Siderea Crimina

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Siderea Crimina

il mistero della "fuga" di Galileo dalla Serenissima: quando la scienza può uccidere

Roberto Zucchi

( 1 Recensione Cliente )

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Padova, inizi del 1610. Grazie al suo cannocchiale, Galileo Galilei è da pochi mesi il primo uomo al mondo ad aver visto com’è fatta davvero la Luna, i satelliti di Giove e che la Via Lattea è... continua

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Descrizione

Padova, inizi del 1610. Grazie al suo cannocchiale, Galileo Galilei è da pochi mesi il primo uomo al mondo ad aver visto com’è fatta davvero la Luna, i satelliti di Giove e che la Via Lattea è un ammasso di stelle. Pubblica il risultato delle sue scoperte nel “Sidereus Nuncius”, un volume di una cinquantina di pagine da lui stesso magistralmente illustrate. Sarà il libro con il quale la Scienza moderna entra ufficialmente nella Storia e la cambia per sempre, rivoluzionando una visione dell’universo da millenni inchiodata ai modelli di Aristotele e Tolomeo.

In quei giorni Galileo è il professore più conosciuto e ricco dell’Università, Venezia gli ha garantito un vitalizio senza precedenti, conduce una florida impresa familiare, ha molti amici - altolocati e non - con cui non risparmia su baldorie e compagnie. Vicino a casa sua abitano la donna che ha amato e i loro tre figli. “I diciotto anni migliori della mia vita”, dirà del periodo padovano, che fu anche il più fecondo della sua ricerca scientifica.

Eppure, nonostante sia al massimo della fama, stimato e riverito, abbandona città, ateneo, amici e Serenissima Repubblica senza un saluto né una lettera di dimissioni, per non tornare mai più. Una “fuga” rimasta un enigma. Finora.

Dettagli Libro

Editore Editoriale Programma
Anno Pubblicazione 2012
Formato Libro - Pagine: 237 - 14x21cm
EAN13 9788866431343
Lo trovi in: Racconti a sfondo esoterico

Autore

Roberto Zucchi - Foto autore

Roberto Zucchi è nato nel 1956 a Modena ma da sempre vive a Padova, dove si è laureato in Scienze politiche con una tesi sulle "Origini mistiche del nazismo".

Recensioni Clienti

5,00 su 5,00 su un totale di 1 recensione

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Rosetta 31 dicembre 2013

Voto:

Ho apprezzato questo romanzo perché sono padovana e perché mi interessa la storia della mia città, i monumenti, le tracce dei tempi antichi. In particolar modo i canali di Padova, che conosco bene perché pratico la voga alla veneta. Perciò riesco a "vedere" con molta chiarezza i luoghi dove si svolge la vicenda (in particolare, il tentato "annegamento" nella conca delle Porte Contarine!) A parte questo, l'ho apprezzato per molti altri motivi. Anzitutto, è scritto bene. L'autore ha un suo stile personale, essenziale e conciso. In poche parole e senza preamboli ti fa entrare nella storia. Molto forte, un po' eccessivo in certi passaggi, tuttavia efficace. La ricostruzione storica è precisa ma non pedante, e le vicende vengono narrate come se fossero accadute oggi, così da far "vivere" il lettore nella Padova del '600, con i personaggi più interessanti dell'epoca ( Galileo, Paolo Sarpi, Fabrici D'Acquapendente ecc.) descritti con una tale immediatezza che sembra di averli incontrati, lì sotto i portici... Certo, Galileo non ci fa sempre una bella figura. Ma si riscatta quando fa lezione agli studenti, quando ribadisce i suoi principi e asserisce il suo credo scientifico: la sua grandezza emerge in certe pagine. In altre invece è di una meschinità inconcepibile, accentuata da un linguaggio marcatamente scurrile e osceno. Peccato che il libro sia un po' eccessivo in questo senso, altrimenti sarebbe stato interessante anche per gli studenti delle scuole superiori. Certo i ragazzi si divertirebbero comunque a questa lettura, oscenità comprese, ma temo che nessun insegnante avrebbe il coraggio di proporlo, se non altro per il timore di incontrare la collera di qualche genitore... La trama è ben congegnata, imprevedibile come si addice a un "giallo" e avvincente, mentre l'azione si fa sempre più concitata verso la fine, con colpi di scena e "suspence" ben costruiti. Geniale il capitolo finale, in cui si riporta la vicenda ai giorni nostri. Insomma, è un romanzo interessante che vale la pena di leggere, nonostante la crudezza di linguaggio di certe pagine.


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