Descrizione
In questo libro pubblicato per la prima volta nel 1956 Günther Anders muove dalla diagnosi della «vergogna prometeica» - cioè dalla diagnosi della subalternità dell'uomo, novello Prometeo, al mondo delle macchine da lui stesso creato - per affrontare il tremendo paradosso cui la bomba atomica ha posto di fronte l'umanità, costringendola fra angoscia e soggezione.
La vergogna prometeica è legata anche a un senso di «dislivello», di non sincronicità, tra l'uomo e i suoi prodotti meccanici che, sempre più nuovi ed efficienti, lo oltrepassano, facendo sì che egli si senta «antiquato». Oltre che perfetta, la macchina è ripetibile, standardizzata, riproducibile in esemplari sempre identici; quindi possiede una specie di eternità che all'individuo umano è negata.
Donde una rivalità, una impari gara dell'uomo, una inversione dei mezzi con i fini, di cui Anders in questo libro analizza con straordinaria anticipazione tutta la portata. In particolare là dove tratta delle tecniche di persuasione, soprattutto radiofoniche e televisive che ci assediano con immagini-fantasmi, sostanzialmente irreali, di fronte a cui diventiamo passivi, maniaci, incapaci di pensare e di comportarci liberamente.
Dettagli Libro
| Editore | Bollati Boringhieri Edizioni |
| Anno Pubblicazione | 2021 |
| Formato | Libro - Pagine: 322 - 13x19cm |
| EAN13 | 9788833918266 |
| Lo trovi in: | Saggi che ispirano |
Autore
Günther Anders (pseudonimo di Günther Stern, 1902-1992) fu uno dei maggiori filosofi non accademici del Novecento. Rientrato dagli Stati Uniti in Europa nel 1950, dopo un lungo esilio, divenne noto sia per la pubblicistica sull'allarme atomico (Essere o non essere e La coscienza al bando, 1961 e 1962) sia per la riflessione sul «dislivello prometeico» tra l'uomo e la tecnica.
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