L'Arte della Felicità in un Mondo in Crisi

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L'Arte della Felicità in un Mondo in Crisi

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Viviamo in un mondo inquieto, scosso da profonde crisi, non solo economiche, in cui sembrano prevalere le primordiali pulsioni distruttive che generano da sempre guerre, conflitti, odi, divisioni.... continua

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Descrizione

Viviamo in un mondo inquieto, scosso da profonde crisi, non solo economiche, in cui sembrano prevalere le primordiali pulsioni distruttive che generano da sempre guerre, conflitti, odi, divisioni. È ancora possibile, in una realtà così segnata dalla violenza e dal dolore, parlare della felicità come di un obiettivo alla portata di tutti?

Secondo la concezione buddhista la felicità è un'arte e, come tale, richiede pratica ed esercizio. Allenando la mente a individuare le cause dell'ansia e dell'insoddisfazione, abituandoci a riconoscere, nell'incontro con gli altri, le affinità piuttosto che le differenze, alimentando emozioni positive quali la compassione e l'empatia anziché la paura e la diffidenza, troveremo la strada maestra per raggiungere una maggiore felicità.

Una visione oggi avvalorata anche dalle neuroscienze e che porta miglioramenti non solo per gli individui, ma anche per l'intera società, più aperta e accogliente.

Autori

Dalai Lama - Foto autore

Il Dalai Lama Tenzin Gyatso (1935) è il quattordicesimo leader politico e spirituale del popolo tibetano, autorità religiosa, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la pace.

Dal 1959 il Dalai Lama vive in esilio in India, a Dharamsala, sede del governo tibetano. Ha scritto un gran numero di testi sul buddhismo e sul rapporto tra religione, scienza e ambiente.

Sin da quando aveva solo 2 anni fu riconosciuto come la reincarnazione del proprio predecessore. Figlio di genitori contadini, dall’età di 6 anni ricevette un’educazione religiosa mirata, ritirandosi a vita monastica, fino a prendere i voti.

Dalai Lama vuol dire oceano di saggezza, e solo il vero illuminato può avvalersi di tale titolo, perché sceglie di reincarnarsi per servire l’umanità intera.

Infatti, il suo oneroso compito di pacifista fu messo in atto sin dal primo momento della sua carica, a soli 15 anni. Egli si trovò a capo del governo tibetano proprio quando la Cina stava per invadere il territorio nazionale e, da subito, dovette ricorrere ai suoi metodi pacifisti per provare a trattare con Mao Zedong e gli altri leader cinesi.

Il suo obiettivo era semplicemente far rispettare il credo religioso dei tibetani senza alcuna costrizione. Purtroppo, però, i suoi tentativi fallirono e fu costretto all’esilio.

Rifugiatosi in India, il Dalai Lama non ha mai smesso di “lottare”, senza mai ricorrere alla forza ma in maniera sempre decisa, per far valere i diritti dei tibetani contro la dittatura cinese.

I suoi insegnamenti, però, sono sempre andati ben oltre i confini di queste nazioni.

Come si evince dai suoi libri e dai suoi messaggi, il Dalai Lama esorta al rispetto per sé stessi, per gli altri, per la terra e per ogni genere di diversità.

Le differenze religiose, politiche e sessuali non devono rappresentare delle barriere, bensì dei punti d’incontro, di crescita e di ulteriore spiritualità.

La natura del mondo dipende dalle azioni degli esseri umani, quindi se le persone fanno cose scellerate, tutto il mondo ne paga le conseguenze.

Howard C. Cutler, psichiatra americano, ha conosciuto il Dalai Lama nel 1982 in India e da allora ha iniziato a studiare il buddhismo tibetano e a collaborare con lui nella stesura di molti libri.


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