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I Semi di Mille Rivoluzioni

Alce Nero: storie di ulivi, uomini e api

 

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  • Prezzo € 13,50
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 143
  • Formato: 14x20,5
  • Anno: 2014

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Il biologico, molto prima di essere un mestiere, è un’idea. Un’idea-forza, nata sull'onda della volontà di un cambiamento radicale.

A molti sarà capitato di comprare un prodotto direttamente in campagna e di sentirsi dire: «Prenda questo, questo è migliore, lo facciamo per noi. L’altro va al mercato». Nel biologico, semplicemente, questa distinzione non esiste. Ogni cosa si fa per «noi», un «noi» che comprende il produttore, il fruitore, le piante, gli animali, ogni singolo microorganismo del suolo e infine il pianeta intero, nel suo insieme, con i suoi cicli di crescita e trasformazione continua.

Questa storia inizia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento nelle vaste praterie d’America, dove un indiano sioux provò a opporre la forza della visione all’oppressione del suo popolo e del suo ambiente. Inizia nell’Emilia Romagna degli anni Settanta, dove un gruppo di giovani decise di inventarsi il proprio lavoro, e imparò così ad amare le api grazie a un eclettico professore di disegno.

Inizia sulle colline marchigiane, dove Gino Girolomoni consacrò l’intera esistenza al ripopolamento delle campagne e all’affermazione del biologico come inno alla vita. Inizia ovunque qualcuno decida di abbandonare la strada più semplice per aprirsi a nuove opportunità, perché questa storia, raccontata da Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero, non è solo una storia, ma mille storie diverse che non smettono mai di iniziare, cambiare, rinnovarsi.

Storie che parlano di terre e contadini, panificatori e cuochi, rivoluzioni e fatica, lotte e sconfitte. E ancora ulivi millenari da abbracciare, alveari da scoprire, piantagioni di canna da zucchero da proteggere e terre confiscate alla mafia da restituire alla collettività. Storie, dunque, che parlano di cibo: un cibo bello, buono e vero come ogni cibo dovrebbe essere. Un cibo che racchiude in sé I semi di mille rivoluzioni, perché si fa messaggero dei racconti dei territori che abitiamo e degli uomini che li coltivano, e soprattutto perché è ancora in grado di nutrire davvero.

Lucio Cavazzoni, tra aneddoti, eventi storici, ricordi personali e incontri traccia il cammino di Alce Nero e del biologico tout court - termine che non indica solo un approccio al lavoro della terra, ma definisce una modalità di compartecipazione al cambiamento del mondo.

Alce Nero

 

Alce Nero è il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori, impegnati dagli anni Settanta, in Italia e nel mondo, nella produzione di alimenti buoni, sani e naturali, frutto di un’agricoltura che rispetta la terra, l’uomo e l’ambiente.

Scopri i prodotti di Alce Nero

INDICE

I nostri antenati

E' sempre inizio

Capitolo 1. Non uccidere (Il miele)

  • Come tutto è cominciato,
  • Il miele, oro della terra,
  • Una questione d’amore,
  • Un bagno per due mondi,
  • Comunicare con le api,
  • Co-esistere,
  • Federico Tieri - 26 anni - apicoltore

Capitolo 2 - Bello, buono e vero (Il grano)

  • Dalle praterie d’America alle colline marchigiane,
  • Nasce Alce Nero,
  • Un’altra Italia è possibile,
  • L’incontro,
  • Il biologico, un’idea forte,
  • Il grano: la grande sfida,
  • La rivoluzione del pane,
  • Maria Desiante - 37 anni - agricoltrice

Capitolo 3. Nuove rivoluzioni (La pasta)

  • L’origine di un nome,
  • Le storture dell’industria pastaria,
  • L’importanza della relazione,
  • L’agricoltore: il principale ingrediente,
  • Mille rivoluzioni,
  • Fuori dalla riserva,
  • Paolo Felicetti - 52 anni - mastro pastaio

Capitolo 4. Storie dell’altro mondo (La Panela, zucchero di canna integrale)

  • Un viaggio in Nicaragua,
  • Alce Nero e il fairtrade,
  • Hugo Valdes,
  • Marta e lo zucchero di canna,
  • La foresta e il leone,
  • Fratelli si diventa,
  • Juanita Baltodano - 55 anni - vice presidente cooperativa Appta

