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Papalagi

Discorsi del capo Tuiavii delle Isole Samoa

 

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Tuiavii compì un viaggio in Europa agli inizi del 1900, venendo a contatto con gli usi e costumi del "Papalagi", l'uomo bianco. Ne trasse delle impressioni che gli servirono per mettere in guardia il suo popolo... Un trattato etnologico esilarante e atroce sulle perversione della tribù dei bianchi.

Per papalagi si intende l'uomo bianco, nella lingua samoana.

Tuiavii non ebbe mai intenzione di presentare in Europa questi discorsi e tanto meno di farli stampare; essi erano concepiti esclusivamente per le sue genti polinesiane. Tuttavia è importante sapere con quali occhi un uomo ancora così strettamente legato alla natura vede noi e la nostra civiltà. Attraverso i suoi occhi impariamo a vedere noi stessi da un angolo di visuale che non potrebbe mai essere nostro.

Questi discorsi rappresentano un richiamo a tutti i popoli primitivi dei mari del sud a tenersi lontani dai popoli cosiddetti illuminati del continente europeo. Tuiavii era convinto che i suoi antenati avevano commesso un gravissimo errore lasciandosi sedurre dalle luci dell'Europa.

Egli possedeva in straordinaria misura il dono di saper vedere in maniera obiettiva, libera da ogni preconcetto. Nulla lo poteva accecare, e non v'erano parole che potessero distoglierlo da una verità. Egli vedeva per così dire la cosa in sé.

Tuiavii, l'isolano primitivo, considerava tutte le conquiste della civiltà europea come un errore, un vicolo cieco. Non riesce a vedere in che cosa consista il grande valore della civiltà europea, dal momento che essa distoglie l'uomo da se stesso, lo priva di autenticità, di naturalezza, lo rende peggiore. «Voi credete di portarci la luce, in realtà vorreste trascinarci nella vostra oscurità»

In una sorta di infantile sincerità e in una totale irriverenza sta, a mio avviso, il valore dei discorsi di Tuiavii per noi europei e anche la ragione di una loro pubblicazione.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 15 settembre 2017 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un libro illuminante che fa capire quello che di essenziale e semplice nella vita serve e di quanto superfluo abbiamo al giorno d'oggi

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Scritto da: - 13 agosto 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Libro fantastico, l'ho adorato. Ciò che è scontato e normale per l'uomo "civilizzato" appartenente al mondo occidentale è totalmente assurdo e privo di ogni senso agli occhi di chi vive con il cuore, a stretto contatto con la natura in un atteggiamento di umanità verso gli altri esseri viventi. L'autore mette in luce questo controsenso assurdo nella società occidentale, in cui più si ha un avanzamento nel campo economico, tecnologico o scientifico e più l'uomo si impoverisce nel suo cuore, e agisce solo se motivato da interessi economici e di profitti di ogni sorta. Assolutamente da leggere!

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Scritto da: - 6 maggio 2008

E' uno scritto davvero da non perdere per la sua particolarità! Ti porta a vedere le cose quotidiane come se fossero cose strane e nuove! fa sorridere e riflettere!

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