Descrizione
Quando si hanno ad attenderci fuori casa un orto o un giardino, non si vorrebbe far altro. È la pace. Un senso di pienezza. È quella beatitudine che fa assaporare il vento, le nuvole nel cielo, il pendio di una collina, uno scroscio di pioggia.
Nel libro "L'Orto di un Perdigiorno" Pia Pera ci trasmette il senso di questa felicità descrivendo il suo apprendistato nei campi, la sua nuova vita in un podere della campagna toscana dove ha cercato di riannodare il legame spezzato con la terra.
Cedendo a un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, l’autrice di questo libro si trasferisce in un podere. Dove si scopre analfabeta. Nel senso: non sa coltivare assolutamente niente. Ma non si scoraggia, anzi: intuisce che inizia lì l’avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio, alla terra.
Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, impara a conoscere il mondo naturale, trova maestri che le trasmettono la loro esperienza. Soprattutto scopre una felicità che non aveva mai assaporato, prova il desiderio di raccontarla. Chissà se, avvertiti di questa felicità, ci accorgeremo di avere bisogno di infinitamente meno per sentirci appagati.
Che invertire il senso di marcia, smettere di distruggere il nostro pianeta, sarebbe, dopotutto, possibile. Che produrre il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po’ meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere.
Cronaca di un apprendistato orticolo, il libro si conclude con la dispensa piena ma soprattutto con un invito alla riconciliazione con la natura.
«Il suo orto è uno specchio, un pozzo dei desideri, il punto archimedico che rende possibile sollevare il peso del mondo».
Emanuele Trevi
«Sono seduta sull’amaca sospesa al trave della tettoia. Mi godo la pioggia obliqua di novembre. Sbuccio una melagrana. I chicchi si staccano rosso rubino e aciduli dagli alveoli biancastri. Il nespolo di Germania è picchiettato di frutti bronzei. Giacca e cappello d’incerata, stivali di gomma, davanti a me foglie fattesi luce. È la felicità».
Dettagli Libro
| Editore | Ponte alle Grazie |
| Anno Pubblicazione | 2026 |
| Formato | Libro - Pagine: 248 - 16,5x23cm |
| EAN13 | 9791255822318 |
| Lo trovi in: | Orto, frutteto e giardinaggio |
Autore
Pia Pera ha scritto di natura, paesaggio e giardino in nelle sue numerose pubblicazioni. Nel marzo 2006 ha ideato il portale ortidipace.org. Tiene la rubrica Apprendista di felicità su Gardenia e scrive sul Domenicale del Sole 24 Ore.
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Katia
Voto:
Libro gradevolissimo. L'autrice ci parla in maniera semplice ed informale, rendendoci partecipi dei suoi sforzi e delle sue gioie nel riavvicinarsi alla coltivazione dei campi. Il senso del tempo viene scandito, mese per mese, da semine, raccolti, semplice far niente e di nuovo il ciclo si ripete, nel rispetto dei ritmi della terra. Il tutto reso più leggero da divagazioni letterarie e di altro genere. Consigliato.