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Da Orfeo a Pitagora

Dalle estasi arcaiche all'armonia cosmica

 

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La religiosità misterica nella Magna Grecia è intimamente connessa alla presenza di un vasto corredo di culti iniziatici. Queste forme di religiosità sono a volte osmotiche ed altre volte contrastanti con la stabile cosmologia olimpica. I famosi e misteriosi “goeti”, ad esempio, (purificatori e guaritori) collegati a culti molto antichi, sembrano evocare fortemente l’idea di uno sciamanesimo primordiale comune a tutta l’area panellenica. Questi esseri, a metà strada fra il mago e il sacerdote, vantavano spesso filiazioni divine, ed esiste tutta una cosmogonia primordiale che ne giustifica le potenzialità misteriche e salvifiche.

Il testo si sofferma sulle “prescrizioni" formali, sui “comportamenti” pitagorici, così come abbondantemente riportati da Giamblico e da Proclo, e sulla loro formulazione attraverso i “symbola ” che ne occultano il senso, spesso dietro una apparente semplicità etica.

Viene quindi specificamente riesaminato il simbolismo di Mnemosine, in una chiave eminentemente pitagorica, ricordando la funzione che Diogene Laerzio (che rinvia a sua volta ad un testo perduto di Poly store) fa assumere alla dottrina del sangue, come veicolo animico, e a quella del “soffio ” o respiro, come elemento vivificatore e animatore del sangue stesso. Ciò richiama tutta una serie di termini, spesso affrettatamente tradotti in passato, che ipotizzano un ’articolata metodologia realizzativa, basata anche sulle tecniche del respiro e sul “refrigerio dell’anima” soccorsa da tale respiro “fresco ” a causa di Mnemosine.

AUTORE

Nuccio D’Anna si è occupato di simbolismo, dottrine spirituali e storia delle religioni. E’ membro della Società italiana degli Storici delle Religioni. I suoi scritti hanno toccato in modo particolare il mondo classico sul quale, fra i molti altri, ha scritto: Il Neoplatonismo (1989); Il dio Giano (1992), La Disciplina del Silenzio. Mito, Mistero ed estasi nell’antica Grecia (1995); Il divino nell’Eliade (2004); Il Gioco Cosmico. Tempo ed eternità nell’antica Grecia (2006); Mistero e profezia. La IV egloga di Virgilio e il rinnovamento del mondo (2007); Publio Nigidio Figulo. Un pitagorico a Roma (2008). Ha anche esaminato alcune correnti mistico-estatiche del Medio Evo in La Sapienza nascosta (2001); Il Segreto dei Trovatori (2005); Il Santo Graal. Mito e realtà (2009); Il Cristianesimo celtico (2010). Da anni studia le dottrine orientali occupandosi in modo specifico della spiritualità indù e dei suoi rapporti con la cultura europea, in particolare quelli esistenti fra il Neoplatonismo e alcune forme del Vedànta indiano. Collabora con prestigiose riviste di studi storicoreligiosi italiane e intemazionali.

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