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La Danzaterapia

 

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  • Prezzo € 7,50
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 128
  • Formato: 13x19,5
  • Anno: 1999 - 2015

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Un nuovo metodo olistico per guarire i disturbi emotivi, mentali e fisici riscoprendo il piacere funzionale del corpo.

  • I diversi modelli di danzaterapia e le scuole professionali in Italia;
  • Il linguaggio simbolico del corpo come via per comunicare e per guarire;
  • Danzaterapia per i problemi degli adolescenti.

INDICE

Introduzione

Capitolo 1 - Curarsi con l’arte

  • Potenzialità dell’arte come terapia
  • Funzioni del linguaggio creativo
  • Problemi aperti
  • Le Artiterapie
  • La pittura
  • La musica
  • Il teatro
  • Influssi teorici
  • Aspetti psicodinamici dell’arte in Freud, Kris, Klein, Winnicott e Jung
  • L’emergere della dimensione corporea in analisi: contributi di alcuni autori

Capitolo 2 - La danza

  • Introduzione storica al mondo della danza
  • Il rinnovamento della danza nel’900
  • Isadora Duncan
  • Ted Shawn e Ruth St. Denis
  • Martha Graham
  • Doris Humphrey
  • La danza moderna nel centro-Europa
  • Emilejacques Dalcroze
  • Rudolf von Laban: la creazione di una nuova logica di movimento
  • Mary Wigman (1886-1975)e la danza espressionista
  • Kurtjooss
  • La seconda generazione dei danzatori americani
  • Anna Sokolow
  • José Limón
  • Alvin Ailey
  • Dalla «danza moderna» alla «nuova danza»
  • Merce Cunningham
  • Alwin Nikolais

Capitolo 3 -Dalla danza alla danzaterapia

  • I precursori
  • Fondamenti di danzaterapia
  • Funzioni di base della danzaterapia
  • Il piacere funzionale
  • L’affinamento delle funzioni psicomotorie
  • L’unità psico-corporea
  • Simbolizzazione a livello corporeo
  • Immagine corporea e stima di sé

Capitolo 4 - L'incontro di danzaterapia: tre modelli di conduzione

  • Danzaterapia come tecnica analitica
  • Il metodo di Maria Fux
  • Expression Primitive

Capitolo 5 - Il linguaggio corporeo

  • La dimensione corporea nei primi mesi di vita
  • La pelle come involucro epidermico
  • La pelle come involucro psichico
  • Il corpo come prima via di comunicazione con l’ambiente
  • Il sé corporeo
  • Produzioni simboliche del corpo
  • Strumenti e tecniche per una lettura simbolica del movimento
  • Laban Movement Analysis
  • Effort/Shape Analysis
  • Kestenberg Movement Profile

Capitolo 6 - Due ricerche sul campo

  • Danza, danzaterapia e adolescenza
    Premessa
    Metodologia
    Le tematiche
    Contenuti emersi dalle interviste agli insegnanti di danza
    Contenuti emersi dalle interviste ai danzaterapeuti: ipotesi, spunti e riflessioni sull’utilizzo della danzaterapia con adolescenti
  • La realtà complessa della danzaterapia in Italia
    Premessa
    Metodologia
    Risultati

Conclusioni

Bibliografia

APPROFONDIMENTI

Introduzione

"La danzaterapia, attività abbastanza sconosciuta nel nostro paese fino a pochi anni fa, sta ultimamente vivendo una fase di notevole diffusione.

Si tratta di una disciplina ancora nuova, anche se in realtà l’uso della danza come rituale terapeutico risale ai primordi della storia umana. Bisogna aspettare fino agli anni ’60 per vedere riconosciuta, negli Stati Uniti, la danza come arte con potenzialità psicoterapeutiche.

Il lungo misconoscimento del valore simbolico della danza in Occidente è stato determinato dal predominio di un pensiero di stampo positivistico, caratterizzato da un approccio esclusivamente razionalista ai fenomeni naturali.

Questa impostazione ha influenzato ovviamente, anche la medicina, che per un lungo periodo ha riconosciuto come valida solo la medicina somatica. Di conseguenza, tutto ciò che non era misurabile con i criteri della verifica sperimentale è stato bandito o comunque screditato. Questa esclusione ha portato a una scissione dell’uomo in due componenti separate: la psiche e il soma, tra le quali si è a lungo negata ogni forma di relazione.

Successivamente, grazie alla nascita della psicoanalisi, nel ’900, è stato possibile avvicinarsi a una comprensione dei processi psichici, e soprattutto rivalutare il ruolo giocato dai conflitti emotivi anche nelle patologie di natura organica. In realtà, neppure la psicoanalisi ha permesso una reale riunificazione tra mente e corpo, per la quale si è dovuto attendere la successiva evoluzione della medicina psicosomatica. L’impostazione terapeutica della psicoanalisi, infatti, sebbene abbia riconosciuto la relazione tra mente e corpo, si è focalizzata solo sulla psiche, dunque sul mentale. È con l’entrata in crisi della psicoanalisi, come metodo di cura elettivo dei processi inconsci degli individui, che si rivaluta l’utilizzo del corpo in psicoterapia.

