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Il Libro dei Santuari

 

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  • Prezzo € 19,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 126
  • Formato: 13x22
  • Anno: 2015

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La storia del Sefer hèkalòt è probabilmente fra le più travagliate e affascinanti nell’intero corpus della letteratura mistica giudaica.

Il testo attualmente disponibile sembra essersi formato in almeno tre tempi successivi intorno a un antico nucleo preesistente, il cui contenuto, di tenore fortemente apocalittico, è per molti versi affine a certe sezioni dello pseudepigrafo Libro di Henoch, cui l’intero nostro testo è stato a lungo direttamente ma impropriamente accostato.

Redatto forse in area babilonese intorno al V-VI secolo d.C., il Sefer hèkalòt afferisce a quel ramo della speculazione cabalistica noto come ma'aseh merkavah o «Opera del Carro», il cui obiettivo è l’esperienza diretta della presenza di Dio. Tale esperienza, come insegnano le tradizioni, è conseguibile tramite pratiche ascetiche e un viaggio estatico attraverso le realtà ultra-terrene dei Cieli, dei campi angelici e dei Sette Santuari, di cui è possibile varcare le soglie eludendo la sorveglianza dei guardiani ad esse preposte grazie a inni, parole e simboli magici.

Nel Sefer hèkalòt il viaggio verso la visione della merkavah è attribuito a Rabbi Ismael ben Elisa’, un autorevole tanna realmente vissuto nella Palestina del I-II secolo d.C.; gli fa da guida il Metatrón, importante e complessa figura della speculazione cabalistica, misterioso «Angelo della Presenza» dimorante presso il trono divino.

Oltre agli aspetti «religiosi » del Metatrón, il Sefer hèkalòt sottolinea in maniera del tutto particolare il suo aspetto umano, non dimenticando mai che sotto le spoglie dell’« Angelo della Presenza» si cela il patriarca Henoch, assunto in Cielo da Dio, che ne fa il suo scriba attribuendogli il nome-epiteto di Metatrón. La duplice figura di Henoch-Metatrón rivela così una profonda e irrisolvibile tragicità: Henoch risulta condannato a un destino di grandezza e a un eterno conflitto con il suo doppio.

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