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Ricettario Vegetariano-Vegano. Pensieri Verdi e Buoni

Per nutrire naturalmente il corpo e un po' anche l'anima

 

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  • Prezzo € 11,80
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 360
  • Formato: 17,5x24
  • Illustrato a colori
  • Anno: 2014

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Oggi essere vegetariani è una scelta accettata dalla società, è una tendenza diffusa e per nulla rivoluzionaria. È una società dove tutto è lecito e niente è importante, purché si consumi.

Oggi a mio parere è importante tornare con le mani nella terra, nell'orto, nel frutteto e nel pollaio e anche in stalla e coltivare ciò che si mangia; è importante pensare che prepararsi da mangiare non è una perdita di tempo, ma è il tempo speso meglio; è importante guardare alle nostre radici e recuperare le ricette semplici delle nostre nonne; è importante andar per boschi e prati, possibilmente non avvelenati, in cerca di erbe e bacche; è importante acquistare direttamente la verdura nel campo, il latte in stalla, il formaggio nei caseifici di fattoria, frequentare gli spacci dei piccoli laboratori e fare acquisti nelle botteghe sotto casa e nei mercatini a Km zero.

Oggi a mio parere è importante pensare che piccolo è bello e consapevole ancora più bello... guardare con senso critico all'ipermercato e ai suoi numerosi fratelli ed affrancarsi dal titolo di consumatore.

Il cibo in Italia si è fatto cultura negli anni settanta.

La "ricchezza" del boom economico trovava il suo simbolo di abbondanza nella bistecca. Prima, durante e nel dopoguerra, la carne in tavola era un "lusso" per le feste comandate e il salame in cantina un vero tesoro.

Poi carne tutti i giorni, in scatola, in gelatina, bollita, arrosto, allo spiedo... in salsa e in colore, anche artificiale. Carne fino a non poterne più.

Figlia dello stesso progresso è anche l'agricoltura intensiva, con il suo carico di veleni, che ha spopolato campagne da genti e colture. Di conseguenza l'industria alimentare che ha trasformato il cibo in un frullato di chimica e gusti finti, gusti diventati più famosi di quelli naturali.

La ribellione alla carne e alla depressione alimentare ha preso diverse strade: la via etica "non voglio uccidere per mangiare", la via salutistica "la carne fa male", la via del gusto "la carne non mi piace" la via dietetica "vegetariano è magro", la via della qualità "riprendiamoci la conoscenza".

È così nato il movimento per un ritorno al biologico, all'inizio ben confuso con il vegetarianesimo; abbiamo importato la biodinamica e l'industria agricola ha iniziato a guardare alla lotta biologica e integrata.

La medicina distica con il suo carico di storia e tradizioni, ha affiancato quella ufficiale e... ci siamo messi tutti a dieta. Sono spuntate associazioni animaliste e ambientaliste e sono arrivati i macrobiotici, i vegani, i crudisti... con verità assolute. Poi... tutti dentro al supermercato, il supermercato in marketing, il marketing in pubblicità e la pubblicità in gloria.

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