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L'Isola che C'è

Il nostro tempo, l'Italia, i nostri figli

 

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In un dialogo ideale con i suoi lettori e con chiunque desideri ragionare senza pregiudizi sul nostro tempo, Susanna Tamaro riflette sulla storia del nostro Paese, sul suo presente così complesso e confuso, sul suo futuro così incerto.

Parla dei giovani e dei loro progetti – della scuola che sembra averli abbandonati. Parla della natura, dell’incuria in cui il nostro splendido paesaggio è spesso lasciato, della violenza sugli animali; del decadimento morale della classe politica; del ruolo delle donne, in famiglia e nella società. Prende posizione su alcuni dei temi più caldi del dibattito culturale, dal ruolo della Chiesa nella società alla concezione della vita e della maternità.

Susanna Tamaro ci offre una testimonianza di passione civile, lucida e disincantata, ma anche un racconto intimo e personale, che si apre al ricordo dell’infanzia e alla speranza nelle nuove generazioni, con quella serenità interiore che i suoi lettori conoscono molto bene e amano profondamente.

AUTORE

Susanna Tamaro è nata a Trieste nel 1957 e ha studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, diplomandosi in regia. Per dieci anni ha lavorato per la televisione, realizzando documentari scientifici. I suoi libri hanno venduto milioni di copie in Italia e sono stati tradotti in tutto il mondo. Ricordiamo in particolare: Per voce sola, Va’ dove ti porta il cuore, Rispondimi, Fuori, Ascolta la mia voce, Luisito, Per sempre. Nel 2000 ha istituito la Fondazione Tamaro, ente che si alimenta esclusivamente con i diritti dei suoi libri e con eventuali donazioni, contribuendo allo sviluppo di progetti a favore dei più deboli.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 10 settembre 2013 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un libro unico. La descrizione e l'analisi senza falsi pudori di vari aspetti della società moderna.

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Scritto da: - 19 settembre 2012 Acquistato sul Giardino dei Libri

L' Isola che c'è di Susanna Tamaro - Lindau ed. Torino 2011 Abbiamo perso la vita, non il numero degli anni ma la qualità, l'intensità, le ragioni che la rendono comunque e sempre degna di essere vissuta. Abbiamo privilegiato il possesso alla comunione, il potere all'amore. In questa logica si spiegano il decadimento e le contraddizioni di questa società: lo spreco alimentare e il consumo di risorse naturali, il senso di onnipotenza e il bisogno di idoli, una scuola che informa ma non forma per la vita, la femminilità e la maternità che hanno perso il loro valore, il sesso consumato come parametro di emancipazione, l'intolleranza e il rifiuto al posto della compassione e dell'accoglienza, una società che ha spossessato l'uomo della sua parte spirituale. Con semplicità e sincerità sconcertante la Tamaro osserva i comportamenti conseguenti a questo decadimento, e induce con mitezza a riflettere e a trovare la consapevolezza necessaria al cambiamento. L'uomo può veramente cambiare con umiltà e pazienza, avendo come punto di riferimento il Decalogo, la Via da percorrere, l' Isola di salvezza che c'è. Inoltre la Tamaro fa osservare che le inquietudini, le malinconie, le insicurezze, le interrogazioni fanno parte dell'essere umano e sono necessarie alla sua crescita ed evoluzione. Cultura etimologicamente deriva da coltivare. Dobbiamo coltivare la mente, come si coltivano i campi, e ciò richiede senso del passato, del presente e del futuro. Dobbiamo coltivare la nostra interiorità (unicità), i nostri talenti, i rapporti con gli altri, il rispetto degli animali e della Natura. Nell'ultima parte la Tamaro riflettendo sul personale cammino di fede, lei che viene da una famiglia atea, invita ad interrogarsi, ad accettare l'inquietudine, ad aprire le porte a ciò che è diverso, a cambiare dentro prima di cambiare il fuori, a fare spazio al silenzio per alzare gli occhi al Cielo.

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