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L'iceberg nel Lago Profondo

 

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Il titolo di questo libro unisce un concetto di Sigmund Freud, che definisce come un iceberg la mente umana, con la sua parte piccola in superficie e quella più grande sommersa, e una frase di Hermann Hesse, riportata nel libro stesso.

Oggi viviamo più che mai in una società tecnologicamente molto avanzata, piena di stimoli, certo molto diversa da quella dei nostri nonni, anche se gli anni trascorsi da allora non sono poi tanti.

Sono molti gli studiosi che sostengono che i progressi degli ultimi cinquanta anni sono stati superiori a quelli avvenuti in tutti i secoli scorsi. Questo pone vari problemi se vogliamo osservare il fenomeno da un punto di vista umano e non tecnologico; un quesito può essere, ma l’uomo riesce a “stare al passo” del progresso con il proprio bagaglio di emozioni e sensazioni? Oppure: l’uomo-genitore riesce ad adeguare l’educazione dei propri figli senza lasciarsi travolgere dalle “scorciatoie” che il progresso spesso gli presenta.

Si sente dire spesso che fare il genitore è la cosa più difficile al mondo, è senz’altro così, ma dovrebbe essere anche la cosa più naturale, se l’essere diventato genitore è stata una scelta consapevole e libera.?L’essere umano che viene al mondo o viene adottato, dovrebbe essere il frutto di una scelta, appunto, libera e consapevole; non ha chiesto né di nascere né di essere adottato da quella determinata coppia, quindi, è conseguente, va allevato secondo precise esigenze che nascono dal bambino e non certo dai genitori.

La famiglia è, però, inserita in una società, in un contesto politico, religioso, economico, deve rispettare delle regole o, comunque, crede di doverlo fare.

Ecco dove si complicano le cose, specialmente quando il figlio entra nell’adolescenza, conciliare le “problematiche interne”, sempre più o meno presenti, con le “problematiche esterne”, le diversità, le relazioni interpersonali, e via dicendo.

AUTORE

Mariateresa Bertazzoli è nata e vive a Brescia, dove svolge l'attività di docente di Psicologia e Pedagogia, da oltre quindici anni opera nel settore sociale con particolare riferimento al settore del disagio giovanile.

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