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Non Vale una Lira

Euro, sprechi, follie: così l'Europa ci affama

 

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  • Prezzo € 17,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 165
  • Formato: 15x22,5
  • Anno: 2014

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Da quando è entrata in vigore, la moneta unica non ha fatto che disastri: ci ha resi tutti più poveri, ha accresciuto le differenze tra i Paesi e ha trascinato nel suo fallimento il sogno europeo dei nostri padri. Dunque bisogna uscire dall'euro, subito.

Oggi l'Europa è soltanto un mostro burocratico e antidemocratico, sempre più lontano dai cittadini e dai loro bisogni, che ci opprime con la sua tirannia fiscale e con una quantità di normative astruse.

È l'Europa dei diktat e delle troike, che impone agli altri severità e concede a sé ogni beneficio, l'Europa che taglia le pensioni ai cittadini e le aumenta ai suoi burocrati, che chiede sacrifici a tutti, ma poi fa vivere i suoi 766 parlamentari nel lusso, spendendo 2 milioni e mezzo di euro in rinfreschi e 4 milioni per rinnovare il centro fitness interno al Parlamento di Bruxelles.

È l'Europa che mantiene 139 sedi sparse in tutto il mondo e 5366 addetti, di cui 33 alle isole Figi, 37 alle Mauritius e 44 ai Caraibi, dove l'attività più impegnativa è una corsa di macchinine elettriche. Costo totale, 524 milioni di euro...

È l'Europa delle leggi assurde, delle 60 pagine di rapporto tecnico sul Wc (due anni di studio, 90.000 euro di spesa) per stabilire la formula dello sciacquone perfetto, l'Europa che si preoccupa del passaporto dei furetti croati, della peluria del cavolfiore (dev'essere «leggerissima»), della lunghezza delle banane e della curvatura dei cetrioli, l'Europa che scrive 22 pagine di regolamento per specificare che «il serbatoio dell'acqua calda è quello che contiene acqua calda».

Un'Europa che a noi italiani costa 174 euro al secondo, cioè 10.464 euro al minuto, cioè 627.853 euro l'ora, cioè 15 milioni al giorno, cioè 5,5 miliardi l'anno. Per darci in cambio che cosa? Nulla.

Da quando c'è la moneta unica abbiamo meno soldi in tasca, meno libertà nella vita, meno speranze nel cuore. Mario Giordano dimostra, numeri alla mano, che la scelta di entrare nell'euro è stata per il nostro paese un vero e proprio autogol, come avverte ogni giorno sulla propria pelle un sempre maggior numero di italiani.

E come sostengono da tempo molti economisti e sei premi Nobel. Anche loro certi che dall'euro si debba uscire, subito.

AUTORE

Mario Giordano (1966) si sente molto piemontese, un po' brianzolo, in parte italiano e per niente europeo. Ha diretto Tgcom24, l'all news di Mediaset, Studio Aperto, «il Giornale», Videonews e attualmente è direttore del Tg4. Ha iniziato la sua attività denunciando ingiustizie e sprechi a cui ha dedicato diversi libri. Ha 4 figli e una moglie molto paziente, senza la quale anche lui non varrebbe una lira.

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