Quindi, in questi ultimi anni assistiamo a un rifiorire di metodi non interpretativi e di discipline che si occupano del corpo inteso come veicolo di emozioni, sentimenti e affetti. Un corpo che permette una comunicazione più profonda, che si situa nell’autentico, cioè in una forma di relazione non mediata dal raziocinio.

In quest’ottica, la danzaterapia acquista un valore sociale, culturale e scientifico e si presenta come possibilità terapeutica orientata a unificare corpo e spirito, conscio e inconscio. È una nuova concezione della salute, fondata sulla relazione armoniosa fra tutte le componenti dell’individuo. Così intesa, la danza, non ha nulla in comune con la disciplina tradizionale, legata all’estetica del movimento, ma è una danza in cui «il movimento spontaneo diviene parte integrante del processo creativo artistico» (Chodorow, 1991, p. 13).

La danzaterapia vuole recuperare il significato originario della danza, quello che aveva in epoche lontane. La danza, infatti, è un potente e antichissimo canale di espressione, che attraverso la sua lunghissima storia ha perso, in alcuni periodi, la sua funzione fortemente catartica e comunicativa, come nel balletto classico, per poi ritrovarla nella danza moderna e nei primi approcci alla danzaterapia: essa fa parte della vita dell’uomo e come l’uomo è colma di potenzialità e di contraddizioni.

La danzaterapia nasce in continuità con lo sviluppo della danza moderna. Saranno infatti delle danzatrici moderne, negli anni ’40, a trovare nella danza e nel piacere del movimento in sé una risorsa terapeutica nata dall’esperienza di lavoro con pazienti affetti da disturbi mentali, prevalentemente soldati, che nell’immediato dopoguerra sono stati colpiti da forti disturbi della personalità.

Da qui nasce probabilmente la profonda ambiguità che accompagna ormai da oltre mezzo secolo il termine «danzaterapia»: danza o terapia?

Sono state delle danzatrici, delle artiste, a sperimentare su se stesse e sugli altri il valore terapeutico della danza, senza avvalersi di modelli psicologici e senza operare attraverso l’interpretazione, poiché non era di loro competenza.

Nei decenni successivi, a fianco a questo tipo di esperienze, si sono poi sviluppate delle scuole e degli orientamenti a opera di danzatori e psicologi che hanno cercato di conferire alla danzaterapia dei presupposti scientifici per utilizzarla come terapia alternativa o di sostegno a quella tradizionale.

Attualmente il panorama della danzaterapia presenta più orientamenti con differenti metodi e finalità, conducendo verso nuovi orizzonti di ricerca che richiamano a questioni tuttora aperte: quale formazione deve avere il danzaterapeuta? Quali sono le funzioni della danzaterapia? Quali sono i campi di intervento possibili?

In questo libro ripercorriamo questi passaggi cercando di mettere a fuoco i precedenti interrogativi.

Nella prima parte del testo tracciamo una panoramica delle varie forme di arteterapia, analizzando il valore della comunicazione simbolica e le modalità con cui vengono utilizzate nel campo psico-sociale. Di seguito presentiamo un quadro dei presupposti teorici che in ambito psicologico e psicoanalitico hanno aperto il campo a una nuova concezione dell’arte.

Chiariamo poi, in particolare, le caratteristiche generali e le funzioni di base della danzaterapia, per esaminare in seguito i tre principali filoni teorico-pratici a cui fanno riferimento oggi i danzaterapeuti italiani.

Infine, analizziamo i significati simbolici del movimento, la cui lettura è, ancora oggi, un argomento in gran parte da esplorare.

Per questo, attraverso due ricerche sul campo, svolte per le nostre due rispettive tesi di laurea, tentiamo di fornire un quadro della situazione attuale della danzaterapia in Italia e di sondare il possibile utilizzo della danza e della danzaterapia durante l’età adolescenziale, un periodo emotivamente intenso nello sviluppo psicofisico della persona."

Claudia Macaluso e Silvia Zerbeloni

AUTORI

Claudia Macaluso si è laureata in psicologia presso l’Università Statale di Torino. Da oltre dieci anni studia a livello professionale danza classica, moderna e contemporanea a Milano, dove lavora come danzatrice e insegnante di danza per bambini e adolescenti. Ha studiato danzaterapia presso diverse scuole a livello teorico e pratico e si interessa di bioenergetica.

Silvia Zerbeloni si è laureata in scienze dell’educazione (luglio ’98) presso l’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato come operatore sociale in una comunità per minori; attualmente lavora come educatrice professionale di preadolescenti e adolescenti in un Centro Giovani del Comune di Milano. Conduce gruppi di animazione attraverso il movimento e la danza per persone disabili e bambini della scuola elementare. Oltre a studiare da alcuni anni danzaterapia, segue corsi di danza e animazione teatrale.

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