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La Pensione Tradita

Conti alla mano perché conviene tenersi il TFR e non aderire ai Fondi Pensione

 

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  • Prezzo € 9,90
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 228
  • Formato: 12x18,5

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Un libro che spiega perché è imprudente giocarsi il Tfr alla roulette dei fondi pensione, per giunta affidandolo agli sfasciacarrozze del risparmio gestito.

"La lezione di questo libro è straordinaria:
state fermi, rimanete dove siete,
ogni piccolo movimento può essere usato contro di voi!
Almeno non fateli godere."

Beppe Grillo

Il TFR è un salvagente da non buttare via. In questo libro lo dimostra - numeri alla mano - Beppe Scienza, il più indipendente fra gli esperti italiani di investimenti e previdenza, noto per le sue denunce a difesa dei risparmiatori.

Tutti i dipendenti del settore privato devono prendere una decisione difficile: dire addio per sempre alla liquidazione? Per 11 milioni di lavoratori la prima scadenza è il 30 giugno 2007 e chi la lascia passare senza dire nulla perde comunque il TFR.
Dovrà inoltre compiere la medesima scelta ogni nuovo assunto.

Sindacalisti, politici, economisti, giornalisti consigliano in massa di abbandonare il TFR e scegliere la previdenza integrativa: fondi pensione e forme individuali previdenziali. Ma molti esitano, e hanno ragione: almeno per ora, infatti, è meglio tenersi ben stretto il TFR.
Questo libro spiega perché, smontando i principali luoghi comuni:

  • "Il TFR è un retaggio del passato": questo libro mostra con valutazioni inedite che in realtà è un capolavoro di sicurezza che tutela molto più di quanto sembri.
  • "I fondi pensione non possono fallire": questo libro mostra che c'è ugualmente il rischio di perdite ingentissime.
  • "Bisogna rinunciare al TFR per avere una pensione integrativa": questo libro insegna come salvare capra e cavoli: tenere ora il TFR e avere poi una rendita integrativa.
  • "I vantaggi fiscali della previdenza integrativa sono enormi": questo libro dimostra con conteggi inediti che sono minimi o assurdi.
  • "Conviene comunque aderire ai fondi pensione chiusi per il contributo del datore di lavoro":  questo libro spiega perché non è affatto determinante.
  • "L'esperienza passata dimostra la convenienza dei fondi pensione": questo libro smonta i confronti diffusi da giornali, economisti schierati e persino dall'organo che li controlla.

Parte 1ª: Fatti e numeri a favore del Tfr
1. Una scelta pilotata
2. Trappole per catturare il Tfr
3. Perché legarsi le mani?
4. Assurdità assortite
5. Un pilastro di cartapesta
6. Crac tenuti nascosti
7. Un baluardo contro l'inflazione
8. Capra e cavoli: Tfr e rendita
9. Vantaggi fiscali minimi o assurdi
10. La pensione alla roulette
11. Brutti precedenti
12. Gestori incapaci o ladri?
13. Un contributo poco significativo

Parte 2ª: Con ogni mezzo contro il Tfr
14. La Covip: organo di controllo o di propaganda?
15. Confronti sbilenchi o taroccati
16. La strana bussola di Consultique
17. Voltafaccia del Sole 24 Ore
18. Le verità assolute di Tito Boeri e LaVoce
19. Le poche pecore bianche

Parte 3ª: Cosa fare?
20. Chi ci guadagna e chi ci perde
21. Come salvarsi

Nota metodologica
I quattro anni dal 2003 al 2006

PREFAZIONE:
Da fine 2006 i dipendenti del settore privato sono bersaglio dei pressanti inviti di politici ed economisti, sindacati e Confindustria, che li esortano a rinunciare al Trattamento di fine rapporto (Tfr), detto anche liquidazione, a favore della previdenza integrativa.
Malgrado ciò l'adesione non si prospetta plebiscitaria, perché gli italiani sentono puzza di bruciato.
Circolano anche espressioni del tipo "scippo del Tfr" che mandano in bestia quanti sognavano di avere trovato 11.000.000 di pecore da tosare.
Questo è infatti il numero dei lavoratori interessati dalla riforma del Tfr.
Approfondendo la questione, si scopre che le perplessità sono fondate.
Ma la trappola è ben costruita ed è possibile evitarla solo si è molto competenti... o dotati di una buona dose d'istintiva diffidenza.
Questo libro sostiene la tesi che almeno per ora conviene tenere il Tfr in azienda, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche o ideologiche.
Troppi sono i suoi vantaggi, troppi i difetti e gli aspetti ancora oscuri della previdenza integrativa.
Che poi le aziende con almeno 50 dipendenti versino il Tfr maturando all'Inps non cambia nulla per gli interessati.
Ma alcuni giornalisti e docenti universitari onnipresenti mettono sugli altari fondi pensione e forme previdenziali individuali; e denigrano il Tfr.
Nei capitoli 14-18 smontiamo le loro affermazioni.
Citeremo però anche, per consolarci, le poche pecore bianche (Luciano Gallino, Alessandro Penati, Victor Uckmar ecc.) nel folto gregge di pecore nere (cap. 19).
Soprattutto metteremo in luce i vantaggi del Tfr:
- la certezza di incassare la liquidazione se licenziati (cap. 3) e, cosa mai detta, la possibilità di utilizzarla poi per ottenere una rendita integrativa alla pensione (cap. 8);
- una difesa quasi perfetta nei confronti dell'inflazione, maggiore di come normalmente descritta (cap. 7);
- l'assenza di costi di gestione, intermediazione ecc. (cap. 20). Ma vedremo anche i difetti della previdenza integrativa:
- i pericoli di perdite pesantissime (cap. 5 e cap. 6); 4 La pensione tradita
- i rischi di nuovi lunghi periodi negativi per gli investimenti finanziari (cap. 11);
- le figuracce dei gestori di fondi italiani, che minacciano di ripetersi, complice la scarsissima trasparenza (cap. 12);
- i vantaggi fiscali inferiori a quelli sbandierati e comunque incerti (cap. 9);
- il peso ridotto del contributo del datore di lavoro (cap. 13).
Per altro risparmiare per la propria vecchiaia non è sbagliato, anzi. Ma conviene farlo senza giocarsi il proprio Tfr alla roulette dei fondi pensione (cap. 10) ed evitando gli sfasciacarrozze del risparmio gestito (cap. 21).

AUTORE

Beppe Scienza insegna all'università di Torino, ha il dono di una grandissima chiarezza nello spiegare concetti matematici o economici. Queste sue caratteristiche sono accompagnate da un rigore nello spiegare gli argomenti che rende preziosi i suoi libri.
Collabora con inserti economici di diverse riviste e il suo sito è continuamente aggiornato con informazioni sui mercati finanziari, e pieno di utili consigli anche per i non "addetti ai lavori".

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