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La Mente Non Limitante

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La Mente Non Limitante

La natura radicalmente esperienziale della psicologia buddhista

Andrew Olendzki

Il mondo è alle soglie di una nuova era e non sappiamo se quelli che ci attendono saranno tempi peggiori o migliori. Che la nostra sia un’epoca di speranza o disperazione, comprendere noi stessi... continua

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Descrizione

Il mondo è alle soglie di una nuova era e non sappiamo se quelli che ci attendono saranno tempi peggiori o migliori. Che la nostra sia un’epoca di speranza o disperazione, comprendere noi stessi e i nostri comportamenti meglio di quanto facciamo attualmente offre indubbi vantaggi. Addirittura potrebbe darsi che la consapevolezza psicologica sia un fattore chiave nel determinare quale dei due scenari ci troveremo a vivere.

La psicologia, disciplina che ha poco più di cent’anni di vita, è uno dei contributi caratterizzanti del ventesimo secolo. I pionieri della psicologia scoprirono la mente inconscia e preconscia e svilupparono nuovi strumenti per esplorare e interpretare il suo misterioso territorio.

Dopo gli sviluppi più vari e rigogliosi di forme di ricerca psicologica nate da questo ceppo, e dirette spesso verso l’utilizzazione di metodi più affini alla ricerca scientifica ‘oggettiva’, oggi si assiste a un ritorno della psicologia alle sue radici introspettive dietro la spinta crescente di una fonte inattesa: le pratiche contemplative della meditazione.

L’esperienza accumulata durante secoli di pratica meditativa dall’Oriente comincia ad avere un impatto significativo sul modo di comprendere ed esplorare la mente nell’Occidente contemporaneo. Gli psicoterapeuti, naturalmente, hanno sempre saputo che la componente soggettiva del fenomeno che chiamiamo coscienza, ossia quello che si prova a essere coscienti, è parte importante di qualunque modello della mente, e per accedere al mondo interno dei loro clienti si affidano regolarmente alle descrizioni che essi forniscono dei propri stati mentali. Ma il loro modo di procedere sta cambiando per effetto delle arti meditative. Stiamo imparando quanto la meditazione possa aumentare la capacità di empatia del terapeuta.

Le tre intuizioni cruciali della tradizione buddhista riguardano la realtà di impermanenza, sofferenza e non sé. A queste tre andrebbero aggiunte due idee collegate: l’origine interdipendente di tutti i fenomeni e la concezione del risveglio come trasformazione psicologica radicale. Questo libro ripercorre uno alla volta questi insegnamenti fondamentali, mettendo in rilievo il contributo specifico che danno, o che sembrano destinati a dare, alla psicologia contemporanea.

Autore

Andrew Olendzki ha studiato buddhismo presso le università di Lancaster, di Harvard e di Sri Lanka. Profondo conoscitore della lingua pàli, ha diretto l’Insight Meditation Society e attualmente ricopre il ruolo di direttore esecutivo del Barre Center for Buddhist Studies, dove tiene da trent’anni corsi sul buddhismo classico del Canone pàli e su buddhismo e psicologia.


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