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Il Mondo della Personalità

Riflessioni per l'uomo occidentale

 

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L’uomo di fronte al mistero del sovrannaturale; conoscenza scientifica e percezione poetica; individuo e società; arte e morale; l’educazione e la scuola; la condizione della donna.

Il mondo della personalità raccoglie sei conferenze tenute da Tagore nel fortunatissimo tour americano del 1916, e si colloca idealmente accanto a un altro libro famoso, La vera essenza della vita (Sadhana), a sua volta nato da una serie di discorsi tenuti per il pubblico occidentale. Insieme ad esso — in un momento in cui si va riscoprendo in tutta la sua attualità l’opera del poeta indiano — questo volume rappresenta la migliore guida per percorrere una straordinaria biografia interiore, un eccezionale itinerario letterario e spirituale.

La varietà dei temi è tale, nel libro, da rappresentare la vastità d’interessi dell’autore, e al tempo stesso una continuità di preoccupazioni, una perfetta coerenza d’insieme. Al di là dei singoli argomenti, infatti, ciò che s’impone è il loro costante riferirsi alla categoria dell’«armonia»: in Tagore vi è, incessante, la ricerca di un equilibrio interiore, di una composizione tra le varie spinte e aspirazioni dell’animo umano, di una sintonia tra uomo e natura.

Ed è questo il filo che corre lungo tutto il libro, questo il contributo di riflessione che il poeta indiano reca all’uomo occidentale.

"Osservando attentamente la finezza dei contenuti di queste conferenze si è colpiti dal loro messaggio profondamente umano, dalla realtà quotidiana che esprimono, dalla intensità stessa di queste riflessioni, maturate nei viali di una scuola del Bengala per poi attraversare oceani e giungere in Occidente e dopo decenni, fino a noi." dall'Introduzione di Brunilde Neroni.

AUTORE

Radindranath Tagore nasce a Jorasanko (Calcutta) il 6 maggio 1861 da una famiglia dell’alta aristocrazia del Bengala. A diciassette anni compie il suo primo viaggio in Europa. Quando torna si fa conoscere come poeta, pubblicando due raccolte di versi. Nel 1883 sposa la giovanissima Mrinalini Debi, con la quale un anno dopo si ritira a Ghazipur dove si dedica a nuovi drammi e saggi letterari. Nel 1890 è di nuovo in Europa: visita l’Italia, la Francia e ancora l’Inghilterra. Al suo ritorno s’impegna nell’attività politica con il movimento nazionale del Bengala, e poi soprattutto in quella educativa, fondando una scuola sperimentale a Santiniketan. Il campo dei suoi interessi è vastissimo: è musicista (scrive lui stesso la musica delle sue poesie), pensatore, drammaturgo, narratore (più avanti negli anni si avvicinerà anche alla pittura). Gli anni tra il 1907 e il 1913 sono decisivi per Tagore. Lavora alle poesie che comporranno la raccolta Gitanjali (1912, Canti d’offerta) e che, tradotte in inglese – Tagore pur scrivendo in bengali traduce quasi tutta la sua produzione – gli varranno il Premio Nobel nel 1913. Nel 1915 incontra per la prima volta Gandhi col quale, nonostante le divergenze politiche, stringe un’amicizia profonda e duratura. Il suo impegno culturale e pedagogico, frattanto, s’intensifica: nel 1921 fonda l’università internazionale di Vishva Bharati e, spinto dall’esigenza di un incontro tra cultura orientale e occidentale, intraprende viaggi in tutto il mondo. Negli ultimi anni della sua vita, colpito da una grave malattia, si ritira a Santiniketan, dove si dedica totalmente all’attività letteraria. La produzione di questo periodo è vastissima, e comprende, oltre a numerose raccolte poetiche, drammi, novelle, riflessioni, aforismi e saggi di critica letteraria. Si spegne nella sua casa natale di Jorasanko il 7 agosto 1941.

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