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Le Linee Rosse

Uomini, confini, imperi: le carte geografiche che raccontano il mondo in cui viviamo

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 455
  • Anno: 2017

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Viaggiamo di più. Capiamo di meno. Mentre lo attraversiamo in velocità, il mondo ci disorienta. I leader brancolano nel buio. Fissano delle "linee rosse" che non capiscono.

Forse perché non leggono.

Quel che il mondo vuole dirci è spiegato nelle carte geografiche, e nella loro storia.

Ma quelle studiate a scuola non bastano.

Bisogna penetrare il loro significato nascosto, incrociare il paesaggio terrestre con le storie delle civiltà, dei popoli e degli imperi.

Ogni crisi – dai profughi alla Corea del Nord, dal terrorismo al cambiamento climatico, dagli autoritarismi ai nuovi protezionismi, dalle "missioni impossibili" di papa Francesco all'inquietante utopia dei social media – ci sfida a capire.

Una traversata coast-to-coast rivela che la supremazia degli Stati Uniti affonda le radici nella peculiarità del suo territorio.

Le due Americhe sono separate da linee di frattura geografiche e razziali, religiose e sociali. Le stesse che spaccano l'Europa tra globalisti e sovranisti.

La geografia storica dei populismi riconduce all'Italia dei tempi di Mussolini.

I confini dell'Europa unita hanno un'impronta germanica fin dal Sacro Romano Impero.

La Cina costruisce una Nuova Via della Seta, sulla quale inseguo le tracce di un esploratore italiano nel deserto di Gobi.

L'espansionismo giapponese aiuta a decifrare la trappola della Corea del Nord.

In Russia esploro la continuità tra gli zar e Putin. In India visito l'epicentro di uno scontro di civiltà.

Un soggiorno nel Medioevo birmano, in Vietnam e in Laos dimostra che sta vincendo il "duro" benessere senza le libertà.

Un missionario tra i musulmani ripropone la domanda di Stalin su "quante divisioni ha il papa".

Il peso della Chiesa aiuta a capire il dibattito italiano sui profughi.

I tracciati delle migrazioni/invasioni ci riportano alla caduta dell'Impero romano.

Il potere delle mappe decide la sorte degli imperi: da Cristoforo Colombo a GoogleMaps.

Il cambiamento climatico ridisegna gli atlanti a una velocità angosciante, la geografia dell'Artico e delle rotte navali cambia sotto i nostri occhi.

E infine l'Italia vista da "tutti gli altri" aiuta a capire chi siamo davvero.

Nella sua ricognizione delle linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali, Federico Rampini mostra e insegna a leggere la nuova cartografia del mondo, per «guardare dietro le apparenze» della realtà di oggi e per rendere i viaggiatori del Terzo millennio più consapevoli di quelle che saranno domani le possibili mete.

AUTORE

Federico Rampini, corrispondente della «Repubblica» da New York, ha esordito come giornalista nel 1979 scrivendo per «Rinascita». Già vicedirettore del «Sole 24 Ore», è stato editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino. Ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e al Master della Bocconi. È autore di numerosi saggi, tra cui San Francisco Milano (2004), Il secolo cinese (2005), L'impero di Cindia (2007), Slow Economy (2009), Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (2012) e Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale. Falso! (2012).

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