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La Magia di un Buongiorno

 

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  • Prezzo € 14,90
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 300
  • Formato: 14,5x21
  • Anno: 2014

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Una selezione dei Buongiorno che Massimo Gramellini scrive in fondo alla prima pagina de La Stampa. Un dialogo con i lettori che continua da quindici anni. Scorrendo le pagine di questi quindici anni di Buongiorno il lettore ha la netta percezione di assistere al dipanarsi dei grandi avvenimenti pubblici italiani attraverso il racconto di storie private, a volte anche minime.

La rappresentazione di avvenimenti macroscopici del bel paese, a volte grotteschi, a volte criminosi, commoventi o comici, raccontati spesso attraverso esperienze di singoli individui, che diventano insieme esempi universali di come tutti noi vorremmo o non vorremmo essere, delle nostre aspirazioni, delle nostre sconfitte, a volte anche del nostro orgoglio di essere cittadini di questa sgangherata nazione.

Sempre però con la forza riflessiva e la serenità di chi comunque non è disposto ad arrendersi di fronte al cinismo, di chi crede che le parole e le idee possano ancora cambiarci e cambiare il corso degli eventi.

APPROFONDIMENTI

Introduzione:

"Questa è la raccolta dei corsivi che da quindici anni scrivo in fondo alla prima pagina del giornale con cui felicemente convivo: La Stampa.

Col prode Guglielmo Cutolo, che li ha riletti tutti e forse non si riprenderà mai completamente, ne abbiamo selezionati trecentosessantacinque. Come i giorni di un almanacco dove i sorrisi si alternano ai sospiri e gli scatti di indignazione agli sberleffi, lasciando sempre una finestrella aperta per i sogni di passaggio che avessero voglia di entrare. Abbiamo distribuito i corsivi con il criterio più semplice: anno per anno, ma togliendo loro la data, così che ogni capitolo sia simile agli appunti sparsi di un taccuino, sia pure connessi tra loro da un filo di complicità che il lettore non tarderà a trovare.

Oltre che il nome della rubrica, Buongiorno, il titolo del libro tira in ballo niente meno che la magia. Declino qualsiasi responsabilità. Quando l’editore me lo ha proposto, mi è parso piuttosto bello e presuntuoso. In realtà ottimista. Auspica che le parole possano ancora creare dei piccoli miracoli nella vita di chi le incontra. Ma per me che ogni giorno le rimesto dentro il calderone, tentando di dare loro una forma che mi assomigli, le parole restano un mistero. Le protagoniste di un rito.

Tutti i giorni - mai prima della sette di sera, più spesso tra le nove e le dieci - dopo avere sfiancato colleghi e amici riguardo alla scelta e al taglio dell’argomento, scompaio nella mia stanza, mi inietto nelle cuffie un album rock preferibilmente degli U2 e incomincio a scrivere, pervaso da una sensazione incomprensibile di sicurezza. Fin dall’infanzia, la scrittura è l’unico gesto quotidiano che riesca a trasmettermi serenità. Nella vita privata rimango un timido che sconfina nell’imbranataggine. In televisione mi agito e mangio le parole. Ma ogni sera, appena infilo la cuffia e la musica inizia a scorrermi nelle vene, le dita si muovono sulla tastiera del computer come se seguissero un tragitto inesorabile.

In qualche caso la mia testa sa già dove andrà a parare, ma quasi sempre si affida all’istinto. Il Buongiorno non può avere la razionalità solenne di un editoriale. Tutte le volte che gli fa il verso diventa una predica prevedibile. (Per fortuna ho lettori affezionati e implacabili: esiste una pagina Facebook che prende in giro i miei assolo di trombone). Il Buongiorno funziona soltanto se ha la leggerezza e l’imprevedibilità di un corsivo. Cioè soltanto quando è scritto con amore. Alludo all’amore dell’artigiano che rimane mezz’ora di più al tavolo di lavoro per piallare un aggettivo o sostituire una metafora traballante. Il segreto consiste nel mettere il Buongiorno a bagnomaria. Succede quando lo abbandono per qualche minuto, così da tornare presso di lui con la mente sgombra e il distacco critico di un potenziale lettore. A quel punto non mi piace più e lo riscrivo per intero, ma nella metà del tempo.

Altro che mago. Sono un manovale che ogni giorno si monta la testa e pensa di poter fabbricare un mondo migliore con le sue parole. Un’illusione, certo. Ma se non la credessi vera, mi passerebbe la voglia di provarci.

4 aprile 2014    M.G.

P.S. Mai come in questo caso la dedica coincide con i ringraziamenti: ai lettori che mi apprezzano, mi criticano, mi suggeriscono, ma soprattutto mi sopportano da quindici anni."

AUTORE

Massimo Gramellini è nato a Torino nel 1960: affermatosi come giornalista, è vicedirettore de La Stampa. Con L'ultima riga delle favole ha intrapreso anche la carriera da scrittore, che ha proseguito con grande successo con Fai bei sogni e La magia di un buongiorno.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 21 gennaio 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

Per chi - come me- ama Gramellini, l'appuntamento con il suo "Buongiorno" sulla Stampa è sempre un bel momento. A volte acre, altre più leggero, ma sempre azzeccato e puntuale. Fa ridere, piangere, ci si arrabbia a volte ma quasi sempre ti strappa un sorriso, anche quando la realtà è tutt'altro che divertente. Qui c'è una selezione dei suoi trafiletti, e immagino non sia stato facile sceglierne "solo" 365. Forse in quindici anni ne avete già letti, forse non sono neppure più così attuali, ma rileggerli è sempre un piacere.

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