Se il Pubblico Sapesse...

Lettere (1950-1963) - Con una lettera di Pizzuto a Federico Fellini

Antonio Pizzuto , Salvatore Spinelli

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Se il Pubblico Sapesse...

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  • Prezzo € 13,60 invece di 16,00 sconto 15%
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 288
  • Formato: 12x16,5
  • Anno: 2001
  • Sconto

"Se il pubblico sapesse..." è la seconda tranche (1951-1963) del lungo carteggio intercorso, dal 1929 al 1969, tra i due scrittori palermitani Antonio Pizzuto (1893-1976) e... continua

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Descrizione

"Se il pubblico sapesse..." è la seconda tranche (1951-1963) del lungo carteggio intercorso, dal 1929 al 1969, tra i due scrittori palermitani Antonio Pizzuto (1893-1976) e Salvatore Spinelli (1892-1969), ex compagni di ginnasio e amici fin da quegli anni. Ambedue laureatisi in giurisprudenza all'Università di Palermo, avevano trovato diversa occupazione fuori dalla città natale.

La corrispondenza epistolare, nella sua interezza, si articola in 378 lettere (263 di Pizzuto e 115 di Spinelli) e riveste peculiare interesse, oltre che sul piano biografico, su quello estetico, in quanto consente di conoscere e approfondire, assieme alla genesi delle opere dei due autori, la loro - sostanzialmente diversa - concezione dell'arte, della scrittura in generale e di quella narrativa in particolare.

Ciò può rilevarsi, del resto, dalla stessa produzione dei due autori. È tendente al formalismo e allo sperimentale la narrativa di Pizzuto, ancorché egli consideri l'arte come «sostanza-forma», la prima da non confondere col contenuto: «per me, — scrive — giunto a un antistoricismo assoluto, il fatto non conta, è un'autentica astrazione» (leti. n° 69 del 4.1.1962).

Era tendente a un realismo affabulato la narrativa di Spinelli, per il quale la forma è una vera e propria «serva padrona» del contenuto: « guai se pretende di far solo la padrona, guai se si acconcia a far solo la serva» (leti. XVIII del 7.7.1960), ma in definitiva è questa a modellarsi sui contenuti.


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