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Mente e Natura

 

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Lo sforzo maggiore di Bateson consiste qui nell'isolare alcune caratteristiche irriducibili della mente - e nel mostrare l'intrecciarsi altrettanto irriducibile fra pensiero ed evoluzione. È questa la parte più nuova e più audace del libro, che Bateson illustra con i suoi accenni rapidi, appuntiti, carichi di potenziali sviluppi.
Esempi, analisi, accostamenti imprevisti vengono così a suffragare la convinzione originaria di Bateson: quella che il conoscere, il conoscere di ciascuno di noi, sia «una piccola parte di un più ampio conoscere integrato che tiene unita l'intera biosfera o creazione».

Nei suoi ultimi anni, Gregory Bateson, il maestro della «ecologia della mente», volle provare per una volta a esporre il suo pensiero - e soprattutto il modo di procedere del suo pensiero - in un solo libro: questo Mente e natura, che apparve nel 1979, pochi mesi prima della sua morte.

In fondo, la preoccupazione centrale delle sue multiformi ricerche - che avevano toccato la biologia e l'antropologia, la psichiatria e l'epistemologia, lasciando ovunque tracce incancellabili - era stata sempre una sola: scoprire, descrivere, esplorare la «struttura che connette», quella struttura che è la risposta a una domanda qui presentata sulla soglia del libro: «Quale struttura connette il granchio con l'aragosta, l'orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l'ameba da una parte e con lo schizofrenico dall'altra?». Sono queste le domande prime e ultime - e troppo spesso sono proprio quelle che vengono schivate.

Con il suo sbalorditivo dono pedagogico, Bateson ci mostra come porle subito - e ci mostra anche che esse riappaiono intatte, come una sfida, alla fine di ogni processo conoscitivo. Comunque, se a una risposta dobbiamo avvicinarci, la via regale sarà, per Bateson, quella di porsi un'ulteriore domanda: che cos'è la mente? Così questo libro andrà considerato quale «inizio di uno studio su come pensare all'attività del pensare».

AUTORE

Gregory Bateson (1904 - 1980) - nato in Inghilterra, figlio di un eminente scienziato. Compie studi naturalistici ed antropologici, di logica, cibernetica e psichiatria. Un matrimonio con la grande antropologa Margaret Mead. 

Bateson è stato uno dei più importanti studiosi dell'organizzazione sociale di questo secolo. Opponendosi strenuamente a quegli scienziati che cercavano di "ridurre" ogni cosa alla pura realtà osservabile, si fece carico di reintrodurre il concetto di "Mente" all'interno di equazioni scientifiche scrivendo due famosi libri (Verso un'ecologia della Mente e Mente e Natura).

Dal suo punto di vista la Mente è la parte costituente della "realtà materiale" è di conseguenza non ha senso cercare di scindere la mente dalla realtà. Prima di divenire un esponente della contro cultura degli anni 60, negli anni 20 e 30 si occupò di antropologia, a Bali, Bateson aiutò a fondare la scienza cibernetica facendo un'infinità di altre cose. Molti pensatori lo inquadrano nel movimento anti-psichiatria per aver fornito un modello e una nuova epistemologia per sviluppare una rinnovata comprensione della follia umana, nonché per la scoperta della teoria del doppio legame.

Con i colleghi Warren McCulloch, Gordon Pask, Ross Ashby, Heinz Foerster, Norbert Wiener e altri, Bateson contribuì ad elaborare la scienza cibernetica. Fu l'ispiratore di parecchi modelli e approcci nel campo della psicoterapia, tra i quali quello della MRI interactional school di Weakland, di Jackson, Watzlavick e moltre altre scuole di terapia familiare (tra cui la scuola di Milano di Palazzoli) e influenzò direttamente terapisti come Brad Keeney, Tom Andersen, Lynn Hoffmann e molti altri.

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