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Risparmiare con la Cucina Bio

Ricette vegetariane e consigli per rispettare ambiente e salute senza spendere troppo

 

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  • Prezzo € 9,90
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 122
  • Formato: 14x21
  • Anno: 2014

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Risparmiare è una parola che rischia di evocare fame e sacrifici. In realtà, il risparmio è parte integrante dei cicli naturali di ogni essere vivente. Gestire le risorse disponibili senza sprecarle è quindi una capacità insita in ciascuno di noi. La cucina è il luogo ideale per riscoprirla.

Le ricette e i consigli che troverete vi aiuteranno a indirizzare giorno dopo giorno le scelte alimentari sulla via del rispetto della salute e dell'ambiente. Tanti piccoli accorgimenti indispensabili per risparmiare tempo, soldi e mantenersi in forma, riscoprendo anche il piacere del cibo. Come? Approfittando delle offerte locali e stagionali; riducendo i cibi conservati; evitando gli eccessi e riutilizzando gli avanzi.

Con oltre cento ricette ed esempi di menu stagionali.

INDICE

Introduzione

Capitolo 1 - All'insegna del risparmio

Capitolo 2 - Equilibrio nutritivo e risparmio

Capitolo 3 - Ingredienti e abbinamenti per risparmiare

Capitolo 4 - Accorgimenti speciali per risparmiare

Capitolo 5 - Valorizzare e risparmiare le risorse in ogni stagione

Capitolo 6 - Ricette

Indice delle ricette

 

APPROFONDIMENTI

Dall'introduzione:

Risparmiare è una parola d’ordine che fa parte del mio patrimonio genetico. Ha accompagnato la mia infanzia e la mia giovinezza di figlia del primo dopoguerra. La penuria degli anni difficili è rimasta nelle ossa della mia famiglia per molto tempo, anche se certo non posso dire di aver sofferto di privazioni e vengo da un ambiente relativamente benestante. Nella casa toscana vicino al mare, dove trascorrevamo una parte delle vacanze estive con diversi cugini, zii e sorelle, mia nonna dirigeva il ménage impegnativo e la cucina con un risoluto piglio risparmiatore.

La ricordo già anziana, mentre tornava dai mercati con la bici ondeggiante sotto al peso deile cassette di frutta che acquistava all’ingrasso trattando sui prezzi. Pesche, susine e albicocche finivano chiuse a chiave in un sottoscala per difenderle dagli assalti improvvisati di noi bambini e il loro profumo ci avvolgeva quando salivamo le scale della grande casa per andare a letto.

La distribuzione avveniva solo nei momenti "istituzionali” - pranzo, merenda, cena. Guai a sprecare queste leccornie mangiandole di soppiatto fuori dai pasti principali, comportandosi come “cavallette” A tavola, mio padre imponeva di non lasciare avanzi, e persino il cosiddetto “portacoda” in parole più semplici il sedere del pollo, che ci disgustava, doveva essere tirato a sorte fra noi sorelle e mangiato a turno.

Durante la settimana il menu prevedeva accanto alle solite cose gradite ai bambini, come risotto e pastasciutta, una ricca alternanza di piatti aborriti, fra cui fegato, rognoni, animelle e altre frattaglie acquistate perché a buon mercato. I nostri gusti personali non erano messi in primo piano. Nella politica di gestione domestica l’importante era che i bambini si saziassero con regolarità, a volontà, con cibi molto vari e considerati “sani’’ - avanzi e “ pasticci” erano banditi...

AUTORE

Carla Barzanò dietista, giornalista pubblicista, da anni impegnata in percorsi di educazione alimentare presso strutture pubbliche e private, conduce laboratori di assaggio e di cucina con adulti e bambini.

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