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Il Mistero di Eranos tra Passato e Presente

Civiltà e spiritualità tra Oriente e Occidente dal punto di vista della psicologia analitica (e dintorni)

 

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Un volume dedicato a Eranos e al suo importante ruolo nella cultura del Novecento.

Luogo caro a Carl Gustav Jung e alla psicologia analitica, il libro raccoglie alcune tra le migliori firme del settore.

Villa Gabriella presso Ascona, nella Svizzera italiana. Qui, grazie all'entusiasmo per ogni forma di mistica in specie orientale oltre che per la psicologia del profondo, e al mecenatismo della proprietario della villa stessa, Olga Fröbe, Jung e i suoi amici psicologi analitici poterono confrontarsi ogni anno, per un'epoca intera, con i massimi studiosi di religioni orientali o classiche o dello stesso cristianesimo, approfondendo e verificando per tal via le loro teorizzazioni su archetipi e miti dell'inconscio collettivo visti come via al risanamento, e soprattutto alla rinascita, dell'anima.

Nei nostri anni un'operosa e prestigiosa Fondazione Eranos ha promosso continue iniziative culturali nello stesso spirito. Altre sono state da essa patrocinate o fraternamente ospitate. Tra queste, da tre anni, vi sono quelle promosse con entusiasmo e dedizione da Wilma Scategni e dalla Groups Analythical Association for Research on Jungian Analythical Psychology and Psychodrama (GAJAP).

Questo volume propone soprattutto relazioni e testimonianze del convegno del 2009, tutte segnate dallo spirito di Eranos e di Jung, del resto al centro del saggio intro-duttivo della stessa Scategni nonché di contributi di Giovanni Sorge e di Rossana Dedola. Sulla stessa linea si collocano le riflessioni di Ferdinando Testa sul Libro rosso di Jung recentemente svelato.

Coerenti con ciò risultano sia taluni momenti di ricordo di colleghi scomparsi, come quello di Marina Conti, e sia la riflessione sullo svelamento dell'identità in analisi da parte di Paola Terrile. Pienamente in tale spirito sta la riflessione psicologica sul Tao-Te-King compiuta da uno dei massimi studiosi internazionali del tema, Shantena Augusto Sabbadini.

L'antico legame tra psicologia analitica e spirito dell'Oriente emerge pure dalla relazione di Stefano Cavallitto su Guénon. Il tutto si può ben connettere con l'apporto di Mariolina Graziosi su Ombra e società o con quello sull'istanza di individuazione nella storia, specie contemporanea, di Franco Livorsi.

Classicamente junghiano e hilmanniano è poi il saggio di Dennis Patrick Slattery sull'amore "d'anima" per Beatrice in Dante, dalla Vita nova alla Commedia. Ma sono ben coerenti con la ricerca della spontaneità vitale e dell'armonia perduta le considerazioni di Rosa Maria Covoni sulla "Danzaterapia".

Pure innovativi risultano i contributi di Giorgio Girard sul senso psicologico, e per lo psicologo, dello scrivere romanzi, nonché sul ruolo del transfert in analisi, e sull'esperienza di transfert vissuta, per così dire in presa diretta, negli incontri in oggetto di Eranos della GAJAP, di Silvana Ceresa, da connettere pure con le note su prove di sogno a Eranos di Patrizia Gioia.

Con ciò la vitalità dello junghismo "secundum" Eranos risulta confermata "ad abundantiam", con spunti d'interesse analitico e dottrinario indubbi. Questa è almeno la conclusione alla quale giungono con forte convinzione i due pazienti curatori di questa "raccolta", Wilma Scategni e Franco Livorsi. 

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