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Le Malattie Tumorali

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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 164
  • Formato: 17x24
  • Anno: 2015

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Una raccolta di saggi che propone un percorso conoscitivo sulla medicina tumorale.

Gli Autori di questo libro scritto a più mani analizzano se in ambito oncologico sia possibile un approccio integrato tra medicina convenzionale e non. Nel nostro Paese lo scenario medico-sanitario sta mutando e le medicine non convenzionali (MnC) sono ormai divenute parte integrante delle prestazioni che molte Aziende Sanitarie Locali offrono.

Sempre più ci si rende conto che si possono curare anche patologie gravi con una saggia integrazione tra farmaci convenzionali e preparati omeopatici, oppure rivolgendosi all’antroposofia, all’agopuntura o all’osteopatia.

Gli specialisti che hanno contribuito con le loro relazioni a questo testo dimostrano – oltre le valide teorie sull’epigenetica dei tumori, sulla parte genetica e preventiva – che l’integrazione medica è possibile. Altri Autori, invece pongono l’accento sulla stretta connessione mente-cancro, sulla nuova terapia antitumorale con il Viscum, sull’agopuntura e le altre terapie da essa derivate (auricoloterapia, neuralterapia).

Non va tralasciato l’aspetto terapeutico nei confronti dei pazienti anziani che vivono la malattia tumorale in un’ottica diversa e interiormente più traumatica.

A quest’ultima tematica si affianca inevitabilmente il tema della medicina palliativa, con tutta la sua articolazione deontologica, clinica, nonché dell’approccio curativo estetico.

INDICE

Prefazione
Giovanni Francesco Di Paolo

Il malato oncologico e il tempo rubato
Silvana Becker

Capitolo I
Epidemiologia, epigenetica, prevenzione nutrizionale e alimentare

  • Per un nuovo modello di cancerogenesi ambientale
    Ernesto Burgio
  • Fumo e tumori del polmone
    Pietro Alimonti
  • Un esempio di rete sanitaria al servizio del cittadino: il network oncologico del Canton Ticino
    Pio Fontana
  • L’utilizzo dell’ascorbato di potassio in terapia integrativa
    Gianni Renda
  • L’alimentazione nella prevenzione dei tumori
    Anna Villarini

Capitolo II
L’integrazione in medicina è possibile

  • La Medicina Integrata nell’approccio al malato oncologico
    Roberto Pulcri
  • Medicine complementari e alimentazione in oncologia: dati preliminari
    Elio Rossi
  • L’ipertermia in oncologia: un utile approccio integrativo
    Carlo Pastore

Capitolo III
L’approccio psicologico al paziente oncologico. La PNEI

  • L’esperienza del mandala con il malato oncologico
    Daniela Respini
  • Il vissuto della paura nel malato oncologico
    Marco Lombardozzi
  • Curare il cancro, guarire di cancro
    Tullio Giraldi
  • Mente e cancro. L’approccio della psiconeuroendocrinoimmunologia
    Francesco Bottaccioli

Capitolo IV
Il viscum album

  • Il viscum album come terapia di supporto in oncologia integrata per migliorare la qualità della vita del paziente oncologico
    Silvana Becker
  • Le potenzialità del vischio
    Richard Wagner
  • Il vischio come terapia di supporto nella cura del paziente oncologico
    J J. Kuhn
  • Indicazioni generali sull’uso del vischio: linee guida aggiornate, modalità di somministrazione e prescrizione
    Walter Le guani
  • Metalli e tumori
    Thierry Laas

Capitolo V
L’agopuntura, l’auricoloterapia e la neuralterapia in oncologia

  • L’auricoloterapia applicata a sostegno della terapia oncologica   
    Mohammed Natour
  • Qi Gong e agopuntura per il paziente oncologico   
    Flavio Fenoglio

Capitolo VI
Anziani e cancro: l’aspetto geriatrico

  • Anziani e cancro
    Vincenzo Bianco

Capitolo VII
La medicina palliativa

  • La medicina estetica palliativa in oncologia
    Fulvio Tomaselli e Gloriano Assalti
  • Kinesio taping nel trattamento del linfedema post mastectomia
    Michela Colombo

Appendice

  • L’azienda farmaceutica statale cubana Labiofam e il veleno di scorpione
    Osvaldo Sponzilli

APPROFONDIMENTI

Prefazione

"Gli autori di questo originale e inedito testo pongono e determinano un quesito fon­damentale: è possibile un approccio integrato tra medicina convenzionale e non al ma­lato oncologico?

I vari interventi che sono stati esposti definiscono un quadro chiaro e preciso della si­tuazione nazionale ed europea.

Un’indagine condotta da Doxa Pharma nel 2012 su un campione rappresentativo della popolazione, concentrata sulla percezione dell’omeopatia, ha rilevato come l’82% ne conosca i medicinali e a utilizzarli è oltre il 16%: nell’ultimo anno dell’indagine il campione ha utilizzato almeno una volta un prodotto omeopatico e il 2,5% ne fa uso re­golare almeno una volta alla settimana.

Questi dati confermano quanto sta avvenendo nel nostro Paese negli ultimi decenni: lo scenario in ambito medico-sanitario sta mutando e le medicine non convenzionali sono diventate ormai parte integrante delle prestazioni che molte Aziende Sanitarie Lo­cali forniscono sempre di più; gli Ordini professionali stanno predisponendo una serie di criteri di valutazione per i medici esperti in medicine naturali; le varie Università hanno iniziato a rivolgere la loro attenzione a questo fenomeno, per comprenderlo, analizzarlo e guidarlo in maniera seria e totale.

