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Paradiso

 
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A Ruby - paese dell'Oklahoma abitato da soli neri - un fatto di violenza su cinque donne sole mette sotto gli occhi di tutti che, nonostante le intenzioni dei fondatori, i soprusi e l'odio per la diversità non sono "esclusivi" della società bianca.

In Oklahoma, in un convento dove si sono rifugiate, vengono brutalmente aggredite cinque donne. Ognuna di loro ha una storia di dolore ed emarginazione: Mavis ha abbandonato i figli in macchina e al ritorno li ha trovati morti, Gigi è un'ex attivista dei diritti civili ora isolata da tutti, Seneca ha un passato di abusi di ogni tipo, Pallas si riavvicina alla madre ma ne ricava una nuova umiliante separazione. L'anziana Connie veglia sulle ferite di tutte.

Il convento è sempre aperto a tutti, a qualsiasi anima persa bisognosa di comprensione. É proprio quel luogo, e il singolare nucleo familiare che ci vive, a catalizzare le furie purificatrici e giustizialiste di un manipolo di uomini decisi a riportare la città agli antichi splendori, costi quel che costi.

Ruby, il paese dove si svolge la vicenda, è dilaniato ormai da aspri conflitti tra vecchi e giovani, tra politica e religione, e ha perso la carica visionaria che portò in quelle zone i suoi fondatori, volonterosi di creare un "paradiso" in terra abitato solo da gente di colore, senza discriminazione e senza i mali della legge bianca. Proprio qui invece, troveranno casa l'intolleranza e l'odio per la diversità, magistralmente illustrati da Toni Morrison in questo che è il suo "primo" romanzo dopo il Premio Nobel del 1993.

 

AUTORE

Toni Morrison, premio Nobel per la letteratura nel 1993, è nata a Lorain, nell’Ohio, e vive a New York. È autrice di romanzi che sono ormai pietre miliari della letteratura americana.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 15 giugno 2014

Questo libro conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto la Morrison si sia meritato il nobel per la letteratura. E' scritto secondo il suo unico e personalissimo stile: se fosse una musicista, questa, come altre sue opere, sarebbe un insieme di contrappunti che si inseguono nell'aria autonomamente fino a planare accordandosi in un motivo ricco, multiforme, dove ogni accordo si accompagna armonicamente agli altri integrandoli, ampliandoli, senza coprirli con invadenza. ma anzi enfatizzandoli. Lei racconta diverse forme di razzismo, quelle che esistono al di là del razzismo dei bianchi verso i neri che daremmo per scontato: racconta il razzismo delle persone di colore fra loro, quando anche solo una sfumatura diversa del nero della pelle fa la differenza; racconta il razzismo delle famiglie "bene", quelle che hanno potere, nei confronti del resto della popolazione, spesso guardata con sufficienza; racconta il razzismo dell'amore, laddove i buoni sentimenti cedono al richiamo forte della carne che ottenebra e rapisce; il razzismo nei confronti di chi mette al mondo figli non sani, compatito e trattato con pietà e condiscendenza, ma anche con sospetto; racconta il razzismo tra generazioni, quando chi ricorda "i suoi tempi" non capisce né vuole capire che i tempi sono cambiati; racconta infine il razzismo più antico del mondo, quello degli uomini contro le donne quando le donne dimostrano che sanno vivere senza di loro. Così facendo queste signore abbattono il più grande dei poteri, quello esercitato da coloro che si sentono, o si ritengono, capostipiti. Della famiglia. Della comunità. Della storia. Senza discussioni.

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