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L'Uomo Universale

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 114
  • Formato: 15,50x21,50
  • Anno: 1981

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...Là dove la Conoscenza s'unisce al proprio essere, e dove l'Essere conosce sé nella sua immutabile attualità, non si ragiona più dell'uomo. Lo spirito in proporzione al suo profondarsi in tale condizione, si fa identico, non all'uomo individuale, ma all'Uomo universale (al-insan al-kamil), che costituisce l'unità intrinseca d'ogni creatura. L'Uomo universale è il tutto; per trasponimento dall'individuale all'universale lo si denomina "uomo"; essenzialmente, è il prototipo eterno, illimitato e divino di tutti gli esseri.

L'Uomo universale non è realmente separato da Dio, è come il Suo Volto nelle creature. Per il tramite dell'unione con lui, lo spirito s'unisce a Dio.

L'Uomo universale è egli stesso il simbolo completo di Dio.

AUTORE

Titus Burckhardt, appartenente a un’insigne famiglia basilese, nasce a Firenze nel 1908. Poco più che ventenne visita per alcuni mesi il Marocco, dove ritorna successivamente per un lungo soggiorno, teso alla conoscenza e all’approfondimento delle “scienze tradizionali”, cosa resa possibile anche attraverso la sua frequentazione dell’Università Al-Qarawiyine di Fes, come ricorda nel discorso Les sciences traditionnelles à Fès pronunciato di fronte ai suoi antichi compagni di studi universitari nell’autunno 1972.

Tra i suoi interessi allora, oltre alla mistica e alla metafisica, c’è l’arte tradizionale: inclinazione che gli proviene forse dal padre Cari, noto e apprezzato scultore svizzero.

Al rientro a Basilea si dedica interamente agli studi tradizionali, concernenti principalmente la mistica, la metafisica, l’arte, l’artigianato e la cosmologia, argomenti su cui pubblica saggi e libri: la sua autorità e la sua competenza in tali ambiti sono oggi unanimemente riconosciute. Dopo la seconda guerra mondiale diviene direttore artistico della Urs Grafi casa editrice specializzata nella pubblicazione dei facsimile di antichi manoscritti celtici del Vangelo, come il libro di Lindisfame, il Libro di Durrow e il Libro di Kells; quest’ultimo lavoro gli permette d’incontrare, in occasione della sua presentazione ufficiale, il papa Pio XII a Castel Gandolfo. In quel tempo sovraintende anche alla collana Stàtten des Geistes (Luoghi dello Spirito), che ricorda la manifestazione del sacro nelle diverse civiltà: Siena, Stadt der Jungfrau', Chartres und die Geburt der Kathedrale', e Fes, Stadt des Islam sono il suo contributo personale a questa lunga serie di studi imperniati sulla spiritualità e pubblicati dalla Urs Graf Verlag. Nel 1972 L’UNESCO lo pone alla guida di alcuni esperti al fine d’analizzare le tematiche relative al restauro e alla salvaguardia della città medievale di Fes; il suo impegno viene premiato, qualche anno dopo il suo rientro a Losanna avvenuto nel 1977, con l’inserimento di tale antica città nel corpo del patrimonio mondiale.

Tra le sue numerose opere, di cui molte sono tradotte in italiano, ricordiamo: Clé spirituelle de Vastrologie musulmane'. Introduction aux doctrines ésotériques de l’Islam-, Principes et Méthodes de l’Art sacré; Alchemie, Sinn- und Weltbild; Die maurische Kultur in Spanien; e Art of Islam: Language and Meaning libro che presenta personalmente alla regina Elisabetta II, in occasione del World of Islam Festival svoltosi a Londra nel 1976. Molti suoi scritti sono raccolti in volume: Symboles, Science moderne et Sagesse traditionnelle, Aperqus sur la connaissance sacrée. Mirror of the Intellect. È traduttore assai apprezzato di grandi mistici musulmani: La Sagesse des Prophètes (Fuqùq al-Hikam di Muhyi-d-Din ibn’ Arabi), L’Homme Universel (Al-Insàn al-Kàmil di ‘Abd al-Karim al-Jìlì) e Les lettres d’un maitre soufi {Rasdìl di al- ‘Arabi ad-Darqàwì). Muore a Losanna all’inizio del 1984.

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