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La Misura della Felicità

Come una bambina insegnò a un libraio ad amare i libri

 

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Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi».

Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata.

Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore...

AUTORE

Laureata in Lettere a Harvard, da diversi anni Gabrielle Zevin ha intrapreso con successo la carriera di scrittrice e autrice cinematografica. Nel 2007, per la sceneggiatura di "Conversations with Other Women", il film con Aaron Eckhart e Helena Bonham Carter, è stata nominata agli Independent Spirit Awards, i prestigiosi premi per il cinema indipendente americano. "La misura della felicità" è entrato nella classifica del New York Times grazie al passaparola dei lettori.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 31 ottobre 2014

Gabrielle Zevin mette insieme un po’ di faccende: una storia d’amore che forse decolla forse no; un uomo che sceglie di tornare a vivere (o forse no); un matrimonio in crisi e per fortuna, ma soprattutto unisce amori di bimbi e adulti fino a creare una nuova e improvvisata famiglia. Le numerose citazioni che rimandano a libri famosi in tutto l’Occidente, poco originali come idea di fondo, riescono tuttavia a non annoiare. “Tutto quello che ti serve sapere di una persona lo capisci dalla sua risposta alla domanda: “Qual è il tuo libro preferito?””. In effetti si tratta di un libro che contiene un altro libro al suo interno, e le cui pagine scritte dal protagonista rimandano a citazioni di libri famosi; chi troverà queste pagine memorabili, saranno facilmente lettori con una buona conoscenza di letteratura straniera. Le persone che per prime hanno letto “La misura della felicità” e che proprio attraverso il passaparola hanno fatto compiere il primo viaggio alle loro impressioni, non sono gli unici artefici del successo. L’autrice Gabrielle Zevin, per il fatto stesso di essere laureata in Lettere a Harvard, e per aver intrapreso la strada professionale della sceneggiatrice, è stata senza dubbio sostenuta in questo tam tam. Per contro, come ogni volta in cui le attese sono così calcate dai media, il rischio di annaspare fino alle ultime pagine in cerca del colpo di scena, di stordirsi per lo stupore e di aspettarsi che il cuore presto parta con i battiti accelerati, potrebbe essere disatteso. Oppure no, molto dipende dall’unità di misura con cui siamo in grado di dare un valore alla nostra, di felicità.

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Scritto da: - 28 agosto 2014

Storiella carina, ma come ce ne sono a bizzeffe; potrebbe avere uno spessore e invece si limita a banalizzare un bel soggetto, rendendolo un romanzetto sdolcinato.

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Scritto da: - 19 agosto 2014

Storia coinvolgente ricco di colpi di scena. Un libraio, A.J. Fikry, dopo aver perso la moglie è stanco di vivere. E' completamente perso fin quando una bambina gli viene la lasciata e questo fatto stravolgerà la sua vita. Consigliato.

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