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Sobrietà Felice

Otto incontri e una rivoluzione possibile

 

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Cosa si intende per "sobrietà felice"? La risposta è chiara: avere meno del sovrabbondante; avere e fare ciò che serve davvero e nulla di più; disporre dello spazio tra le cose, della virgola tra le parole, della pausa tra due respiri. In una parola, stare meglio.

Certo, è uno stare meglio che aiuterebbe anche il resto del mondo a stare meglio. Certo, consumare meno o in maniera più oculata permetterebbe di ridurre gli sprechi, risparmiare risorse, inquinare meno, ridistribuire almeno in parte le ricchezze e sanare alcuni macroscopici disequilibri. Eppure qui ci interessa solo la felicità. Qui vogliamo solo far sperimentare a bambini e ragazzi una verità semplice e quasi banale: spesso le cose ingombrano e impediscono di stare bene e divertirsi. Ovvero: togliendo cose può aumentare il divertimento. Togliendo cose si può stare meglio, essere più felici. Soprattutto: togliendo le cose si lascia spazio ad altro e questo "altro" può rendere molto più felici delle cose.

Questo libro nasce dalla nostra esperienza. Tutto quello che troverete in queste pagine, non solo da leggere ma anche da usare, o meglio da giocare, è stato sperimentato più volte, con tanti gruppi di bambini, di ragazzi, di adulti. Sarebbe bello che si potesse replicare ovunque per restituire alla scuola un ruolo educativo centrale nel territorio in cui vive. Proprio come un percorso, si parte dall'idea di limite, poi si passa al desiderio e ai desideri, infine - tirando le fila del ragionamento - si arriva alla sobrietà felice. Siete pronti?

AUTORI

Francesco Mele è uno psicologo dello sviluppo e dell’educazione che usa da anni il gioco come chiave d’accesso privilegiata alla comunicazione con i bambini e tra i bambini in scuole materne ed elementari, piazze (ludobus) e ludoteche di Prato. Con Sara Marconi ha fondato nel 2004 "nu-laboratorio di gioco", un centro di servizi ludicoeducativi per l’infanzia caratterizzato dall’attenzione alla qualità (dei materiali, degli ambienti, delle attività, dei ludo-operatori), dall’utilizzo del gioco come canale privilegiato alla comunicazione e dall’interesse per l’arte e le arti (il colore, il teatro, la cucina, le storie, il ritmo).

Sara Marconi è nata a Torino nel 1972. Si è trasferita a Bologna per studiare (si è laureata in Storia della Lingua Italiana) e poi a Milano per lavorare (in una grande agenzia di pubblicità). Infine si è spostata in Toscana, a Prato, dove tuttora vive con un marito alto alto e una gatta nera e dove ha da poco fondato un laboratorio di gioco, uno spazio molto colorato in cui si gioca, si recita, si dipinge e si legge (soprattutto se si hanno meno di 13 anni). Oltre a questo continua a fare la consulente di comunicazione, e diverse altre cose. Ha cominciato a leggere libri per bambini con Pippi Calzelunghe, quando era bambina; non ha mai smesso, e dal 1999 si è messa anche a scriverne.

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