L’integrazione del medico di base e dello specialista nella sua esperienza professio­nale quotidiana con le MnC è sempre più costante; i dati pubblicati negli Atti dei con­gressi omeopatici nazionali e intemazionali e su quotidiani specializzati, la testimonianza dei pazienti stessi, comprovano che si possono affrontare, integrare e curare con una saggia e sapiente combinazione di cura omeopatica e razionale terapia con farmaci convenzionali anche patologie gravi. In quest’ultimo caso i vantaggi per il paziente sono molteplici: minor uso di farmaci e a dosaggi meno pesanti, riduzione d’effetti collaterali, miglioramento della qualità della vita. Tutto ciò si traduce anche in minori costi sanitari, in risparmio per le casse dello Stato e, in definitiva, per ciascun contri­buente.

Il paziente oncologico che si rivolge alle medicine non convenzionali lo fa partico­larmente per gestire soprattutto tutto quel corteo sintomatologico di sintomi “minori”, per avere un ottimo supporto terapeutico complementare o per alleggerire i disturbi che i vari protocolli terapeutici determinano: le terapie più usate in Italia e all’estero vanno dal­l’omeopatia all’antroposofia, dall’agopuntura all’osteopatia.

Il sostegno che essi danno al paziente oncologico sono numerosi e validi, sia alla chi­rurgia, alla chemioterapia, alla radioterapia e all’ormonoterapia.
L’eventuale problema che potrebbe sorgere in questi casi è la particolare fragilità psi­cologica e fisica del malato che predispone a una maggiore emotività nel complesso rap­porto medico-paziente, tale da inficiare qualità, efficacia e prognosi della patologia. I casi di mancata responsabilità medica nella scelta di terapie non convenzionali sono nu­merosi e talvolta di grave entità.

La questione che si apre di fronte al medico, sia di medicina generale che specialista oncologo, è pertanto di particolare importanza: egli deve rispondere all’eventuale ap­proccio clinico o palliativo, sia nell’aspetto deontologico sia nell’aspetto della prospet­tiva di una medicina basata sull’evidenza che pone rigidi schemi terapeutici e che difficilmente può mettere d’accordo terapia convenzionale e non.

Per il paziente nella sua angosciante richiesta e domanda di aiuto e di sostegno, in­vece, questa distanza non esiste; cerca soltanto una “cura” per il suo male, mettendo il medico davanti alle vere scelte di “Scienza e Coscienza”.

Gli autori che in questo libro espongono le loro tesi ci dimostrano, oltre le valide teo­rie sull’epigenetica dei tumori, sulla parte genetica e preventiva, che i modelli di network di integrazione medica possono esistere come avviene in molte realtà ospedaliere e am­bulatoriali disseminate lungo la nostra penisola.
Altri autori, invece, pongono l’accento sulla stretta connessione mente-cancro e il re­lativo rapporto con la PNEI.

Importante è vedere come la terapia con il Viscum, in Germania il farmaco non con­venzionale più usato, dia certezze nei vari studi scientifici, e le terapie omeopatiche si stiano affiancando a quelle tradizionali nel coadiuvamento di tutti i disturbi del paziente oncologico in cura chemioterapica o radioterapica.
Altrettanto fondamentali sono l’agopuntura e le altre terapie da esse derivanti (auricoloterapia, neuralterapia).

Non va tralasciato l’aspetto terapeutico nei confronti dei pazienti anziani che vivono la malattia tumorale in un’ottica diversa e interiormente più traumatica.
A quest’ultima tematica si affianca inevitabilmente il tema della medicina palliativa, con tutta la sua articolazione deontologica, clinica, nonché dell’approccio curativo este­tico.

Il paziente si rivolge al medico chiedendo una cura per il suo male: dobbiamo, per­tanto, come medici e terapeuti, porre tutto il nostro ascolto, affinché la malattia possa tra­sformarsi in un processo di co-responsabilità che si rivela costruttivo per entrambi.

Vogliamo rivolgerci a ciascun lettore proponendogli un percorso conoscitivo sulla malattia tumorale attraverso il quale possa anch’egli riconoscersi parte integrante di que­sto cammino vissuto anche dal paziente oncologico, suo malgrado, e che gli possa per­mettere di vivere pienamente il processo conoscitivo e individuale di ogni essere umano."

Giovanni Francesco Di Paolo

AUTORI

Osvaldo Sponzilli è medico chirurgo e psicoterapeuta emozionale, dirige l'ambulatorio di Omeopatia, Agopuntura e Riflessoterapie dell'Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma ed è docente di Agopuntura e Cromoterapia presso l'Università Tor Vergata di Roma.

Gianfranco Di Paolo, medico chirurgo omeopata di indirizzo antroposofico, svolge da vent’anni attività professionale prevalentemente in Francia. Ha insegnato in diverse scuole italiane ed europee la medicina omeopatica, antroposofica e ayurvedica. Fondatore dell’AIRM (Associazione Italiana Ricerche in Microkinesiterapia), è attualmente membro attivo del “Research Institute in Clinical Homeopathy, Acupuncture, Psychotherapy and Anti-Aging Medicine” e organizza congressi di prestigio internazionale sulla medicina integrata. È co-responsabile, per le medicine non convenzionali, del ReGenera Group.

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