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Israele

Geopolitica di una piccola, grande potenza

 
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Questo libro indaga gli aspetti storici, economici, sociali e geopolitici del lungo e travagliato processo attraverso cui Israele è riuscito a imporsi come principale (se non unica) potenza dell'intera regione mediorientale.

Israele rappresenta, per usare un'espressione del celebre politologo Samuel Huntington, la "miccia sempre accesa" del Medio Oriente. Ma fino a quando potrà durare questa pace armata che si basa su ingiustizie e contraddizioni?

Affidare il futuro di Israele alla solidità dei muri e alla protezione diplomatica statunitense sarebbe miope e rischioso; contare sulle sue sole forze, sia pure appoggiate a una extrema ratio nucleare, sarebbe folle.

In che modo Israele riuscirà a legittimare la sua esistenza?

Paese relativamente giovane, dotato di dimensioni ridotte e rapporti a dir poco problematici con tutto il vicinato, lo Stato ebraico è divenuto un attore di primissimo piano, forte di altolocati agganci internazionali, un arsenale bellico di tutto rispetto e, soprattutto, una incrollabile fiducia nei propri mezzi, che ha spesso portato la leadership israeliana a giocare d'azzardo per conseguire gli obiettivi prestabiliti.

Dall'Introduzione di Franco Cardini:

"Come spesso capita ai libri, pure a qualche libro di storia – salvo ai polizieschi, evidentemente – anche questo dovrebbe essere letto “a ri- troso”, cominciando dal fondo o quanto meno dalle ultime pagine, quelle che di solito l’autore dedica alle considerazioni di sintesi. In questo spe- cifico caso, tuttavia, francamente non me la sentirei granché di suggerire tale metodo. Il capitolo 8 del libro alla lettura del quale qui si invita, deno- minato “Conclusioni”, si apre con una citazione dello storico Benny Mor- ris che, intervistato da «Haaretz», insiste sul fatto che la fondazione dello Stato di Israele «non è ragionevole» e si chiude su una frase pronunziata da Tony Judt durante un’intervista resa, ancora una volta, ad «Haaretz» al principio del maggio 2006:

«... occorrerebbe quindi ammettere che Israele non ha alcun diritto alla so- lidarietà o all’indulgenza internazionale; che gli Stati Uniti non ci saranno per sempre; che le armi e le mura non possono preservare Israele più di quanto abbiano fatto con la Repubblica democratica tedesca o il Sud Africa bianco; che le colonie saranno condannate a meno che non si sia disposti a espellere o sterminare la popolazione indigena»."

ALLEGATI

Estratto del libro "Israele" - Introduzione
(tasto destro salva con nome)

INDICE

Introduzione

  • Capitolo 1 - genesi e realizzazione del progetto sionista
  • Capitolo 2 - la potenza militare israeliana
  • Capitolo 3 - realpolitik?
  • Capitolo 4 - la presa dell’israel lobby sugli Stati Uniti
  • Capitolo 5 - l’alleanza sciita nel mirino di israele
  • Capitolo 6 - la ragnatela israeliana
  • Capitolo 7 - energia e geopolitica
  • Capitolo 8 - conclusioni

Mappe e grafici

Bibliografia

APPROFONDIMENTI

Sionismo:

"«Dev'essere difficile rappresentare l'eletto del “popolo eletto"».

Albert Einstein, lettera inviata a Chaim Weizmann, ottobre 1923

«Non si creda più a questi demoni impostori, che ci ingannano con discorsi a doppio senso, che mantengono all'orecchio nostro la loro promessa e poi la rompono alla nostra speranza».
William Shakespeare, Macbeth

Il sionismo, il movimento a cui si sono ispirati i padri fondatori dello Stato ebraico, nacque nella prima metà del XIX secolo in Gran Bretagna, per poi diffondersi negli Stati Uniti.

Le radici originarie di questo peculiare costrutto ideologico-religioso risalgono però alla metà del XVII secolo, quando l'avvocato e parlamentare britannico sir Henry Finch chiese al governo di favorire il ritorno degli ebrei in Palestina per realizzare le profezie bibliche. Anni dopo, il teologo Petrus Cunaeus diede alle stampe il Republica Hebraeornm, un trattato in cui si paragonava l'Olanda calvinista - che in quel periodo stava vivendo il suo momento d'oro - all'antico Israele, considerato il modello supremo di governo repubblicano da cui l'Europa intera avrebbe dovuto trarre ispirazione."

Giacomo Gabellini

Continua a leggere l'estratto del libro "Israele".

AUTORE

Giacomo Gabellini (1985) è scrittore e ricercatore di questioni storiche, economiche e geopolitiche. Collabora con la testata giornalistica on-line "L'Indro" e con il sito di informazione internazionale "Global Research". Con Arianna Editrice ha pubblicato Israele e Ucraina. Una guerra per procura. Vive a Terre Roveresche (PU).

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