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Lettere a un Giovane Amico

"Felice è l'uomo che è niente"

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 85
  • Formato: 11x17
  • Anno: 2017

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In un linguaggio poetico, ricco di immagini e di metafore, Krishnamurti conduce un suo giovane amico, ferito nell’anima e nel corpo, verso un cammino di guarigione.

Partendo dalle concezioni non dualistiche radicate nel pensiero indiano, Krishnamurti ha sviluppato una filosofia originale che è al tempo stesso un percorso di crescita e di liberazione spirituale.

Al centro di essa si trova l’idea che l’uomo non possa davvero esperire la realtà (e quindi vivere fino in fondo la propria esistenza) senza prima essersi liberato da quella sovrastruttura di tradizioni, religioni, ideologie, simboli che gli arrivano dal proprio passato e da quello della civiltà cui appartiene.

In questo piccolo libro ritornano molti dei temi affrontati nelle sue opere maggiori (costantemente ripubblicate in tutto il mondo da decenni): la purezza dello sguardo, simile a quello di un bambino che sperimenta il mondo senza condizionamenti; la libertà come radicale abbandono degli schemi mentali; la necessità di superare la dualità soggetto-oggetto e ogni forma di artificiosa contrapposizione.

AUTORE

Jiddu Krishnamurti nacque nel 1895 in India vicino a Madras. E' morto nel 1986. E' stato uno degli uomini più profondi e illuminati, che ha ispirato migliaia di persone in ogni parte del mondo. Purtuttavia è sempre vissuto rifiutando l'etichetta di guru, per incoraggiare la ricerca della libertà e della comprensione interiore. Si incontrava con la gente non per insegnare, ma per capire, per esplorare insieme il significato dell'esistenza dell'uomo e del mondo. Ciò su cui più insisteva era che la verità è una "terra senza sentieri" e non la si può raggiungere attraverso un sistema istituzionalizzato, sia questo una religione, una filosofia o un partito politico. Krisnamurti è una delle figure più carismatiche dell’umanità dell’ultimo secolo. Nel 1909, ancora bambino, incontrò Charles Webster Leadbeater, figura di spicco della Società Teosofica in India, e fu allevato dall’allora presidentessa Annie Besant. Ma Krishnaurti si distaccò ben presto dalla Società Teosofica che dall’ordine della Stella che lo riconoscevano come propria guida. Viaggiò per il mondo per tutta la vita fino all'età di novant'anni, parlando a grandi folle di persone e dialogando con gli studenti delle numerose scuole nate come conseguenza dei suoi insegnamenti. Quello che stava a cuore a Krishnamurti era la liberazione dell'uomo dalle paure, dai condizionamenti, dalla sottomissione all'autorità, dall'accettazione passiva di qualsiasi dogma. A questo scopo insisteva sul rifiuto di ogni autorità spirituale o psicologica, compresa la propria, ed era interessato a capire come la struttura della società condizioni l'individuo.

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