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La Pedagogia della Lumaca

Per una scuola lenta e nonviolenta

 

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Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e nonviolenta.

La scuola odierna, riflettendo le tendenze di buona parte della società umana, è centrata sul mito della velocità, dell'accelerazione e della competizione, come criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita. Dal contatto quotidiano e continuato con la realtà scolastica nasce la riflessione de La pedagogia della lumaca.

Siamo nell'epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro "modo di vivere". Non abbiamo cioè più il tempo di "attendere", non sappiamo partecipare ad un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo tutto e subito. in tempo reale.

Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti stia nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (tutto e subito), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del "voglio tutto e subito". È necessario intraprendere un nuovo itinerario educativo.

«È un invito alla lentezza. Andiamo troppo in fretta. Bisogna avere la possibilità di fermarsi, guardare le cose belle, meditare, pensare a noi, guardare i tramonti. Ma chiedete a qualcuno che cammina per strada: "Quando ti sei fermato per un tramonto l'ultima volta?". È una domanda molto importante!».

Queste parole che vergò Tonino Guerra nel terminare la lettura di questo libro danno al libro-culto di Zavalloni il suo vero orizzonte. La sue riflessioni, concrete e ricche di buon senso, nascono dall'esperienza scolastica e sono rivolte ai docenti. In realtà travalicano le aule e i plessi per imporsi come un insegnamento di vita adatto agli uomini e alle donne del nostro tempo. Per porgere, come suggerisce Fiorella Farinelli nella prefazione, «un punto di vista e un'aspirazione essenziali per lavorare a quel cambiamento antropologico di cui l'umanità ha un evidente e urgente bisogno».

In appendice, il testo del suo Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe. Disegni in bianco e nero dell'autore.

AUTORE

Gianfranco Zavalloni, insegnante di scuola materna, poi direttore didattico, è tra i promotori della Rete Italiana di Scuole di Ecologia all'Aperto (Risea). Fra le sue passioni i burattini e l'impegno nel Gruppo Ricerca Tecnologie Appropriate (Grta).

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 16 marzo 2013

L'autore è stato dirigente scolastico e ha insegnato per 16 anni nella scuola materna. Con questo libro e con il sito Scuolacreativa ci chiede di riflettere sul senso dei tempi educativi e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e non violenta; ci consiglia a disabituarci al tutto e subito e imparare ad attendere, a camminare anzichè ad arrivare, a perdere tempo per ascoltare, per parlare, per darsi tempo. Due capitoli sono particolarmente interessanti: "Il voto e l'ansia da prestazione" e "I compiti a casa e per le vacanze".

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