Capitolo 5. Libera (Il vino)

  • Luigi Ciotti,
  • La legge 109: una svolta epocale,
  • Libera Terra,
  • La forza del fare e del dire,
  • Orizzontali e verticali,
  • Fabio Zullo - 34 anni - agronomo

Capitolo 6. Sfide (Cibo per bimbi)

  • Dalle corporazioni alla trasversalità,
  • Lungimiranza,
  • Il «land grabbing» e le nuove rivoluzioni,
  • E' sempre inizio

Seminare

APPROFONDIMENTI

I nostri antenati

«2670 anni ha quest’ulivo. È forse il più grande per età. Quelli più vicini a casa hanno non meno di 600 anni e la media è attorno ai 1300 anni».

Questo mi dice Gianfranco Ciola, portavoce della Co­munità degli Oliveti Secolari nel brindisino, indicandomi il più vecchio dei tanti ulivi che lo circondano e che si trovano a diciotto metri l’uno dall’altro. Hanno ampie chiome che fanno ombra, e le radici non competono tra loro. Alcuni si torcono in forme circolari, come reazione alla rotazione terrestre, ma prima che possano assumere queste forme de­vono trascorrere almeno due, tre secoli.

Ho visto persone abbracciare una di queste piante per lungo tempo, altre entrarvi dentro quando il tronco è cavo, altre ancora trascorrere un intero giorno, o un’intera notte, sotto la loro chioma. Senza leggere. Senza parlare. Solo sta­re. Solo sentire.
Ogni volta che ne ho l’occasione entro in uno di questi boschi di millenari. Lo faccio con riguardo, in silenzio. Mi sento osservato ed estraneo, sono in grande soggezione: loro sono e sanno molto più di me.

Ma con il tempo comincia a instaurarsi una forma di re­lazione.

Queste piante sono giganti buoni, di una bellezza pro­fonda, che ammutolisce. Chissà da dove viene una bellezza così struggente, devono per forza averla presa da qualche parte nell’universo, quell’universo che forse rappresentano più di qualsiasi altro essere vivente.

Li guardo, sono tanti, maestosi. Tutti diversi. Sicuri. An­tichi. Vivi di una vita forte e sincera. Vera.

Scelgo questo. Scelgo Lui. Mi siedo. Ascolto.

Penso agli agricoltori custodi che li curano e che cono­sco: i Sabatelli, i Rodio, i Balestrazzi. Penso che la bellezza di queste piante così importanti è anche la loro bellezza, la bellezza di una relazione che funziona da migliaia di anni e non si è mai interrotta.

Ho sentito che, più a sud, olivi secolari uguali a questi stanno morendo, perché da qualche decennio sono stati abbandonati, non potati, non aiutati. Quelli che mi circon­dano, adesso, godono invece di più di cento generazioni di uomini che se ne sono presi cura, e che a loro volta sono stati protetti e nutriti da loro.

Questi ulivi sono nostri Antenati.

Sono qui, eccoli, vivi e vicini, a rassicurarci, a dirci che sia­mo insieme, parte di un unico universo. Da migliaia di anni ci offrono gli stessi frutti, hanno superato siccità e guerre, tem­peste e aggressioni. Sono qui. Vicini e vivi. Forti e sani.
Ci dicono: «Guardaci, è possibile!»

AUTORI

Lucio Cavazzoni, nato nel 1956, laurea­to in sociologia a scienze politiche di Bologna, inizia a fare l’apicoltore nel 1978. Cofondatore della Coop Apistica Valle dell’ldice e successivamente di Conapi, ne rimane presidente fino al 2008. Dal 2004 presiede Alce Nero, impresa di agricoltori biologici, apicoltori, produttori fairtrade. Soci azionisti sono cooperative e famiglie di produttori e trasformatori biologici. Interpreti ne sono invece uno staff straordinario di creativi e generosi attivisti.

Gaia De Pascale, nata a Genova nel 1975, è dottore di ricerca in Analisi e interpretazione dei testi italiani e romanzi. Collabora con varie case editrici in qualità di redattrice free lance e consulente. Studiosa di letteratura e antropologia, tiene regolarmente lezioni presso master, corsi di specializzazione e corsi di scrittura creativa.

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