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La Magia

 

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  • Prezzo € 7,50
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 126
  • Formato: 13x19,5
  • Anno: 1999-2015

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I grandi temi della magia, dall'antichità a oggi, nelle diverse culture umane.

  • Magia e superstizione: ie differenze;
  • La magia dei primitivi, dei fachiri e degli yoghin;
  • Amuleti, formule, simboli: il linguaggio della magia;
  • Arte ed esoterismo nei mondo d'oggi.

INDICE

Premessa

Capitolo 1 - La magia contro la religione

  • Emergenza del sacro
  • Contro la superstizione
  • Ritorno al paganesimo?

Capitolo 2 - Magia e cultura

  • La pratica magica
  • Né religione, né scienza
  • Il ruolo sociale
  • La forza dei poteri soprannaturali
  • Il «bisogno» di magia
  • Il pensiero magico
  • La magia primitiva
  • La magia nel mondo classico: la testimonianza di Apuleio
  • Magia contadina

Capitolo 3 - L’artista mago

  • In rapporto con il mistero
  • Avanguardie e ricerca magica
  • Magia, arte e disagio

Capitolo 4 - Il linguaggio della magia

  • I segni del mago
  • Parola e rito
  • Filatteri e amuleti
  • Puntualizzazioni linguistiche

Capitolo 5 - La magia della musica

  • L’energia della musica

Capitolo 6 - Fachiri, yogi, guaritori e altri misteri

  • I fachiri
  • Gli yogi
  • I guaritori filippini
  • Il fuoco

Capitolo 7 - Esoterismo e magia

Capitolo 8 - La magia oggi

  • Fenomeno di crisi
  • Dentro il mondo dell’occulto
  • Il mago tecnologico
  • Perdita di punti di riferimento
  • Il mondo magico delle sette
  • La «magica follia» della setta
  • Riflessione conclusiva
  • Il principe e il mago

Bibliografia

APPROFONDIMENTI

Premessa:

"La magia è parte integrante della nostra cultura. Da sempre lo scontro tra ragione e mito innesca una forte tensione nei nostri quotidiani rapporti con il mondo. C’è qualcosa che preme e che si trova al di là dell’apparenza, al di là di quanto risulta tangibilmente connesso con le regole della fisica, ascrivibile tra i parametri della scienza.

Gli archeologi ci confermano che già dall’antichità la mentalità magica ha segnato profondamente la cultura dell’uomo con una forte impronta dualistica, cioè con la tendenza a separare il bene dal male.

In alcuni casi non vi è una netta separazione tra pensiero religioso e pensiero magico (emblematiche in questo senso sono le esperienze della preistoria); ma già dall’antichità si poneva in rilievo la differenza tra quanto era culto consolidato, inserito in un preciso iter rituale, e quanto apparteneva a mere pratiche magiche, cioè a una dimensione dominata da fini pratici e materialistici, del tutto priva di istanze religiose.

Anche nel nostro mondo contemporaneo, così inquieto, lanciato alla continua ricerca di risposte ancor prima di aver formulato correttamente le domande, così instabile e contraddittorio, la magia svolge un ruolo importante. Da un lato siamo immersi in uno spirito positivistico, sempre alla ricerca di dimostrazioni che soddisfino modelli matematicamente ripetibili. Dall’altro abbiamo l’irrazionalità più esasperata, che accetta come realtà ogni forma di magia, di mitologia, di divinazione. Ma, a differenza che nel passato, oggi la magia, i culti esoterici e il satanismo non hanno più il loro luogo deputato nelle campagne, bensì nelle città industriali, dove certi valori sono venuti meno e si sono affermate prospettive esistenziali basate solo sul profitto immediato.

Rimane un’insopprimibile aspirazione al meraviglioso, ma immersa nella perdita di valori, nella crisi sociale, nello smarrimento collettivo.

La magia, per definizione, è oggetto di credenza: la fede in essa precede necessariamente l’esperienza, pertanto «la credenza nella magia è quasi obbligatoria, a priori, e perfettamente analoga a quella della religione» (M. Mauss, 1965, p. 93).

Il tema è complesso e articolato e offre molti spunti. Oggi nelle varie esperienze magiche sono riflesse istanze spesso diverse, ma tutte finalizzate a ottenere risultati immediati e concreti. Si tratta di esperienze apparentemente in totale contraddizione con le regole della nostra società contemporanea. Ma di fatto le cose non stanno così.

La magia ha tanti aspetti, tante facce, tanti ruoli. C’è una grande differenza tra la magia della fattucchiera contadina e quella del mago che opera davanti alle telecamere, tra lo sciamano e il mago che dice di essere adepto di Satana.

Come aveva lucidamente osservato De Martino, «il momento magico diventa percepibile di volta in volta nel suo esatto significato storico solo quando venga giudicato nella dinamica di un particolare contesto culturale, nel plesso vivente di una civiltà, nella concretezza di una definita epoca morale e mentale» (E. De Martino, 1962, p. 284).

Sulla scorta di questa importante osservazione - che di fatto è il leitmotiv di qualunque ricerca nell’ambito delle scienze sociali -e con la consapevolezza che scrivere la storia della magia richiederebbe la cooperazione di una galassia di studiosi specializzati, in questo libro non si proporrà un’ennesima storia della magia. Anzi, si potrebbe addirittura affermare che la magia non ha storia, nel senso che riceve il proprio senso storico dal processo culturale in cui è inserita. Inoltre è per definizione materia statica, ripetitiva, che non ricerca un’evoluzione nell’esperienza, ma afferma il proprio modus operandi secondo procedure fisse e stereotipate.

Attraverso una serie di capitoli monografici, si cercherà di offrire al lettore alcune occasioni di riflessione e di approfondimento sul ruolo della magia all’interno della nostra cultura. Confidiamo che, con i riferimenti e la bibliografia, i nostri debiti con alcuni fondamentali studiosi risultino con sufficiente chiarezza.

Tra contrasti e risonanze, ogni civiltà ha nella magia un referente dialetticamente impegnato a fornire, comunque, delle risposte. Ma, soprattutto, ogni società trova nella pratica magica un’opportunità per scorgere una strada «altra», attraverso la quale abbattere i limiti dell’umana fragilità."

Massimo Centini

AUTORE

Massimo Centini, laureato in antropologia culturale, si occupa di temi legati alla religione e collabora con università e musei italiani e stranieri. Docente di Antropologia culturale presso la Fondazione Università Popolare di Torino e presso il MUA (Movimento Universitario Altoatesino) di Bolzano. Con Xenia ha pubblicato numerosi libri, tra i più recenti ricordiamo: Le tradizioni nordiche, Il grande libro delle religioni del mondo, Il cammino di Santiago, I Druidi, Il protestantesimo, La via Francigena, I luoghi dei Templari, Quasi umani e II volto dell’anima.

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