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Come imparare a essere felici nella vita di ogni giorno

Tal Ben-Shahar

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Descrizione

Uno strepitoso successo internazionale venduto in diciannove Paesi, ricco di tecniche di rilassamento, meditazione e piccoli esercizi. Un manuale che ci può aiutare a essere più felici nella vita di ogni giorno.

Come si arriva alla felicità? Secondo Ben-Shahar bisogna lavorare su autostima, empatia, amicizia, amore, ottimismo, ma anche creatività, spiritualità, musica e senso dell’umorismo.

Viviamo una vita troppo stressante, rimandando spesso la felicità a un futuro lontano per inseguire la carriera, la famiglia, o abbandonandoci alla bella vita senza trovare mai un appagamento duraturo. Il miglior consiglio? Semplificare. E ricordare che emozioni come frustrazione e paura sono naturali: siamo esseri umani. La felicità dipende da noi, non dal nostro conto in banca!

La felicità, dicono i poeti, è un attimo, un momento irripetibile. I soldi non portano la felicità, ma aiutano. Luoghi comuni che paiono convergere in un'unica direzione: la felicità, quella chimera sfuggente che tutti noi inseguiamo, sembra molto difficile da raggiungere e, in ogni modo, è troppo breve per essere assaporata. Roba vecchia, rispondono insegnanti e psicologi di ultima generazione: la felicità può durare tutta la vita, basta impararla e farla diventare materia di studio, fondata sui principi della psicologia positiva.

Lontana dalle visioni New Age e dalle pillole fai-da-te, essa mira a scoprire le potenzialità nascoste in ognuno per svilupparle e metterle in relazione con il benessere e la qualità della nostra vita. Un approccio opposto a quello della psicologia tradizionale, che tende invece ad analizzare deficit e patologie.

Dettagli Libro

Editore Baldini & Castoldi
Anno Pubblicazione 2007-2012
Formato Libro - Pagine: 240 - 14x21cm
EAN13 9788866209355
Lo trovi in: Pensiero positivo

Autore

Tal Ben-Shahar - Consulente e relatore di conferenze in tutto il mondo, è laureato in Organizzazione Comportamentale e in Filosofia e Psicologia. Tiene corsi di Psicologia della Leadership e, soprattutto, il corso che lo ha reso il docente più famoso di Harvard: Psicologia Positiva, definito dal «Boston Glebe» Corsi per la felicità, con oltre 1400 iscritti, è tra i più affollati dell'università.

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Recensioni Clienti

4,00 su 5,00 su un totale di 1 recensione

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Alfonso 3 marzo 2009

Voto:

E' incredibile la quantità di manuali di self-help attualmente in circolazione, che riempiono gli scaffali delle librerie o le pagine di riviste patinate o di siti web specializzati in tematiche di crescita personale e introspezione individuale. In particolare, l'argomento della "felicità" e dello star bene sembra riscontrare il maggiore apprezzamento da parte di scrittori ed editori, ciascuno convinto per proprio conto di proporre e sviluppare l'idea giusta, le tecniche più opportune e collaudate per sperimentare questo stato d'animo di benessere diffuso e conservarlo il più a lungo possibile.

Personalmente ho letto molti libri del genere, forse perché ero attratto dall'idea di ricercare, in più autori, un modo di pensare e di agire testato scientificamente, che potesse in qualche modo favorire un ottimismo di fondo, una mentalità positiva e attiva, una visione realistica e pragmatica di eventi e circostanze che supportassero in qualche modo il lettore nel suo tentativo di costruzione della felicità. Non c'è dubbio che una maggiore consapevolezza in merito al concetto di felicità, ai modi diversi che ne agevolano la ricerca, agli ostacoli psicologici che ne impediscono l'attuazione sia molto utile ai fini di una comprensione generale del problema e quanti intraprendono uno studio del genere non perderanno certo tempo ed energie. In questo contesto, ritengo che il volume in oggetto risulti molto interessante.

Condivido l'idea di base dell'Autore, secondo il quale la felicità è solo raramente attribuibile ad eventi imprevedibili e inaspettati che cambiano la vita in positivo e vivere nella speranza che si verifichi qualcosa del genere potrebbe rivelarsi un'inutile e pericolosa perdita di tempo, un'attesa esasperata di una casualità che potrebbe non verificarsi mai. E' molto meglio invece costruire la felicità giorno per giorno, partendo dalle piccole esperienze di vita quotidiana che ci riguardano più da vicino e che fanno parte integrante del nostro mondo. Alle volte si perde di vista il fatto che tutto ciò che è ordinario, comune, abituale costituisce e rappresenta la totalità della nostra vita, ciò che noi conosciamo bene e sappiamo come gestire e controllare. Quindi, perché non ottimizzare l'ordinario, perché non impegnarci a trovare nuove soluzioni e giuste prospettive nel lavoro, nella famiglia, tra gli amici? Se è vero che la felicità è un processo, una serie sequenziale di tante azioni finalizzate allo svolgimento della nostra vita, intesa nel senso più ampio possibile, allora questa politica dei piccoli passi, delle piccole azioni quotidiane ci gratificherà maggiormente del singolo evento straordinario, perché ci permetterà di costruire un'intera esistenza su valori e principi solidi e duraturi.

La felicità estemporanea può dare una soddisfazione immediata e repentina, può consentirci di appagare i nostri bisogni primari ma dopo, terminato il momento di euforia, subentra l'adattamento al nuovo stato e si andrà alla ricerca di nuove emozioni e di rinnovate gratificazioni in un ciclo senza fine. Che senso ha allora focalizzare la nostra attenzione sull'attimo di gloria, sull'immediato piacere del momento? Non è forse meglio affrontare il problema in modo più sistematico e organico, mettendo in moto un processo mentale fatto di ottimismo, convinzione, pensiero positivo, ironia, amore, buone relazioni, musica e creatività? E non è mica vero che ogni progetto deve comportare rinunce e dolore, fatica e privazione, come spesso ci viene insegnato: se ogni azione viene compiuta in modo consapevole e responsabile, vivendo momento per momento in forza del principio del 'qui e ora', allora si riuscirà a godere di ogni fase progettuale, di ogni sforzo compiuto come la naturale attuazione di uno stato mentale di benessere, tutto proteso alla realizzazione di uno scopo, senza attendere il completamento del progetto per rallegrarsi dei risultati in quanto riusciremo ad essere soddisfatti per ogni azione compiuta durante il progetto.

Questa è la ricetta proposta dall'Autore ed a me sembra convincente, non fosse altro che è già stata ampiamente testata e sperimentata sul campo nel corso delle lezioni di psicologia positiva, tenute dallo stesso Autore. Se poi dovesse capitare la casualità che ti cambia la vita in meglio, non la rifiuteremo di certo, anzi sarà un qualcosa in più che si aggiungerà ad un processo di cambiamento già iniziato.

Per chi volesse corrispondere con me, ecco la mia mail: alfocentauri chiocciola tiscali punto it

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