivo di espressioni come “è possibile che”, “si può ipotizzare che”) appesantisce molto la lettura e complica ulteriormente la comprensione di argomenti già di per sé ostici… un libro che non consiglierei a tutti, insomma.

Commenta questa recensione

QUESTO LIBRO SI TROVA IN:
NOVITÀ DI QUESTA CATEGORIA

Torna su